Sicurezza
istituto paritario calasanzio
«Il report ignora alcuni aspetti»
Il preside padre Piroli replica alla Fondazione Agnelli
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EMPOLI. Padre Romeo Piroli, preside dell’istituto Calasanzio di Empoli, precisa alcuni aspetti relativi al monitoraggio svolto dalla Fondazione Agnelli nell’ambito del progetto Eduscopio. Il report, uscito nei giorni scorsi, prendeva in esame gli esiti successivi della formazione secondaria relativi a tutti gli istituti italiani. Il monitoraggio assegnava un indice Fga (ottenuto mettendo insieme la media voti e i crediti ottenuti al primo anno universitario dai ragazzi appena diplomati) di 27 punti su 100. «Non vogliamo contestare i dati – spiega Piroli – ma solo far notare che alcune valutazioni non tengono conto di variabili importanti, come ad esempio la tempestività nella comunicazione dei dati. La forbice di risultati, inoltre, dipende molto dal numero degli alunni iscritti, dal momento che esaminando i dati su base statistica gli esiti variano molto al variare appunto del numero di studenti». Il dirigente dell’istituto paritario, che all’inizio di dicembre prossimo inaugurerà il nuovo campo di calcetto nella struttura di via Carrucci, sottolinea anche la specificità dei propri alunni.
«Molti dei nostri studenti si trasferiscono all’estero dopo il diploma per frequentare corsi di specializzazione e questi non vengono considerati dal report della Fondazione. Senza contare che spesso i nostri studenti trovano lavoro dopo la maturità e di conseguenza non si iscrivono all’Università e, anche se lo fanno, magari possono fare solo pochi esami al primo anno. Infine, vorrei considerare che la media voti dei nostri diplomati (77/100) è simile a quella di altri istituti simili nel raggio di 20 chilometri e questo non viene preso in considerazione».
«Molti dei nostri studenti si trasferiscono all’estero dopo il diploma per frequentare corsi di specializzazione e questi non vengono considerati dal report della Fondazione. Senza contare che spesso i nostri studenti trovano lavoro dopo la maturità e di conseguenza non si iscrivono all’Università e, anche se lo fanno, magari possono fare solo pochi esami al primo anno. Infine, vorrei considerare che la media voti dei nostri diplomati (77/100) è simile a quella di altri istituti simili nel raggio di 20 chilometri e questo non viene preso in considerazione».
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