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In piazza a Empoli contro il taglio in busta paga

In piazza a Empoli contro il taglio in busta paga

Ieri il presidio degli operai del settore gomma-plastica, sabato la mobilitazione a Roma

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EMPOLI. Ieri mattina si è tenuto il presidio per lo sciopero di 8 ore indetto dalle sigle sindacali del settore gomma plastica per protestare contro il taglio dell’adeguamento all’inflazione per i lavoratori del comparto. Un presidio a cui hanno partecipato decine di operai dell’Empolese Valdelsa, ma anche alcuni lavoratori dei territori di Prato e di Lucca.

Il comparto locale, infatti, è un punto di riferimento per tutta la Toscana con numerose grandi realtà imprenditoriali, tra cui Irplast, Magis e Vibac. Aziende con decine di dipendenti che vanno ad alimentare un settore che può contare su un migliaio di addetti, senza contare l’indotto che la gomma plastica produce. La protesta è stata lanciata in seguito alla decisione della federazione delle imprese del comparto di bloccare l’adeguamento all’inflazione del contratto collettivo nazionale, dal momento che le stime relative al 2015 (anno in cui è stato siglato il contratto nazionale) risulterebbero sovrastimate. Così dal primo gennaio 2018 ai lavoratori verranno detratti 19,06 euro a fronte dei 30 euro di aumento che avrebbero dovuto percepire. Ma il presidio di ieri è stato anche un momento per rilanciare l’impegno della Cgil di zona in vista della mobilitazione di sabato prossimo. Una mobilitazione nazionale lanciata dalla stessa sigla sindacale in seguito alla rottura del tavolo al ministero del Lavoro sulle pensioni. «Da questo territorio abbiamo già ricevuto una forte adesione – spiega Sergio Luschi, coordinatore Cgil Empolese Valdelsa – in questi giorni abbiamo fatto una campagna di assemblee all’interno delle aziende e la risposta dei lavoratori è stata importante. Per questo siamo alla ricerca di mezzi per partecipare alla mobilitazione a Roma. Le richieste che avevamo avanzato al governo non sono state evidentemente prese in considerazione. Nessuna apertura è arrivata sull’allargamento della platea dei lavori usuranti, né sulle perequazioni delle pensioni, niente sul lavoro di cura per le donne, né sulle pensioni dei giovani. Così come non sono state soddisfacenti le risposte sugli ammortizzatori sociali. Per questo apriamo questa fase di mobilitazione: speriamo contribuisca a spostare gli equilibri». (m. p.)

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