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«Chi mi ha ridotto così deve pagare»

«Chi mi ha ridotto così deve pagare»

La diciassettenne all’avvocato fucecchiese Gabrio Bagnoli: non farei sconti a nessuno

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FUCECCHIO. «Chi mi ha ridotto in questo stato la deve pagare». Sono le parole rivolte dalla diciassettenne all’avvocato Gabrio Bagnoli. Il legale della famiglia fucecchiese ha incontrato più volte in ospedale la ragazza che continua a non ricordare i momenti dell’aggressione subita nel parco di Montelupo. «È evidente che il “grimaldello” di questa storia, potrebbe essere lei. La sua testimonianza sarebbe decisiva per le indagini».

Ma per ora resta il “black-out” «e la famiglia crede alla ragazza e al fatto che non stia coprendo nessuno. Anche perché questo tipo di trauma può portare conseguenze del genere. Dunque: o lei non ricorda, oppure dice di non ricordare. In questo secondo caso, è evidente che lo farebbe per coprire qualcuno a lei caro e allora il colpevole sarebbe da ricercare in una cerchia ristretta».

Poi Bagnoli solleva tutti i suoi dubbi sull’ipotesi che a entrare in azione sia stato un balordo: «Non si tratta di una rapina, perché la borsa con il portafogli non sono stati presi, ma è sparito soltanto il cellulare (che non è ancora stato ritrovato e che da quel giorno risulta spento, ndr). Non siamo di fronte a un’aggressione a sfondo sessuale: gli accertamenti lo hanno escluso. Senza dimenticare che l’episodio è avvenuta in un punto del parco che è illuminato. Detto tutto questo, è evidente che il mio sospetto – sottolinea l’avvocato di Fucecchio – è che il responsabile o i responsabili siano persone che la conoscono».

Ma c’è anche dell’altro: «Perché mandare un sms al fratello dell’ex fidanzato con scritto “Domani sarò morta”? . Con chi era in quel momento?. Era ancora insieme agli amici o si trovava da sola nel parco».

Nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto? ”, l’avvocato Bagnoli ha espresso una serie di dubbi anche sulla scelta degli amici della diciassettenne di presentarsi al commissariato di Empoli per denunciarne la scomparsa appena un’ora dopo averla lasciata nel parco: «Se mi ritrovo in una situazione simile a quella vissuta dal gruppetto di giovani, la prima cosa che faccio è cercare un familiare. Nel frattempo vado a cercarla alla stazione, per esempio. E proprio a telefonarle qualche decina di volte: c’è da capire, per esempio, se queste chiamate in uscita sono state trovate sui telefoni degli amici. Vedremo gli sviluppi delle indagini: abbiamo piena fiducia nel lavoro che stanno facendo la squadra mobile di Firenze e del commissariato di Empoli».

Intanto l’avvocato della famiglia fucecchiese riporta alcune frasi pronunciate dalla ragazza: «Non farei sconti a nessuno. Voglio che chi mi ha ridotto in queste condizioni, paghi». (f. t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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