Toscana
Colpo della banda del tombino, sfondata la vetrata di un bar
Ladri in azione nella notte “Al Popone” a Fucecchio, in fuga con sigarette e gratta e vinci. Il titolare esasperato: «È la quarta volta in un anno, non so più che fare». Si indaga su altri episodi simili
FUCECCHIO. La banda del tombino colpisce ancora. O meglio, non è detto che i componenti siano gli stessi, semmai è più probabile che stia diventando una moda, perché gli episodi si susseguono con una frequenza allarmante. E, al di là delle modalità, ora iniziano a preoccupare anche il numero di attività commerciali finite nel mirino di ladri improvvisati nelle ultime settimane: spaccano, utilizzando qualsiasi cosa (spesso anche i tombini), pur di prendere pochi spiccioli. Perché ormai sono ben pochi i commercianti che lasciano in cassa più di qualche euro, proprio per ragioni di sicurezza. Ma questo non sembra sufficiente a tenere alla larga i ladri.
Stavolta a finire nel mirino è il bar “Al Popone” di via Cesare Battisti, a poche decine di metri dal comando territoriale della polizia municipale di Fucecchio, bersagliato nell’ultimo anno dai ladri-vandali, che l’hanno visitato ben quattro volte. L’ultima, in ordine di tempo, la scorsa notte alle 2.
I ladri hanno sradicato un tombino davanti all’Agraria Agriverde, hanno percorso alcuni metri e l’hanno lanciato contro la vetrata dell’attività, mandandola in frantumi. È scattato l’allarme, collegato alla sala operativa di un istituto di vigilanza privato, che ha subito inviato una pattuglia.
La banda, consapevole di avere pochi minuti a disposizione, si è diretta verso lo scaffale, portando via pacchetti di sigarette e gratta e vinci, oltre agli spiccioli che erano rimasti in cassa. Poi i ladri si sono dileguati, con un bottino ancora in corso di quantificazione.
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E la mattina di martedì 24 ottobre al titolare Carlo Ballarin, non è rimasto altro che denunciare il furto subito e riparare i danni, per l’ennesima volta.
Ma la rabbia, di fronte a una scena che ormai ha visto troppe volte, è tanta. E non la nasconde: «Non ne possiamo più. Nell’ultimo anno mi ha già spaccato la porta per tre volte, ora addirittura la vetrata. Ma cosa devo fare? Forse – conclude sconsolato il barista – metterò le telecamere».
Gli occhi elettronici possono essere un deterrente e magari, con un po’ di fortuna, anche decisive per le indagini. Che invece, in questo caso, sono tutte in salita per i carabinieri della stazione di piazza Montanelli, perché nella zona non ci sono impianti di videosorveglianza.
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Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella che il furto sia stato messo a segno da una banda che di recente ha già colpito nel Fucecchiese (due parrucchiere soltanto nella notte tra sabato e domenica) e nel Valdarno e che nella stessa notte ha riservato lo stesso “trattamento” a un’attività a San Pierino.
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