Lutto
L’Asl spegne tutte le tv ai pazienti dell’ospedale
Empoli: i monitor a pagamento funzionavano a singhiozzo, scatta il black-out. Lo stop è a tempo indeterminato: «Stiamo studiando un altro sistema»
EMPOLI. Da tempo funzionano a singhiozzo. E così l’Asl decide di spegnere, a tempo indeterminato, tutti i televisori all’interno dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, interrompendo un servizio che aveva debuttato – non senza polemiche – quasi otto anni fa. All’inizio del 2010, infatti, fu introdotto quello che all’epoca venne ribattezzato “il ticket sulla tv”: 350 monitor nelle camere dei vari reparti, che si accendevano con una tessera, in vendita all’ingresso dell’ospedale, al prezzo di cinque euro e valida 24 ore (con accesso a programmi tv, internet, audiolibri e altri servizi, attraverso pacchetti variabili da tre a cinque euro).
Le associazioni di consumatori si scagliarono contro quello che alcuni pazienti definirono «un balzello, soprattutto per le lunghe degenze», ma dall’allora Asl 11 non arrivò alcun dietrofront. E, con il passare degli anni, la novità era stata in qualche modo “digerita” dai cittadini, che si erano abituati alla tv a pagamento durante la degenza in ospedale.
Ora però il servizio è sospeso e le macchinette che distribuiscono le schede sono fuori uso. L’Asl Toscana centro spiega che «il servizio tv nelle camere di degenza ha avuto periodiche interruzioni per problematiche tecniche. Considerando l’intensità di malfunzionamenti che si sono verificati in un arco temporale ristretto, il servizio è stato sospeso». L’azienda sanitaria spiega inoltre che «la ditta fornitrice del servizio non è stata in grado di assicurare un regolare funzionamento dei monitor che risultano non di recente produzione».
Dunque i monitor devono essere rottamati. E nel frattempo l’Asl che si scusa «con gli utenti per il disagio», sta preparando un piano “b”: «È allo studio – si legge in una nota – la sostituzione del sistema attuale con altro sistema di apparecchiature, cercando la miglior soluzione per rispondere ottimamente alle necessità di comfort dei pazienti».
Peraltro i monitor polifunzionali erano finiti al centro di un’altra polemica, nel febbraio 2015, perché tra i servizi offerti c’erano anche le simulazioni di giochi d’azzardo (slot machine e poker) a pagamento. Un’opzione che aveva scatenato le proteste: «Il rischio è di uscire dall’ospedale con il vizio».
Di fronte alle polemiche, l’Asl – in prima linea nella lotta alle ludopatia – di fronte alle segnalazioni di pazienti e familiari aveva ammesso che «questi giochi non sono certo adatti a un luogo come l’ospedale».
E per questo motivo si era subito attivata con la ditta fornitrice del servizio, per far rimuovere le simulazioni dal pacchetto delle offerte. Ma quella scelta, che sicuramente ha causato un minor introito, non ha alcun collegamento con il black-out attuale: «La decisione di sospendere il servizio – puntualizza l’Asl Toscana Centro – ha origine in pure motivazioni di obsolescenza tecnologica delle apparecchiature e non trova nessuna connessione con la passata eliminazione dell’opzione slot machine».
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