La protesta
Nuova squadra di medici per pazienti colpiti da ictus
di Marco Pagli
Ogni anno sono 600 i casi e questa patologia è in aumento , finora questi malati erano curati in diversi reparti, ora sono seguiti in sinergia con altri centri specializzati
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EMPOLI. È nata all'ospedale San Giusppe una nuova area dedicata ai pazienti colpiti da ictus. Dieci posti letto in tutto con un team specializzato e formato per affrontare una condizione patologica in aumento e che ogni anno colpisce circa 600 pazienti nell'Empolese Valdelsa. Si tratta di una vera e propria degenza ad alta complessità assistenziale realizzata all'interno del reparto di Medicina 2 e diretta dal dottor Luca Masotti. Finora i pazienti colpiti da ictus venivano assegnati ai diversi reparti. Adesso potranno contare su una squadra che lavora in sinergia anche con altre realtà di questo tipo negli ospedali dell'area e di tutta la regione. «Non è un vero e proprio reparto, ma un'area dedicata ad una problematica particolare e molto diffusa sul territorio – spiega il dottor Luca Masotti – in tutto il team è composto da dieci medici, oltre al personale infermieristico. Tutti professionisti che hanno ricevuto una formazione specifica per trattare questa patologia. Ogni giorno ci sarà un medico per ciascun turno che si occuperà esclusivamente di questa area. Complessivamente si tratta di una decina di posti letto, dei quali sei in un'area localizzata al primo piano nella quale vengono trattati i pazienti più gravi e altri quattro o cinque letti al quinto piano, dove invece saranno concentrati coloro che hanno già passato la fase acuta o presentano una sintomatologia meno grave». Da anni l'ospedale San Giuseppe è accreditato per il trattamento dell'ictus acuto cerebrale e per l'ictus emorragico con la possibilità di praticare il trattamento precoce in pronto soccorso. Con la nuova area stroke unit viene fatto un ulteriore passo in avanti in questo senso: una continuità assistenziale garantita da un medico tutor che, in collaborazione con il cosiddetto stroke team e sulla base di protocolli operativi appropriati, punta a migliorare interventi e trattamenti. «I vantaggi di questa nuova organizzazione sono molti – prosegue il dottor Masotti – la possibilità di raggruppare i pazienti colpiti da ictus sotto un unico tutoraggio permette un'impostazione ad ampio raggio del trattamento. Un medico prima si occupava di più patologie, tra cui anche questa. Adesso, invece, nel suo turno si concentra su un'unico percorso. C'è più appropriatezza e l'assistenza è diretta. I vantaggi, infatti, non sono solo dal punto di vista clinico, ma anche assistenziale». Presa in carico, cura, degenza e anche trattamento ambulatoriale post dimissione. La nuova area permetterà di seguire il paziente in tutte le fasi, con un ampliamento dei servizi offerti. Inoltre chiuderà il cerchio all'interno dell'Asl Toscana Centro, dove già le ex Asl di Firenze (con l'ospedale di Careggi abilitato all'intervento di trombectomia), Prato e Pistoia avevano aperto unità di questo tipo. «I pazienti che vengono colpiti da tale patologia seguono un percorso articolato, che può prevedere anche lo spostamento in più reparti a seconda della terapia scelta. Adesso a seguirli sarà sempre lo stesso team. Inoltre da gennaio, dopo aver già aperto l'ambulatorio che si occupa delle terapie anticoagulanti, partiremo con un ulteriore servizio rivolto ai pazienti dimessi: saranno svolti dei controlli ambulatoriali al San Giuseppe ad un mese dalla dimissione. Per questo tipo di patologia, infatti, la fase successiva alla terapia è importantissima ed è fondamentale poter assicurare un servizio di continuità che punti a ridurre al massimo la disabilità legata a questa malattia».
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