La manifestazione
Protesta sotto il Comune
di Alessandro Marmugi
Gli studenti del Fermi in corteo dall’istituto al centro per avere aule dignitose
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EMPOLI. Giovani, ribelli, esuberanti e con le idee chiare. Se qualcosa non va è giusto gridarlo a chi di dovere e provare a cambiare le cose. Chi nei bar, per le strade, magari in autobus ripete sempre la solita cantilena. “I giovani d’oggi non valgono niente” ieri mattina avrebbe dovuto fare un salto nella zona di via Bonistallo o davanti al Comune. In queste due zone di Empoli è andata in scena la protesta degli studenti dell'Istituto Fermi, da oltre 10 giorni senza riscaldamento a scuola e con tante altre problematiche all’interno dell’istituto che nonostante mesi di segnalazioni e proteste non sono stati risolti. Un po’ sguaiati e casinisti sì, ma con valori veri e diritti da rivendicare. Segno che dietro ad un ciuffo alla James Dean o ad uno smartphone sempre in mano c’è qualcosa di più.
La protesta, annunciata, è andata in scena ieri, prima davanti alla sede dell’istituto Fermi e poi in via del Papa di fronte alla sede del Comune. Circa 200 ragazzi, armati di voce e buona volontà hanno fatto sentire il loro dissenso nei confronti della scuola e della Città Metropolitana, che non sono riuscite da dieci giorni a questa parte ad aggiustare le caldaie e a permettere ai ragazzi di fare lezione al caldo.
Giovedì gli studenti avevano già inscenato una protesta all’interno dell’istituto, uscendo fuori dalle classi e protestando a gran voce nei corridoi. Sia gli studenti del Fermi che quelli del liceo delle scienze umane del Pontormo, che hanno le loro aule proprio in quella struttura di via Bonistallo. Una protesta che poi era rientrata visto che i professori avevano invitato i ragazzi a rientrare nelle loro aule.
Ieri invece hanno deciso di fare sciopero e dopo aver manifestato dalle 8 in poi, di fronte al loro istituto si sono spostati in centro davanti al Comune dove sono rimasti quasi fino alle 10. Troppi i disservizi e le cose che non vanno all’interno della scuola. «La situazione del riscaldamento è davvero fuori da ogni logica – racconta Matteo Caponi, uno degli studenti -. Capiamo che ci possano essere problemi ma ormai è da 4 o 5 anni che tutte le volte che devono essere accesi, a novembre le caldaie hanno dei problemi. La Città Metropolitana non può fare una prova qualche giorno prima ed evitare queste situazioni?».
Oltre ai termosifoni ko ci sono anche altre cose che non vanno e che devono essere sistemate. «Lo sciopero di oggi è stato inevitabile – spiega Andrea La Vecchia - vogliamo cambiare tutte le cose che non vanno all’interno della nostra scuola. Abbiamo un sacco di problemi. Oltre al riscaldamento infatti ci sono dei neon scoperti, alcuni bagni sono completamente fuori uso e in alcune classi mancano le mattonelle. Abbiamo più volte segnalato queste situazioni agli insegnati e al dirigente e nessuno interviene».
In più oltre ai problemi della struttura i ragazzi sono rimasti anche…a bocca asciutta. «Praticamente dall’inizio dell’anno scolastico i distributori automatici di cibo e bevande sono vuoti – spiega Eleonora Giovannini -. C’è stata una gara d’appalto per la gestione delle macchinette ma la nuova società non ha ancora iniziato a metterle in funzione. Così dall’inizio dell’anno a scuola non c’è niente da mangiare e nemmeno la possibilità di prendersi un caffè. Ci portano qualche panino dai bar che sono fuori ma niente di più». Non appena arrivati in Comune, mentre un nutrito gruppo è rimasto fuori, una delegazione di studenti è riuscita ad entrare all’interno del municipio di via del Papa ed è riuscita ad ottenere un appuntamento nei prossimi giorni con il sindaco di Empoli Brenda Barnini. Una piccola conquista che una volta annunciata ha fatto esplodere la gioia di tutti gli studenti radunati in via del Papa. Lunedì i ragazzi torneranno a scuola dopo aver strappato la promessa alle istituzioni e al dirigente di avere le caldaie in funzione. Poi finalmente si potrà procedere anche con l’elezione dei rappresentanti d’istituto, che ancora non si sono svolte. Ma la giornata di ieri non la dimenticheranno facilmente. Anche i “Millenials” hanno capito che per far valere i propri diritti bisogna lottare. La miglior lezione di storia che la scuola potesse insegnarli.
La protesta, annunciata, è andata in scena ieri, prima davanti alla sede dell’istituto Fermi e poi in via del Papa di fronte alla sede del Comune. Circa 200 ragazzi, armati di voce e buona volontà hanno fatto sentire il loro dissenso nei confronti della scuola e della Città Metropolitana, che non sono riuscite da dieci giorni a questa parte ad aggiustare le caldaie e a permettere ai ragazzi di fare lezione al caldo.
Giovedì gli studenti avevano già inscenato una protesta all’interno dell’istituto, uscendo fuori dalle classi e protestando a gran voce nei corridoi. Sia gli studenti del Fermi che quelli del liceo delle scienze umane del Pontormo, che hanno le loro aule proprio in quella struttura di via Bonistallo. Una protesta che poi era rientrata visto che i professori avevano invitato i ragazzi a rientrare nelle loro aule.
Ieri invece hanno deciso di fare sciopero e dopo aver manifestato dalle 8 in poi, di fronte al loro istituto si sono spostati in centro davanti al Comune dove sono rimasti quasi fino alle 10. Troppi i disservizi e le cose che non vanno all’interno della scuola. «La situazione del riscaldamento è davvero fuori da ogni logica – racconta Matteo Caponi, uno degli studenti -. Capiamo che ci possano essere problemi ma ormai è da 4 o 5 anni che tutte le volte che devono essere accesi, a novembre le caldaie hanno dei problemi. La Città Metropolitana non può fare una prova qualche giorno prima ed evitare queste situazioni?».
Oltre ai termosifoni ko ci sono anche altre cose che non vanno e che devono essere sistemate. «Lo sciopero di oggi è stato inevitabile – spiega Andrea La Vecchia - vogliamo cambiare tutte le cose che non vanno all’interno della nostra scuola. Abbiamo un sacco di problemi. Oltre al riscaldamento infatti ci sono dei neon scoperti, alcuni bagni sono completamente fuori uso e in alcune classi mancano le mattonelle. Abbiamo più volte segnalato queste situazioni agli insegnati e al dirigente e nessuno interviene».
In più oltre ai problemi della struttura i ragazzi sono rimasti anche…a bocca asciutta. «Praticamente dall’inizio dell’anno scolastico i distributori automatici di cibo e bevande sono vuoti – spiega Eleonora Giovannini -. C’è stata una gara d’appalto per la gestione delle macchinette ma la nuova società non ha ancora iniziato a metterle in funzione. Così dall’inizio dell’anno a scuola non c’è niente da mangiare e nemmeno la possibilità di prendersi un caffè. Ci portano qualche panino dai bar che sono fuori ma niente di più». Non appena arrivati in Comune, mentre un nutrito gruppo è rimasto fuori, una delegazione di studenti è riuscita ad entrare all’interno del municipio di via del Papa ed è riuscita ad ottenere un appuntamento nei prossimi giorni con il sindaco di Empoli Brenda Barnini. Una piccola conquista che una volta annunciata ha fatto esplodere la gioia di tutti gli studenti radunati in via del Papa. Lunedì i ragazzi torneranno a scuola dopo aver strappato la promessa alle istituzioni e al dirigente di avere le caldaie in funzione. Poi finalmente si potrà procedere anche con l’elezione dei rappresentanti d’istituto, che ancora non si sono svolte. Ma la giornata di ieri non la dimenticheranno facilmente. Anche i “Millenials” hanno capito che per far valere i propri diritti bisogna lottare. La miglior lezione di storia che la scuola potesse insegnarli.
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