Il Tirreno

Empoli

Ogni giorno 14mila persone acquistano al centro Coop. L'azienda: "Ma è un modello da rivedere"

Marco Sabia
Ogni giorno 14mila persone acquistano al centro Coop. L'azienda: "Ma è un modello da rivedere"

Empoli: la presidente del consiglio di sorveglianza Daniela Mori: «Questo modello però è decadente. Non possiamo vivere di rendita, bisogna evolversi e accettare la sfida dell’e-commerce»  

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FUCECCHIO. Il centro Coop di Empoli festeggia il suo decimo compleanno. Era il 25 ottobre 2007 quando la mega struttura di via Sanzio aprì i battenti (QUI IL RACCONTO), fra speranze e paure. Oggi il “Coppone” è diventato una realtà affermata, ma le sfide all’orizzonte sono ancora tante.

La presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze Daniela Mori ha fatto il punto sul centro commerciale di Santa Maria, tra passato, presente e futuro. Questo perché la tendenza del commercio mondiale non va esattamente di pari passo col successo dei centri commerciali, per cui per continuare ad esistere anche un colosso (a livello locale) come il centro Unicoop deve sapersi evolvere e mutare pelle. Il centro si estende su un’area di 32. 000 metri quadri di superficie e comprende, oltre al supermercato, 30 attività commerciali, due poli per la ristorazione, uno artigianale e un centro direzionale, oltre ad un parco di 7mila metri. In cifre, in 10 anni oltre 43 milioni di persone hanno visitato il centro, per una media giornaliera di 14mila persone, che è come dire che praticamente tutti gli abitanti di Castelfranco di Sotto vanno lo stesso giorno al centro.

Detto questo il centro dà lavoro a circa 600 persone, tra dipendenti diretti e indotto. Al suo interno, un terzo delle attività sono empolesi. In dieci anni il centro ha generato un volume di vendite di 1. 200. 000. 000 euro. Questo è quanto il centro ha fatto in 10 anni: da capire come si evolverà nei prossimi anni. Una ricetta ha provato ad indicarla proprio Daniela Mori. «Sicuramente – spiega Mori – non vivremo di rendita. Ci stiamo riflettendo, i consumi delle persone cambiano continuamente. In America il modo del centro commerciale sta decadendo, perché il consumo si è “targhettizato”, cioè è diventato più specifico. I grandi centri nascevano su una domanda omogenea, che però oggi è disomogenea e polarizzata. Poi c’è la sfida dell’online, a cui dobbiamo saper rispondere. Le grandi difficoltà dei centri commerciali negli Usa sono dati anche dai grandi colossi dell’e-commerce. Qui, però, siamo in Italia e in Toscana. E questo può fare la differenza».

Uno dei vantaggi – secondo Mori – è il fatto di aver realizzato il centro commerciale vicino al centro cittadino, così da renderlo parte integrante del tessuto sociale ed economico della città. «Tuttavia – aggiunge la presidente – quale che sia il futuro, non dobbiamo rassegnarci, perché non è detto che ciò che arriva di nuovo finisca per schiacciare il vecchio». Il centro è per sua stessa ammissione “un’eccezione”, che però non può sedersi sugli allori. Se ha resistito negli anni della crisi, ora che c’è una debole ripresa dovrà adeguarsi ai cambiamenti. C’era anche la sindaca Brenda Barnini:«Festeggiare è giusto, perchè vuol dire che abbiamo resistito ad anni difficili. Ora guardiamo avanti insieme alle sfide del futuro»

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