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Empoli

Eventi sicuri se si uniscono le forze

Eventi sicuri se si uniscono le forze

Incontro col questore per garantire l’incolumità durante le manifestazioni

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EMPOLI. «Quando si tratta di grandi eventi un piccolo Comune si può organizzare con assunzione di responsabilità, attenzione ad ogni aspetto e con la condivisione delle scelte assieme alle autorità di pubblica sicurezza». A dirlo è il questore di Firenze Alberto Intini, a margine del seminario che si è tenuto ieri al cenacolo degli Agostiniani, sul tema della sicurezza e della gestione di eventi e manifestazioni pubbliche. Sagre, feste di paese, festival, ma anche concerti e teatro all’aperto; poi ancora manifestazioni e cortei. Eventi che sono all’ordine del giorno o quasi e che coinvolgono vari soggetti, dai Comuni alle forze dell’ordine, dalle associazioni organizzatrici a migliaia di cittadini che vi partecipano. L’incontro era rivolto a dirigenti, responsabili e funzionari di enti pubblici, organi di polizia, operatori di giustizia, legali, organizzatori di eventi e manifestazioni in generale.

A seguito dei fatti di Torino il ministero dell’interno ha infatti emesso tre circolari e successivamente una direttiva in materia di sicurezza delle pubbliche manifestazioni. Tutte disposizioni che hanno comportato un giro di vite sul tema sicurezza e che per questo devono essere conosciute nei minimi dettagli da chi organizza o si occupa della gestione dell'aspetto sicurezza. «Come Comune di Empoli – spiega il sindaco Brenda Barnini – abbiamo sempre adottato degli strumenti di prevenzione e coordinamento tra tutti i soggetti che hanno responsabilità. È importante capire che non tutti gli eventi possono essere messi sullo stesso piano. La sagra della frazione o la festa di una piccola associazione non possono essere assimilate al grande concerto a cui partecipano decine di migliaia di persone. Garantire sicurezza e pacifico svolgimento delle manifestazioni richiede sempre cooperazione e dialogo tra le varie componenti del sistema di sicurezza». «C'è necessità di fare chiarezza - continua il questore - perchè è un argomento molto complesso e delicato, visto che riguarda l'incolumità delle persone e in alcuni casi la loro vita. Quindi bisogna essere consci che non si può organizzare con approssimazione un evento che porta sul luogo pubblico migliaia di persone. Va valutato un evento non solo in base al luogo, al numero di persone coinvolte e al periodo storico in cui si verifica».

Marco Sabia

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