Il Tirreno

Empoli

Picchiata nel parco a 17 anni, il padre: "Ditemi chi sono queste bestie"

Lara Loreti
Il luogo dove la ragazza è stata aggredita (foto Agenzia Sestini)
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Il luogo dove la ragazza è stata aggredita (foto Agenzia Sestini)

Montelupo: la denuncia del padre della 17enne aggredita e trascinata per 150 metri in un parco a Montelupo

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MONTELUPO. «Me l’hanno massacrata con una cattiveria che neanche un animale. Sono delle bestie, voglio guardarle in faccia queste persone». Ha gli occhi gonfi di rabbia e di dolore. Un babbo che non si dà pace, tormentato da mille domande. Vuole sapere perché e soprattutto chi ha ridotto così la sua bambina. Diciassette anni, «pesa 40 chili, ma si sa difendere», dice lui con affetto. Un’adolescente della zona di Fucecchio aggredita a Montelupo Fiorentino, nel parco dell’Ambrogiana, a un passo dall’ex ospedale psichiatrico.

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All’alba di sabato, dopo una serata con quattro amici in discoteca, la ragazza viene ritrovata semicosciente in una pozza di sangue, tra cumuli di foglie secche, dietro un muretto. Qualcuno prendendola per le braccia, l’ha trascinata per 150 metri, tanto da farle perdere le scarpe. Per poi abbandonarla accanto a un sottopasso della ferrovia. La 17enne ha un brutto trauma cranico, con fratture e 2-3 ferite, che le ha causato un serio ematoma, un occhio tumefatto, lesioni profonde da trascinamento sui talloni, sui glutei e sulla schiena, altre abrasioni e piccoli tagli. «Massacrata è la parola giusta», tuona il padre sconvolto. E ora quel vialone, teatro di passeggiate e momenti di svago, somiglia a un percorso a ostacoli, disseminato dei reperti della polizia scientifica che segnano le macchie e le strisciate di sangue.

Un episodio da Criminal Minds che tinge di giallo l’alba silente della cittadina alle porte di Firenze. Sono le 7 quando dei passanti, un uomo e una donna, la vedono in quello stato, sotto choc, e chiamano i carabinieri. Contemporaneamente i quattro amici, tre maschi, due 19enni e un 17enne, e una ragazza di 17 anni, che hanno trascorso con lei la serata alla discoteca Jump rock, nella zona industriale di Montelupo Fiorentino, vanno al commissariato di Empoli per denunciarne la scomparsa. «Stamani (ieri, ndr ) intorno alle 6 la nostra amica è sparita, l’abbiamo persa di vista. Al telefono non ha più risposto e ci siamo preoccupati», dicono i giovani alla polizia. E c’è anche un testimone, residente della zona vicino al parco, che riferisce di aver sentito un urlo e di aver visto un uomo allontanarsi.

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Un mistero ancora in cerca di una soluzione. Per colmare le tante lacune di questa storia, ieri la polizia, la squadra mobile di Firenze e gli agenti del commissariato di Empoli, trattengono per tutto il giorno, fino alle 21.30, i quattro amici che erano con la 17enne nella discoteca. E anche l’ex fidanzato viene portato in questura per essere interrogato. Cinque adolescenti, che nell’arco di quasi 15 ore, raccontano versioni discordanti. In base a quanto la polizia è riuscita a ricostruire, la serata in discoteca per la ragazza cambia piega quando lei vede il suo ex, che l’ha lasciata qualche tempo prima e di cui è ancora innamorata. Gli amici riferiscono agli investigatori che la 17enne è molto turbata da quell’incontro e si dimostra agitata. Il gruppetto lascia la discoteca verso le 4 e si reca nel parco, che dista circa un chilometro. Lei continua a essere irrequieta e pare che manifesti agli amici l’intenzione di tornare nel locale per cercare l’ex. Nasce un litigio al culmine del quale, sempre secondo le testimonianze raccolte dalla polizia, tre degli amici, la ragazza e due maschi, s’incamminano a prendere l’auto. La 17enne invece resta nel parco con l’altro ragazzo, che raggiunge gli amici in un secondo momento. Che cosa accada dopo, non si sa. Ed è proprio su questo punto che la polizia sta lavorando.

La procura ipotizza il reato di lesioni gravissime, ma per ora non ci sono indagati. E pensare che venerdì la serata dell’adolescente si prospettava spensierata. «Si era messa d’accordo con un’amica che conosciamo bene per restare a dormire da lei a Empoli – dice il padre – Io stesso l’ho portata al pullman. L’ho lasciata lì tranquilla, e l’ho ritrovata in ospedale». Ora lei sta meglio, ma non se l’è sentita di parlare alla polizia. Che ora è in attesa: la sua testimonianza è considerata decisiva.

 

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