Il Tirreno

Empoli

Mancano 90 vigili «Siamo troppo pochi»

di Alessandro Marmugi

Parte la protesta col passaggio del corpo di polizia all’Unione  

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EMPOLI. Pochi, troppo pochi per presidiare come si deve il territorio, per intervenire con tempestività per offrire alla cittadinanza un servizio efficiente. Pochi e senza un futuro certo, perché «nonostante i proclami delle istituzioni, ad oggi non ci è stato comunicato niente – dicono – riguardo al definito passaggio all’Unione dei Comuni». Gli agenti della polizia municipale non ci stanno e tornano ad esprimere tutti i dubbi e tutte le loro perplessità riguardo ad un futuro nebuloso ma soprattutto a problematiche ancora irrisolte. Una su tutte: la mancanza di personale. Già, negli ultimi mesi i vigili urbani si vedono meno in giro per la città, agli occhi del cittadino appare meno fissa la presenza degli agenti in divisa lungo le strade. Forse non solo una sensazione ma la cruda realtà. «In questi giorni abbiamo letto grandi proclami da parte dalle istituzioni – spigano in coro Mauro Dani e Mattia Scali della Rsu – ma che al momento non corrispondono ai fatti». Il corpo di polizia municipale è stato decimato negli ultimi anni abbiamo continuato a perdere uomini e adesso ci ritroviamo davvero in pochi». Basta pensare che 4 anni fa erano 105 gli agenti in servizio nella polizia municipale dell’Unione dei Comuni, oggi invece sono soltanto 88. Un numero decisamente esiguo per soddisfare le esigenze di un territorio che comprende quasi 180.000 abitanti e che è ampio 754,34 chilometri quadrati. «La Regione consiglia di avere almeno un agente per ogni mille abitanti – spiega ancora Dani – noi invece siamo esattamente la metà di quelli che dovremmo essere». L’Unione ha annunciato per il 2017 un bando di mobilità, ma al momento non sono arrivate comunicazioni di un’eventuale implementazione dell’organico.

Ma i punti interrogativi dei vigili urbani sono anche altri. Riguardano, in particolare, il passaggio del corpo all’Unione dei comuni. Al momento il personale del corpo è dipendente dalle singole amministrazioni comunali, ma da gennaio 2018 gli agenti e gli ufficiali dovrebbero diventare dipendenti dell’Unione dei Comuni. Nei giorni scorsi le istituzioni hanno parlato di un accordo per il trasferimento, ma la controparte non è dello stesso avviso. «Si parla di accordo raggiunto anche con i sindacati – spiega Roberto Mazzi responsabile della funzione pubblica Cgil – ma noi non abbiamo parlato con nessuno. Prima di parlare a mezzo stampa potrebbero informarci, a noi non risulta niente, non c’è nessun accordo ma solo una trattativa in corso». Già, perché nonostante le parole ancora non sono arrivati i fatti. E il trasferimento, non appare certo agli agenti e a tutto il corpo di polizia municipale come un sinonimo di sicurezza. «Si tratta di un vero e proprio salto nel buio – spiega Ivan Galante segretario provinciale del Sulpm, Sindacato unitario lavoratori polizia muncipale) – un passaggio senza nessuna garanzia». Prima di mettere nero su bianco il passaggio insomma si vuole sapere quali saranno le condizioni di lavoro degli agenti ma anche di tutti gli altri lavoratori dell’Unione che passeranno da un ente all’altro e come sarà strutturata al riorganizzazione del lavoro «Venerdì prossimo ci ritroveremo in assemblea – aggiunge Mazzi – e capiremo meglio cosa vuol, fare l’Unione. Poi valuteremo quale risposta dare». Nel caso la fumata sia nera non sono esclusi stati di agitazione o altre forme di protesta ma tutto dipenderà dall’esito dell’incontro.

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