Il dolore
il progetto
Una strada dedicata all’imprenditore Billi
FUCECCHIO. Riuscire ad intitolare una strada a Giorgio Billi, imprenditore che rivoluzionò il mondo della produzione delle calze e che è morto sabato scorso, nella sua casa di Firenze. Un 93enne che...
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FUCECCHIO. Riuscire ad intitolare una strada a Giorgio Billi, imprenditore che rivoluzionò il mondo della produzione delle calze e che è morto sabato scorso, nella sua casa di Firenze. Un 93enne che coi suoi brevetti - negli anni Sessanta - accumulò una vera e propria fortuna, riuscendo a costruire una squadra di Formula (l'Ats) e una compagnia aerea (l'Air Tirrenia).
Billi era stato già candidato per il progetto "Local Heroes", che si propone di intitolare le strade della cittadina di Montanelli a personaggi importanti a livello locale. Perchè, se si segue la normativa nazionale, per intitolare una strada a qualcuno devono passare dieci anni dalla sua morte, salvo nel caso in cui la personalità scelta abbia avuto meriti a livello nazionale.
Il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, tra i principali fautori del progetto sugli "eroi locali", scriverà al prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, per chiedere una "deroga", che però rimane difficile da ottenere, come insegna il caso dell'ex deportato Nedo Nencioni.
Per quest'ultimo, infatti, il Comune utilizzò un piccolo escamotage, chiedendo la doppia intitolazione a Nedo e al padre Giuseppe Nencioni, che era ovviamente deceduto da più di 10 anni.
«Anche grazie al nostro progetto - spiega il sindaco - la bella storia di Billi è stata fatta conoscere ai fucecchiesi. Per questo scriverò al prefetto, chiedendo di derogare».
La deroga, tuttavia, può essere concessa solo se il candidato sia stato una personalità di rilievo nazionale. La legge numero 1188 del 23 giugno 1927, all'articolo 6, spiega infatti che si "può consentire la deroga in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione".
Il prefetto, comunque, rimane la figura senza il cui nulla osta nessuna strada può essere intitolata a qualsivoglia persona.
Billi, c'è da dirlo, negli anni d'oro riuscì a farsi ricevere anche al Cremlino da Krusciov e Breznev, in piena guerra fredda. I suoi brevetti permisero di fare calze senza pesanti telai e senza la cucitura dietro. Forse, al mondo d'oggi, la sua storia avrebbe fatto il giro del mondo in un batter d'occhio.
Il problema è che a Fucecchio - a parte le generazioni più avanti con l'età - i giovani non hanno avuto modo di conoscere più di tanto la storia di Billi, che a Fucecchio è rimasto fino ai 24 anni. Adesso, però, il sindaco ha deciso di provare a fare questo "regalo" alla famiglia di Billi. Serve, tuttavia, il "permesso" del prefetto.
(m.s.)
Billi era stato già candidato per il progetto "Local Heroes", che si propone di intitolare le strade della cittadina di Montanelli a personaggi importanti a livello locale. Perchè, se si segue la normativa nazionale, per intitolare una strada a qualcuno devono passare dieci anni dalla sua morte, salvo nel caso in cui la personalità scelta abbia avuto meriti a livello nazionale.
Il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, tra i principali fautori del progetto sugli "eroi locali", scriverà al prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, per chiedere una "deroga", che però rimane difficile da ottenere, come insegna il caso dell'ex deportato Nedo Nencioni.
Per quest'ultimo, infatti, il Comune utilizzò un piccolo escamotage, chiedendo la doppia intitolazione a Nedo e al padre Giuseppe Nencioni, che era ovviamente deceduto da più di 10 anni.
«Anche grazie al nostro progetto - spiega il sindaco - la bella storia di Billi è stata fatta conoscere ai fucecchiesi. Per questo scriverò al prefetto, chiedendo di derogare».
La deroga, tuttavia, può essere concessa solo se il candidato sia stato una personalità di rilievo nazionale. La legge numero 1188 del 23 giugno 1927, all'articolo 6, spiega infatti che si "può consentire la deroga in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione".
Il prefetto, comunque, rimane la figura senza il cui nulla osta nessuna strada può essere intitolata a qualsivoglia persona.
Billi, c'è da dirlo, negli anni d'oro riuscì a farsi ricevere anche al Cremlino da Krusciov e Breznev, in piena guerra fredda. I suoi brevetti permisero di fare calze senza pesanti telai e senza la cucitura dietro. Forse, al mondo d'oggi, la sua storia avrebbe fatto il giro del mondo in un batter d'occhio.
Il problema è che a Fucecchio - a parte le generazioni più avanti con l'età - i giovani non hanno avuto modo di conoscere più di tanto la storia di Billi, che a Fucecchio è rimasto fino ai 24 anni. Adesso, però, il sindaco ha deciso di provare a fare questo "regalo" alla famiglia di Billi. Serve, tuttavia, il "permesso" del prefetto.
(m.s.)
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