Il Tirreno

Empoli

degrado

Bivacchi, spregi e furti nei negozi: quartiere si ribella

di Alessandro Marmugi
Una veduta di via Masini a Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Una veduta di via Masini a Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Scatta il controllo di vicinato anti-incivili a Empoli. Ma non basta: «Il Comune tolga le panchine». Commercianti e residenti esasperati anche dai mendicanti “stalker”: «E se ti lamenti con loro, scattano le ritorsioni»

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EMPOLI. Sporco e rifiuti buttati a terra e davanti alle vetrine dei negozi. La richiesta insistente dell’elemosina ai residenti. Piccoli ma continui furti all’interno degli esercizi commerciali. E poi minacce e ritorsioni. In via Masini e nella vicina via Susini dove ha sede il supermercato Coop l’atmosfera non è delle migliori. L’inciviltà e il degrado regnano sovrane e nel mirino è finito un gruppo di incivili che bazzica la zona. Il gruppo, che in buona parte è formato da nomadi, durante il giorno si muove in quell’area chiedendo l’elemosina ai semafori e all’ingresso del supermercato. Una presenza che però non sembra essere più tollerata dagli abitanti e dai negozianti che accusano i mendicanti di rendere invivibile la zona. Nel mirino la sporcizia, copiosa, lasciata ad ogni pasto di fronte ai negozi e l’elemosina chiesta in maniera pressante. Persone anziane seguite anche all’interno dei condomini, fino alla porta di casa, per avere qualche spicciolo. Signore aspettate davanti alla porta di casa, con appostamenti, negli orari di partenza e di ritorno dal lavoro. Per qualcuno una sorta di vero e proprio stalking.

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«Non ne possiamo più – spiega Delfo Tonsini – titolare dell’Ottica Europa in via Masini. Questa è una delle strade più belle di Empoli, da quando è stata rifatta è diventata un gioiello. Che però ogni giorno che passa viene rovinato». Inciviltà e degrado la fanno da padroni. «Non siamo razzisti e non abbiamo niente contro i nomadi che stanno qua, ma non possono comportarsi come se non ci fossero regole – racconta ancora Tonsini –. Importunano i clienti chiedendo l’elemosina in modo pressante e insistente. In più mangiano davanti ai negozi e lasciano la spazzatura per terra di fronte alle panchine e alle nostre vetrine. Abbiamo chiesto più volte un intervento da parte del Comune e ci siamo rivolti pure alle nostre associazioni di categoria, ma rassicurazioni a parte non è stato fatto niente».

L’inciviltà non c’è solo da parte dei nomadi, anche gli altri cittadini avrebbero bisogno di un ripasso in tema di educazione civica. «Ogni mattina troviamo escrementi di animali davanti alle vetrine dei nostri negozi».

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Sono in tanti ad essere esasperati, tra coloro che vivono quotidianamente la strada, ma qualcuno non vuole metterci la faccia per paura di ritorsioni. «Ho paura – racconta un altro commerciante di via Masini – queste persone sono capaci di tutto. Uno di loro è appena uscito di galera. Li abbiamo più volte invitati ad assumere un comportamento più civile, a non sporcare, a smettere di infastidire la gente. Loro per ritorsione ci hanno graffiato la vetrina. Guardate qua – dice indicando dei solchi scavati sul vetro vicino all’ingresso del negozio – come si fa a fare queste cose».

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È stato creato addirittura un gruppo WhatsApp nel quale cittadini e commercianti monitorano le attività dei mendicanti. Avvistamenti, segnalazioni e foto per monitorare quello che accade, immortalando magari qualche malefatta o attività illegale per poi inoltrare le immagini al Comune e alle forze dell’ordine: insomma, una sorta di controllo di vicinato. Non sono mancati all’interno dei negozi infatti furti o tentati furti. Ma non finisce qui, perché un gruppo di residenti, stanco dei bivacchi, del degrado e dell’elemosina chiesta sotto il portone di casa ha inviato una lettera congiunta alla sindaca Brenda Barnini chiedendo di rimuovere tutte le panchine presenti nel tratto finale della via, che va dall’incrocio con via Busoni fino a piazza Gramsci. Panchine nuove, installate appena due anni e mezzo fa in occasione del restyling del lungo viale, porta di accesso principale al centro della città. Panchine che però sono diventate dormitorio notturno di sbandati e di giorno si trasformano nella casa a cielo aperto dei mendicanti.

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