Il dolore
Arrestati i tre rapinatori dei coniugi Testi
di Francesco Turchi
Avevano pedinato e minacciato con la pistola il fondatore di Rebecca gioielli e la moglie, facendosi consegnare i Rolex
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EMPOLI. Li hanno seguiti, prima a piedi e poi in auto, dall’uscita del ristorante, nel cuore di Firenze, fino alla loro casa, a Empoli. Hanno atteso che scendessero dalla macchina, proprio sotto l’abitazione, per aggredirli e minacciarli con la pistola, facendosi consegnare i Rolex e i portafogli, per poi fuggire. Ma ora, a distanza di dieci mesi da quella serata da incubo per Alessandro Testi (che era rimasto anche lievemente ferito) e la moglie Paola Bagnoli, i due rapinatori sono stati arrestati, insieme a un loro complice. Si tratta dei due autori materiali dell’agguato, Francesco Guadagno, 28 anni, detenuto nel carcere di Poggioreale a Napoli per reati analoghi; il suo coetaneo Giuseppe Esposito, che si trova nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere; nei guai, insieme a loro, anche Salvatore Perugino, attualmente già ai domiciliari a Napoli, che secondo gli inquirenti ha noleggiato l’auto, consapevole che sarebbe stata utilizzata pe rla rapina. Sono stati arrestati dai carabinieri di Empoli, grazie all’attività investigativa coordinata dalla dal pm Vito Bertoni della Procura di Firenze, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Mario Profeta. Le indagini hanno permesso di ricostruire, istante per istante, tutti gli spostamenti effettuati dei malviventi la sera in cui è stata commessa la rapina. Si è trattato di un’attività particolarmente complessa, sviluppata attraverso l’analisi di tutti i filmati raccolti e dei tabulati telefonici, nonché delle dichiarazioni dettagliate delle vittime.
Come ombre. È la sera del 18 gennaio 2017. Alessandro Testi – presidente, fondatore e designer di Industrie Testi, azienda che produce e distribuisce i gioielli realizzati in metalli preziosi, bronzo e acciaio con il marchio Rebecca – e sua moglie, sono a cena in un ristorante di Borgo San Frediano, in centro a Firenze. Quando escono dal locale, incrociano – come mostrano le telecamere – due persone con il volto parzialmente travisato da cappuccio e sciarpa. Uno di loro li pedina fino al parcheggio, quando i due empolesi salgono sulla Porsche. A quel punto chiama il complice, che arriva da una strada limitrofa a bordo di un’Alfa Mito bianca. Da questo punto inizia il pedinamento a breve distanza.
Tutto filmato. Le telecamere della città di Firenze riprendono il percorso delle due auto fino a viale Talenti e poi sulla Fi-Pi-Li. Quelle di Empoli filmano il tragitto fino all’abitazione della coppia, in via XX Settembre, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri di via Tripoli, e le fasi della rapina. Il confronto tra le immagini riprese prima a Firenze e poi a Empoli ha permesso di appurare che i due soggetti fuori dal locale erano gli stessi che avevano aggredito la coppia di coniugi sottraendo loro due orologi Rolex e 200 euro in contanti.
La svolta. Per l’individuazione dei malviventi, si sono rivelati fondamentali lo scambio di informazioni tra reparti dell’Arma e lo svolgimento di alcune attività tecniche. Infatti la targa dell’Alfa Mito non era visibile in nessuna telecamera. Tuttavia una rapina con modalità analoghe era stata tentata pochi giorni dopo (il 4 febbraio 2017) ad Uzzano, nel Pistoiese, ed aveva avuto anch’essa come obiettivo orologi di valore. Nell’occasione un testimone era riuscito ad annotare la targa del mezzo, risultato intestato ad un autonoleggio napoletano ed affittato dal pregiudicato Perugino: lo stesso, nel mese di gennaio, aveva noleggiato anche un’Alfa Romeo Mito bianca dalla stessa società. A questo punto, grazie all’incrocio dei dati ottenuti dalle attività tecniche, si è risusciti a risalire ai reali utilizzatori del mezzo, ossia Guadagno ed Esposito che, armati di pistola, avevano aggredito i coniugi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Come ombre. È la sera del 18 gennaio 2017. Alessandro Testi – presidente, fondatore e designer di Industrie Testi, azienda che produce e distribuisce i gioielli realizzati in metalli preziosi, bronzo e acciaio con il marchio Rebecca – e sua moglie, sono a cena in un ristorante di Borgo San Frediano, in centro a Firenze. Quando escono dal locale, incrociano – come mostrano le telecamere – due persone con il volto parzialmente travisato da cappuccio e sciarpa. Uno di loro li pedina fino al parcheggio, quando i due empolesi salgono sulla Porsche. A quel punto chiama il complice, che arriva da una strada limitrofa a bordo di un’Alfa Mito bianca. Da questo punto inizia il pedinamento a breve distanza.
Tutto filmato. Le telecamere della città di Firenze riprendono il percorso delle due auto fino a viale Talenti e poi sulla Fi-Pi-Li. Quelle di Empoli filmano il tragitto fino all’abitazione della coppia, in via XX Settembre, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri di via Tripoli, e le fasi della rapina. Il confronto tra le immagini riprese prima a Firenze e poi a Empoli ha permesso di appurare che i due soggetti fuori dal locale erano gli stessi che avevano aggredito la coppia di coniugi sottraendo loro due orologi Rolex e 200 euro in contanti.
La svolta. Per l’individuazione dei malviventi, si sono rivelati fondamentali lo scambio di informazioni tra reparti dell’Arma e lo svolgimento di alcune attività tecniche. Infatti la targa dell’Alfa Mito non era visibile in nessuna telecamera. Tuttavia una rapina con modalità analoghe era stata tentata pochi giorni dopo (il 4 febbraio 2017) ad Uzzano, nel Pistoiese, ed aveva avuto anch’essa come obiettivo orologi di valore. Nell’occasione un testimone era riuscito ad annotare la targa del mezzo, risultato intestato ad un autonoleggio napoletano ed affittato dal pregiudicato Perugino: lo stesso, nel mese di gennaio, aveva noleggiato anche un’Alfa Romeo Mito bianca dalla stessa società. A questo punto, grazie all’incrocio dei dati ottenuti dalle attività tecniche, si è risusciti a risalire ai reali utilizzatori del mezzo, ossia Guadagno ed Esposito che, armati di pistola, avevano aggredito i coniugi.
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