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Donne lasciate sole in una città provinciale

Donne lasciate sole in una città provinciale

Ecco il quadro che emerge dalla ricerca con interviste commissionata dal Comune  L’assessore Marinella Chiti: «Queste indicazioni ci servono per adeguare i servizi»

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MONTELUPO. Un mondo in bilico fra tradizione e apertura. Una realtà in cui i vecchi cliché si incrociano con una nuova organizzazione della vita. In cui le donne si dichiarano aperte, ma si attaccano (inconsapevolmente) agli stereotipi più classici. Un contesto generale in cui la sensazione di smarrimento è molto forte. Una città – Montelupo – percepita come accogliente (dal 66,4%), tranquilla (64%), ma anche profondamente provinciale (28,8%).

Quelli riepilogati sopra sono solamente alcuni aspetti di un complesso quadro che emerge dalla ricerca sociale promossa dal Comune e dall’associazione Auser e realizzata da PoieinLab, società che collabora con l’Universtità di Firenze.

Il progetto è stato lanciato lo scorso 8 marzo in occasione della festa della donna . In questi sette mesi sono state fatte interviste sul campo tramite questionari somministrati alle cittadine di Montelupo e hanno risposto circa 300 donne e focus group. L’obiettivo iniziale della ricerca era quello di indagare bisogni, valori e aspettative delle cittadine di Montelupo al fine di attuare un’adeguata programmazione degli interventi e delle attività.

Ne è scaturito un quadro variegato e interessante su valori, bisogni, aspettative delle donne di Montelupo Fiorentino che è stato presentato ieri sera al museo della ceramica.

L’assessore alle pari opportunità, Marinella Chiti spiega : «Il lavoro è il risultato di un percorso intenso e impegnativo, in cui molte delle nostre cittadine si sono messe in gioco, dando la loro disponibilità per rispondere a un questionario, partecipare a riunioni o realizzare delle vere e proprie video interviste. Un patrimonio di cui fare tesoro per il futuro. Le indicazioni che ci arrivano offrono diversi spunti di riflessione sia per le scelte pratiche da attuare nei prossimi anni, ma anche per un’idea di città che possiamo sviluppare, in termini di reti di relazioni, servizi e iniziative. Per me è particolarmente significativo presentare la ricerca per la Giornata contro la violenza sulle donne: un ente pubblico può tentare di intervenire su questo fenomeno solamente investendo sulla società, sui servizi, sulle opportunità».

Rispetto a quale sia il grado di soddisfazione rispetto alla città, gli elementi maggiormente apprezzati sono legati ai servizi per i ragazzi e a quelli scolastici, mentre gli emerge una lieve insoddisfazione in merito alla sviluppo economico e anche all’offerta culturale. Alla domanda se Montelupo sia una città a misura di donna, circa la metà delle intervistate (50,4%) afferma che Montelupo non può essere - o può essere considerata solo in parte una città a misura di donna. Fra le principali motivazioni troviamo la carenza di servizi per le lavoratrici e i tempi della città poco adeguati alle donne che lavorano. Pesano su questa percezione anche aspetti più immateriali, quali ad esempio le “dicerie”.

Spostandosi dall’analisi degli elementi materiali a quelli valoriali ed emotivi emerge che il senso di solitudine è uno dei tratti più ricorrenti e che esso è prevalentemente collegato alla mancanza di fiducia negli altri (24,4%) e alla carenza di ascolto (26,9%).

Se poi andiamo a vedere quali sono i valori più importanti appare chiara la preponderanza della dimensione privata su quella sociale: famiglia, amicizia e poi lavoro sono in generale i punti di riferimento per le intervistate. I risultati dell’indagine possono essere consultati sul sito internet del Comune.



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