Sicurezza
«Ragazzi, siate prudenti È il testamento di Mauro»
Il messaggio del cappellano militare al funerale del giovane morto dopo l’incidente Gli amici portano la bara a spalla, presenti i vertici regionali dell’Arma
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CERRETO GUIDI. «Se potesse tornare qui tra noi, anche solo per un secondo, rivolgerebbe un pensiero a voi ragazzi. E vi direbbe “siate prudenti”. Questo è il suo testamento». Monsignor Mauro Tramontano, cappellano militare della Legione carabinieri Toscana, si rivolge agli amici di Mauro, che hanno appena attraversato Stabbia in corteo (preceduto da una foto gigante che lo ritrae in un momento spensierato, al mare), portando a spalla la bara di un ragazzo come loro, segnato da un destino tragico, strappato alla vita nel giorno del suo ventottesimo compleanno.
Lo hanno accompagnato, con le lacrime agli occhi e il cuore spezzato, nella chiesa dei santissimi Pietro e Paolo, troppo piccola per contenere tanto dolore per una vita spezzata da un drammatico fuori strada con l’auto, mercoledì scorso, in via delle Cerbaie a Querce di Fucecchio. In quel terribile schianto sono rimasti gravemente feriti anche due suoi amici, ancora ricoverati in ospedale.
Lui, appassionato di softair e di pesca, dipendenti della ditta Cepiri serramenti e infissi di Stabbia (a poche decine di metri dalla sua abitazione di via Biondi), non ce l’ha fatta. È morto all’ospedale di Careggi, dove era arrivato in condizioni disperate, dopo poco meno di un giorno di agonia.
Di fronte a una tragedia così grande, i suoi genitori hanno comunque trovato la forza di compiere un gesto di straordinario altruismo, dando l’ok all’espianto degli organi. Una scelta dettata dalla generosità, che dà speranza di vita a tante persone.
E ieri i familiari di Mauro, che era padre di una bambina, hanno ricevuto l’abbraccio commosso della comunità cerretese, che si è stretta attorno a mamma Giovannina Carboni e al padre Stefano Cordeschi, carabiniere in servizio al comando compagnia di Lucca.
Al suo fianco c’era idealmente tutta l’Arma, rappresentata da decine di militari in divisa con in testa il comandante della Legione Toscana, generale Emanuele Saltalamacchia, insieme ai comandanti provinciali di Firenze, colonnello Giuseppe De Liso, e di Lucca, colonnello Giuseppe Arcidiacono, oltre al capitano della compagnia di Empoli, Giorgio Guerrini.
Ma anche la squadra di calcio amatoriale lucchese del Massa Macinaia ha voluto dimostrare solidarietà e vicinanza al loro mister Stefano e a tutta la famiglia, indossando la tuta sociale al funerale.
Il cappellano militare monsignor Mauro Tramontano guarda la bara – sulla quale è sistemata una t-shirt del rapper Noyz Narcos – e rivolge prima di tutto un pensiero agli altri due ragazzi che mercoledì sera si trovavano sulla Ford B-Max finita prima in un fossato e poi contro un terrapieno in via delle Cerbaie, non distante dal ristorante El Patio: «Preghiamo affinché si ristabiliscano quanto prima».
Poi indica la strada della fede, per a una tragedia umanamente innaturale, «perché il Paradiso c’è per tutti noi».
Quindi spiega che questa tragedia «ci lascia un messaggio: ragazzi, state attenti, siate prudenti. I genitori vi aspettano a casa. Godetevi la vostra età, siamo stati giovani tutti e sappiamo cosa vuol dire. Ma fatelo con responsabilità. Avete il dovere di ricordarvi in ogni istante che la vostra vita non vi appartiene del tutto, ma in comunione con chi ve l’ha data».
Tramontano è convinto che «se Mauro potesse dire una parola, in questo momento, si rivolgerebbe proprio a voi, dicendovi “Abbiate a cuore la vostra vita”. È il testamento di Mauro, si tratta di un lascito importante. Tenetelo ben presente».
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo hanno accompagnato, con le lacrime agli occhi e il cuore spezzato, nella chiesa dei santissimi Pietro e Paolo, troppo piccola per contenere tanto dolore per una vita spezzata da un drammatico fuori strada con l’auto, mercoledì scorso, in via delle Cerbaie a Querce di Fucecchio. In quel terribile schianto sono rimasti gravemente feriti anche due suoi amici, ancora ricoverati in ospedale.
Lui, appassionato di softair e di pesca, dipendenti della ditta Cepiri serramenti e infissi di Stabbia (a poche decine di metri dalla sua abitazione di via Biondi), non ce l’ha fatta. È morto all’ospedale di Careggi, dove era arrivato in condizioni disperate, dopo poco meno di un giorno di agonia.
Di fronte a una tragedia così grande, i suoi genitori hanno comunque trovato la forza di compiere un gesto di straordinario altruismo, dando l’ok all’espianto degli organi. Una scelta dettata dalla generosità, che dà speranza di vita a tante persone.
E ieri i familiari di Mauro, che era padre di una bambina, hanno ricevuto l’abbraccio commosso della comunità cerretese, che si è stretta attorno a mamma Giovannina Carboni e al padre Stefano Cordeschi, carabiniere in servizio al comando compagnia di Lucca.
Al suo fianco c’era idealmente tutta l’Arma, rappresentata da decine di militari in divisa con in testa il comandante della Legione Toscana, generale Emanuele Saltalamacchia, insieme ai comandanti provinciali di Firenze, colonnello Giuseppe De Liso, e di Lucca, colonnello Giuseppe Arcidiacono, oltre al capitano della compagnia di Empoli, Giorgio Guerrini.
Ma anche la squadra di calcio amatoriale lucchese del Massa Macinaia ha voluto dimostrare solidarietà e vicinanza al loro mister Stefano e a tutta la famiglia, indossando la tuta sociale al funerale.
Il cappellano militare monsignor Mauro Tramontano guarda la bara – sulla quale è sistemata una t-shirt del rapper Noyz Narcos – e rivolge prima di tutto un pensiero agli altri due ragazzi che mercoledì sera si trovavano sulla Ford B-Max finita prima in un fossato e poi contro un terrapieno in via delle Cerbaie, non distante dal ristorante El Patio: «Preghiamo affinché si ristabiliscano quanto prima».
Poi indica la strada della fede, per a una tragedia umanamente innaturale, «perché il Paradiso c’è per tutti noi».
Quindi spiega che questa tragedia «ci lascia un messaggio: ragazzi, state attenti, siate prudenti. I genitori vi aspettano a casa. Godetevi la vostra età, siamo stati giovani tutti e sappiamo cosa vuol dire. Ma fatelo con responsabilità. Avete il dovere di ricordarvi in ogni istante che la vostra vita non vi appartiene del tutto, ma in comunione con chi ve l’ha data».
Tramontano è convinto che «se Mauro potesse dire una parola, in questo momento, si rivolgerebbe proprio a voi, dicendovi “Abbiate a cuore la vostra vita”. È il testamento di Mauro, si tratta di un lascito importante. Tenetelo ben presente».
Francesco Turchi
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