Il Tirreno

Empoli

piazza ristori

Venti agenti schierati durante il taglio dei pini a Empoli - Foto

di Alessandro Marmugi
Carabinieri, polizia e vigili urbani a presidiare piazza Ristori (foto agenzia Carlo Sestini)
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Carabinieri, polizia e vigili urbani a presidiare piazza Ristori (foto agenzia Carlo Sestini)

Iniziato l’abbattimento delle piante senza azioni dimostrative da parte di chi si era opposto alla decisione del Comune. Intanto il comitato di tutela risponde depositando 500 firme e legandosi a un gruppo di Firenze

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EMPOLI. Il rombo delle motoseghe si alterna al rumore delle auto che passano squarciando il silenzio di una mattinata come tante altre a due passi dal centro. L’aria è satura dei trucioli di legno che schizzano dalle cortecce. Così, un ramo dopo l’altro, i pini di piazza Ristori vengono abbattuti. Cadono a terra inesorabilmente i tronchi e le chiome di quei soldati del verde che per anni hanno accompagnato la quotidianità di Empoli. Erano lì dal dopoguerra, piantati dopo che i tedeschi avevano raso al suolo il verde di quell’area. Per 50 di loro è scoccata l’ora dei saluti. Troppo pericolosi secondo il Comune che ha preso la decisione in base alla relazione di un agronomo.

Intorno all’area dei lavori le auto rallentano, sono i soliti curiosi che vogliono vedere cosa sta succedendo. Ma ci sono anche una ventina di uomini delle forze dell’ordine: la polizia, i carabinieri con tanto di camionetta e una pattuglia della polizia municipale. Pronti ad evitare qualsiasi tipo di manifestazione o di protesta sopra le righe. Ma, a Empoli, per tutta la giornata non si vede nessuno. Solo qualche gruppo di anziani, i cosiddetti Umarells, schierati sulle panchine o in piedi sul marciapiede, con la faccia rivolta verso l’alto, a guardare i pini che si sono arresi inesorabilmente ai colpi degli operai della ditta incaricata dal Comune.

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Pini troppo pericolosi, secondo l’amministrazione comunale. In base alla relazione ricevuta dall’agronomo tenerli in piedi sarebbe stato rischioso.

Il taglio comincia alle prime ore del mattino accompagnato da un grande dispiegamento di forze dell’ordine. La paura è che si possano ripetere manifestazioni eclatanti come quelle andate in scena a Firenze nei mesi scorsi, dove un gruppo di cittadini aveva occupato l’area di un cantiere della tramvia per evitare l’abbattimento di alcuni alberi.

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Ma alla fine per l’intera giornata non succede nulla. Solo qualche passante che borbotta e qualcuno invece è favorevole al taglio. «L’altro giorno un ramo è caduto e ha sfiorato la mia auto parcheggiata», racconta una signora. Per Mario, pensionato che passa le sue mattine al bar della “Pinetina” il taglio è «un grosso danno, che si farà sentire sulla città col passare del tempo. Del verde abbiamo bisogno», sentenzia con un velo di malinconia.

Il comitato per la tutela del verde e dei pini in Toscana, formatosi proprio in città pochi giorni fa, non ha in programma azione dimostrative o manifestazioni. Il gruppo di cittadini empolesi, che venerdì scorso aveva incontrato l’assessore Fabio Barsottini per chiedere in extremis la retromarcia del Comune riguardo agli abbattimenti, si è comunque dato da fare ma con altre armi. Proprio lunedì 9 ottobre infatti, mentre in piazza Ristori i pini venivano fatti a pezzi il comitato ha consegnato in Comune una petizione con 500 firme. Le firme di quei cittadini contrari all’abbattimento dei pini e che chiedono, all’amministrazione, una maggior cura del verde.

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Ma le azioni del comitato non si limiteranno alla semplice petizione. I cittadini empolesi impegnati per la tutela del verde infatti si sono affidati alla collaborazione di un agronomo, Francesco Zangari, per capire se il taglio degli alberi in piazza Ristori sia stato davvero necessario o meno. In più il comitato ha creato una sorta di sinergia con il comitato degli abitanti di viale Corsica a Firenze. Si tratta di un gruppo di cittadini, che per mesi si è opposto all’abbattimento di alcuni ippocastani, eliminati per fare spazio al nuovo tracciato della tramvia. Adesso il comitato si occupa della tutela del verde nel capoluogo toscano ed è pronto a sostenere gli amici empolesi. La battaglia per la tutela del verde pubblico è solo all’inizio.

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