Il Tirreno

Empoli

Nuovo stadio, fumata grigia cantiere a rischio slittamento

di Francesco Turchi
Nuovo stadio, fumata grigia cantiere a rischio slittamento

Dopo il primo summit tra sindaca, club e atletica le posizioni restano distanti Se il Comune non si esprime entro fine anno, i lavori non partiranno a primavera

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EMPOLI. Il primo summit Comune-club-società di atletica c’è stato. E si è concluso con una fumata grigia. Se ne riparlerà più avanti. Ma intanto i tempi si allungano e il cronoprogramma pensato dalla società di calcio (cantiere al via a primavera) rischia di slittare di mesi. Molto dipenderà da quando l’amministrazione comunale si esprimerà sul project financing da 25 milioni di euro presentato lo scorso 27 aprile dall’Empoli per il completo restyling dello stadio Castellani e la realizzazione di un impianto per l’atletica nella zona di Santa Maria.

La giunta guidata dalla sindaca Brenda Barnini deve stabilire – anche sulla base delle valutazioni legali, strutturali e finanziarie commissionate agli esperti – se l’operazione è di interesse pubblico o meno. E, in caso positivo, con quali modifiche (un “paletto” certo è la realizzazione di una nuova bretella dal parco alla Statale, a spese dell’Empoli). A quel punto sarà pubblicato il bando, con la società proponente – in questo caso quella presieduta da Fabrizio Corsi – che avrà il diritto di prelazione.

Ma il verdetto non sembra dietro l’angolo. Il processo partecipativo è in fase avanzata: il report sulle interviste estive e sull’esito dell’evento del palaexpo, al quale hanno partecipato 160 persone, è stato pubblicato sul sito ed è a disposizione dei cittadini per eventuali integrazioni o osservazioni.

Il Comune, dunque, ha il “polso” della città sull’argomento. Sa che c’è una parte di empolesi che plaude il progetto e lo vede come un’occasione di crescita per il quartiere e non solo (soprattutto se supportato da migliorie alla viabilità, per esempio); e che ce n’è un’altra che invece lo valuta negativamente.

Il comitato “Stadio sì ma non così” (promosso da un gruppo di residenti e commercianti del quartiere di Serravalle), per esempio, critica la concessione per 90 anni al club («così si svende lo stadio»), e teme che l’operazione porti «un polo commerciale inutile (questa preoccupazione è stata condivisa anche da Confesercenti) e pochi spazi verdi», oltre a penalizzare «gli sport che attualmente si svolgono nelle palestre attigue allo stadio e nel piazzale davanti al palazzetto». Il comitato ha anche lanciato una petizione, alla quale si può aderire fino a domani (al supermercato Simply di via Isonzo e all’edicola di via delle Olimpiadi).

Ma il nodo più complicato tra quelli da sciogliere è quello relativo al nuovo impianto di atletica. L’Empoli, all’interno del project, ha stanziato tre milioni di euro per un impianto da mille posti, con pista a 8 corsie, parcheggi e bar. Ma l’ipotesi è stata bocciata senza mezzi termini dalla Toscana Atletica (che attualmente si allena nella pista all’interno del Castellani): il presidente Claudio Marchetti l’ha definita «una struttura da allenamenti».

La sindaca sta provando a far avvicinare le due parti. Un primo approccio c’era già stato lo scorso 30 settembre, nell’ambito dell’evento al palaexpo. Dopo quella prima prova di disgelo, Barnini ha nuovamente incontrato Marchetti e l’amministratore delegato dell’Empoli, Francesco Ghelfi. Con quest’ultimo che – nel corso del summit – ha ribadito che il progetto può anche cambiare, ma non il budget: un innalzamento della spesa farebbe saltare la sostenibilità economica dell’intera operazione. Di conseguenza – sempre secondo quanto è trapelato – se la società di atletica vuole «3-400 posti in più e una palestra dieci volte più grande rispetto a quella prevista dall’Empoli», come aveva sottolineato Marchetti, i soldi in più dovranno arrivare da altre parti: dal Comune - con risorse proprie o attraverso la partecipazione a bandi - o dai privati. Insomma, ognuno per ora resta fermo sulle proprie posizioni. Se ne riparlerà più avanti, in un nuovo summit. Ma intanto le settimane passano e il 31 dicembre si avvicina: se il Comune si esprimerà oltre quella data, il cantiere difficilmente potrà partire a primavera, come vorrebbe il club azzurro, che ha l’obiettivo di inaugurare il nuovo Castellani nel 2020, anno del centenario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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