Il Tirreno

Empoli

la cittÀ metropolitana sborsa 150.000 euro 

L’esproprio pagato 44 anni dopo

di Marco Sabia

I terreni dove sorgono due scuole sono ancora di proprietà privata 

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EMPOLI. Una vicenda che si protrae dal 1973 e che oggi ha portato la Città Metropolitana a sborsare 151.000 euro per acquisire alcuni terreni espropriati all’epoca – e serviti per il polo scolastico – che in quegli anni non furono espropriati a termine di legge dall’allora Provincia. L’area interessata è quella dove si trova l’istituto Fermi, dove insiste anche il polo scolastico di Empoli, nella zona di via Sanzio e via Bonistallo.

Una vicenda simile ha riguardato una scuola comunale – la primaria di Cascine – con l’amministrazione comunale che ha poi sborsato 150.000 euro per acquisire il terreno su cui è sorta la scuola. Ma cosa è successo nel dettaglio? La vicenda – come ha spiegato la stessa Città metropolitana – nasce da due procedure espropriative non portate a compimento da parte della Provincia con la formale acquisizione delle aree. La prima procedura riguarda la costruzione della nuova sede dell’Enrico Fermi, i cui lavori furono dichiarati di pubblica utilità con decreto del presidente della Regione Toscana. La seconda procedura riguarda invece il primo lotto dei lavori di completamento del centro scolastico di Empoli i cui lavori furono dichiarati di pubblica utilità con delibera del consiglio provinciale. Le aree interessate dalle prima citate procedure, appartenevano e tuttora appartengono ad unica proprietà, la quale, durante gli anni trascorsi ha chiesto all’amministrazione, seppure in modo incostante, l’acquisizione delle aree dietro pagamento di un indennizzo. Nel frattempo, però, è mutata sia la giurisprudenza di riferimento che la legge sugli espropri, dando diritto alla proprietà di ottenere la restituzione delle aree oppure un equo indennizzo. Dal 1973 si è consolidato in giurisprudenza il principio per cui la realizzazione di un’opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, oppure non espropriato nei termini di legge come nel caso in questione, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore dell’amministrazione.

Nel nostro ordinamento è stato infatti eliminato l’istituto dell’acquisizione “di fatto” a favore dell’autorità che ha realizzato l’opera di pubblica utilità. Su porzione delle aree inizialmente interessate dalle 2 procedure di esproprio, insistono sia la limitrofa scuola comunale che la strada comunale via di Bonistallo. Pertanto tali porzioni, avvisato anche il Comune di Empoli, sono state scorporate dal calcolo delle superfici da acquisire da parte della Città Metropolitana. La consistenza stimata dell’area da acquisire, risulta pertanto pari a circa 9. 000 metri quadri, superficie che verrà esattamente quantificata dopo l’approvazione dei frazionamenti catastali. Oltre ai 151. 000 euro di “indennizzo” la Città metropolitana dovrà sborsare altri 28. 000 euro per le spese tecniche e le pratiche da portare a compimento, a 44 anni da quando tutta la vicenda ebbe inizio.

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