Il Tirreno

Empoli

Partecipate, parte la scrematura da parte dei Comuni

di Marco Pagli
La sede dell'Agenzia Asev
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La sede dell'Agenzia Asev

La riforma Madia ne impone la razionalizzazione: Empoli e Fucecchio lasciano Carismi, Vinci e Montespertoli non faranno cambiamenti

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EMPOLI. Banche, consorzi, società specializzate in servizi, enti gestori. Il piano di razionalizzazione delle partecipate è partito anche nell’Empolese Valdelsa. Tutti gli undici comuni entro la fine di settembre scorso hanno presentato la propria relazione in cui hanno individuato quali partecipazioni liquidare e quali mantenere, sulla base dei criteri ministeriali introdotti dal piano straordinario di Cottarelli prima e ripresi dalla riforma Madia successivamente. Gli enti locali del territorio dismetteranno le loro quote negli istituti di credito, siano esse realtà locali o organismi di finanza etica. Ma non solo quelle. La ricognizione, infatti, ha portato diversi comuni ad abbandonare la propria partecipazione in soggetti diversi. È il caso, ad esempio, di alcuni consorzi turistici o società consortili che svolgono servizi specifici per conto delle amministrazioni pubbliche. La ricognizione non ha portato a dismissioni in tutti i comuni.

Due degli undici, infatti, non hanno rilevato incongruenze con i criteri imposti dalla riforma e manterranno le loro partecipazioni. Si tratta di Montespertoli (che mantiene la presenza diretta in Acquatempra, Asev, Consiag, Start, Publicasa e Publiservizi) e Vinci (che rimane all’interno di Asev, Publicasa e Publiservizi). In linea di massima, comunque, le alienazioni riguardano quote piccole di partecipazione e quindi il risparmio – pure nei comuni dove la revisione è stata più importante – non supera i 10-15mila euro per comune. Mentre per i servizi considerati strategici non ci saranno scossoni. Ma entriamo nel dettaglio. A Capraia e Limite l’unica alienazione prevista dalla revisione straordinaria delle partecipazioni riguarda Banca Etica (nella quale la quota era minima e l’onere a carico dell’amministrazione pari a zero). A Castelfiorentino, invece, verranno dismesse le quote detenute in Banca di Cambiano e in Fidi Toscana (che pesavano per meno dell’1%). Stessa cosa avverrà per il Consorzio turistico Terre d’Elsa (ente di promozione nel quale i comuni della Valdelsa fiorentina sono entrati nel 2005) nel quale, invece, l’amministrazione aveva una quota dell’11,5%. Cerreto uscirà da Banca Etica, così come Montelupo.

Il Comune di Certaldo, così come Castelfiorentino, abbandonerà Fidi Toscana: si tratta di 5 azioni del valore di 52 euro ciascuna, per un risparmio complessivo di appena 260 euro. Le dismissioni che effettuerà Empoli sono tre: Banca Etica, Cassa di Risparmio di San Miniato (dove le partecipazioni erano di molto inferiori al punto percentuale) e Consorzio Energia Toscana (per una quota dell’1, 067%). Quest’ultimo è un ente cosiddetto avvalso della regione «per lo svolgimento delle procedure di gara relative alle forniture di energia elettrica, gas naturale e combustibili per riscaldamento e per gli interventi di efficientamento energetico».
Il comune di Fucecchio dismetterà la propria partecipazione in Cassa di risparmio di San Miniato e nel Consorzio Aquarno, società consortile che ha la gestione dell’impianto di depurazione di Santa Croce. Gambassi abbandonerà Acquatempra (società sportiva dilettantistica che gestisce le piscine comunali di Certaldo, Empoli, Fucecchio e Montespertoli) per 4. 500 euro e il Consorzio turistico terre d’Elsa, dove aveva l’8, 7% di partecipazione. Lo stesso farà Montaione.
 

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