Il Tirreno

Empoli

Taglio di trenta euro per mille operai: è sciopero

di Alessandro Marmugi
La presentazione dello sciopero con le tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil (foto agenzia Carlo Sestini)
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La presentazione dello sciopero con le tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil (foto agenzia Carlo Sestini)

Empolese Valdelsa: al via la protesta nelle aziende del settore gomma e plastica. L’aumento doveva partire da gennaio ma gli industriali ci hanno ripensato

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EMPOLI. Uno sciopero di otto ore per dire con forza no, al blocco dell’adeguamento del contratto nazionale. I lavoratori del settore gomma-plastica lunedì incroceranno le braccia e si ritroveranno per un presidio in piazza della Vittoria a Empoli.

I motivi della protesta sono molto chiari. La Federazione delle aziende gomma-plastica ha deciso di stoppare l’adeguamento all’inflazione del contratto collettivo nazionale, siglato nel 2015. Ci si aspettava una concertazione, incontri, la possibilità di intavolare una trattativa e invece no.

A partire dal gennaio 2018 infatti il contratto nazionale prevede un aumento di 30 euro in busta paga per i lavoratori del settore, calcolato sulla previsione di inflazione nel 2015. Ma la Federazione, che fa capo a Confindustria, ha deciso di trattenere 19 euro e 6 centesimi dei 30 pattuiti, perché il livello di inflazione è risultato essere più basso di quanto prospettato al momento dell'accordo tra aziende e sindacati. E così i lavoratori anziché 30 euro se ne ritroveranno solo 10 in più con l’aggiunta di qualche spicciolo. Un bello smacco soprattutto per il territorio dell’Empolese Valdelsa, dove gli occupati nel settore gomma-plastica sono circa 1000, escludendo l’indotto che viene a crearsi.

Aziende del circondario che insieme arrivano a fatturare quasi 300 milioni di euro all’anno e che, secondo i sindacati, anche per il buon momento che stanno vivendo non hanno bisogno di mettere in pratica provvedimenti del genere. A spiegare bene la situazione ci hanno pensato, in conferenza stampa Silvia Mozzorecchi e Giuseppe Dentato della Filctem Cgil di Firenze, Gianluca Valacchi della Femca Cisl e Michele Cataneo della Uiltec-Uil. «La federazione del settore gomma-plastica ha parlato di contrattazione ma non è così. Si tratta di una decisione unilaterale – spiega Mozzorecchi - Le aziende si sono appellate all'articolo 70 del contratto nazionale che prevede appunto una verifica dei livelli inflattivi ma questo dovrebbe avvenire attraverso una “valutazione congiunta”. Che invece per adesso non c’è stata».

Insomma per i sindacati l’ennesimo affronto, l’ennesimo confronto evitato. «Invece di scegliere il confronto la Federazione ha scelto il conflitto - aggiunge Dentato -. Crediamo che questa soluzione possa essere dannosa per i lavoratori e per le aziende. Vogliamo che le aziende si assumano la responsabilità di permettere un confronto con i sindacati».

Intanto però lunedì i lavoratori scenderanno in piazza per dire no a quella che rischia di diventare una consuetudine. La nuova scelta della federazione, infatti, potrebbe essere il primo passo di un tentativo di minare il contratto nazionale che scadrà nel 2018. E insieme ad esso cancellare anche alcuni dei diritti acquisiti con anni di lotte e battaglie dai lavoratori. Le otto ore di sciopero, che lunedì coinvolgeranno i lavoratori di diverse province toscane, sono soltanto l’inizio della mobilitazione.

In tutta Italia i lavoratori del settore gomma-plastica e i sindacati si stanno mobilitando e in questi giorni si sono svolte in tutto il paese scioperi e manifestazioni. Lunedì 27 novembre toccherà a Empoli. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno proclamato 8 ore di sciopero per tutto il settore e nel centro della città, precisamente in piazza della Vittoria, la mattina a partire dalle ore 10 si svolgerà un presidio. In città si ritroveranno anche i lavoratori della provincia di Firenze ma anche quelli delle province di Prato e Pistoia. L’Empolese Valdelsa infatti è un punto di riferimento in tutta la Toscana per il settore gomma-plastica nel quale sono impiegate migliaia di persone. Nel circondario ci sono alcune delle aziende più importanti come ad esempio l’Irplast, la Magis o la Bibac. La mobilitazione riguarda l’aspetto economico, «ma ci sono di mezzo anche i rapporti con i sindacati – spiega Gianluca Valacchi della Femca Cisl. Si tratta di un settore in crescita e crediamo che se si procede unilateralmente inasprendo le relazioni diventerà più complicato affrontare le sfide del mercato»

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