Il dolore
Senza riscaldamento protestano gli studenti
di Alessandro Marmugi
Guasto da una settimana al Fermi. Stamani manifestazione
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EMPOLI. Riscaldamenti in tilt, da più di una settimana, le aule fredde e così succede che stare attenti alla spiegazione del prof o farsi interrogare diventa davvero difficile. Qualcuno è anche costretto a fare lezione col giacchetto o a portarsi qualche plaid o copertina da casa per mettersela sulle ginocchia. Ormai da una settimana è una vera e propria routine per gli studenti dell'istituto tecnico Fermi di via Bonistallo che hanno dovuto fare i conti con le caldaie rotte. Una situazione che ieri non è stata più sostenibile e così, grazie al tam tam sui social, i ragazzi si sono organizzati e sia alle 10 che poi alle 12, in un caso anche in corrispondenza con l’intervallo, sono usciti dalle aule e si sono riversati verso i corridoi che affacciano sull’atrio interno. “Fuori, Fuori” hanno gridato gli studenti prima di essere riaccompagnati in classe dagli insegnanti e dal preside Gaetano Flaviano. Oltre ai ragazzi del Fermi a protestare anche gli studenti del liceo delle Scienze Umane del Pontormo che fannolezione all’interno dello stesso stabile.
A quanto pare la mancanza del riscaldamento è dovuta alla rottura di una scheda madre delle caldaie, che impedisce ai termosifoni di entrare in funzione e di riscaldare aule e corridoi. «Fare lezione così è davvero difficoltoso – spiega uno studente di una classe quarta e candidato come rappresentante di istituto. Nei corridoi è freddo e soprattutto nelle aule che si trovano ai piani alti. La scuola ci aveva promesso che oggi, (ieri per chi legge, ndc) alle 10 il riscaldamento sarebbe tornato in funzione ma così non è stato». E così è scattata la protesta, ripresa dai telefonini dei ragazzi e finita sui social, in particolare su Instagram con foto e video dettagliati dell’accaduto. La scuola dal canto suo, spiega di aver fatto il possibile per arginare il problema e conta di risolverlo al più presto. «Ci siamo subito messi in moto per risolvere il disagio – spiega la vicepreside del Fermi Nadia Del Torrione – La gestione dei riscaldamenti e anche la loro manutenzione sono di competenza della Città Metropolitana. Saranno i tecnici dell’ente a dover intervenire sul posto. Loro sono già a conoscenza del problema alle caldaie e avevano previsto un intervento in settimana. I tempi però si sono dilatati e ancora non è stato risolto il problema. Abbiamo nuovamente segnalato il problema e ci hanno assicurato che da qui a lunedì il problema sarà risolto. Anche se all’interno della scuola non ci sono certo temperature glaciali capiamo il disappunto dei ragazzi, che ovviamente è anche nostro e degli insegnanti. Comunque la situazione entro l’inizio della prossima settimana sarà risolta e, visto che il sabato il Fermi è chiuso i disagi si dovrebbero limitare alla sola giornata di oggi». Intanto però i ragazzi non ci stanno. A scuola senza riscaldamento non ci vogliono andare in più, a questo disservizio infatti si aggiungono anche tanti altri piccoli problemi della scuola che secondo gli studenti non sono stati risolti. Ieri il tam tam è corso attraverso la rete ed è stato creato un gruppo Whatsapp, per l’occasione, per portare avanti la protesta che conta centinaia di iscritti per decidere il da farsi. Questa mattina gli studenti, in segno di protesta, non entreranno in classe ma manifesteranno con striscioni e cartelli di fronte all’ingresso dell’istituto.
A quanto pare la mancanza del riscaldamento è dovuta alla rottura di una scheda madre delle caldaie, che impedisce ai termosifoni di entrare in funzione e di riscaldare aule e corridoi. «Fare lezione così è davvero difficoltoso – spiega uno studente di una classe quarta e candidato come rappresentante di istituto. Nei corridoi è freddo e soprattutto nelle aule che si trovano ai piani alti. La scuola ci aveva promesso che oggi, (ieri per chi legge, ndc) alle 10 il riscaldamento sarebbe tornato in funzione ma così non è stato». E così è scattata la protesta, ripresa dai telefonini dei ragazzi e finita sui social, in particolare su Instagram con foto e video dettagliati dell’accaduto. La scuola dal canto suo, spiega di aver fatto il possibile per arginare il problema e conta di risolverlo al più presto. «Ci siamo subito messi in moto per risolvere il disagio – spiega la vicepreside del Fermi Nadia Del Torrione – La gestione dei riscaldamenti e anche la loro manutenzione sono di competenza della Città Metropolitana. Saranno i tecnici dell’ente a dover intervenire sul posto. Loro sono già a conoscenza del problema alle caldaie e avevano previsto un intervento in settimana. I tempi però si sono dilatati e ancora non è stato risolto il problema. Abbiamo nuovamente segnalato il problema e ci hanno assicurato che da qui a lunedì il problema sarà risolto. Anche se all’interno della scuola non ci sono certo temperature glaciali capiamo il disappunto dei ragazzi, che ovviamente è anche nostro e degli insegnanti. Comunque la situazione entro l’inizio della prossima settimana sarà risolta e, visto che il sabato il Fermi è chiuso i disagi si dovrebbero limitare alla sola giornata di oggi». Intanto però i ragazzi non ci stanno. A scuola senza riscaldamento non ci vogliono andare in più, a questo disservizio infatti si aggiungono anche tanti altri piccoli problemi della scuola che secondo gli studenti non sono stati risolti. Ieri il tam tam è corso attraverso la rete ed è stato creato un gruppo Whatsapp, per l’occasione, per portare avanti la protesta che conta centinaia di iscritti per decidere il da farsi. Questa mattina gli studenti, in segno di protesta, non entreranno in classe ma manifesteranno con striscioni e cartelli di fronte all’ingresso dell’istituto.
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