Attenzione
È incubo crolli, centinaia di alberi a rischio taglio
Via ai controlli a tappeto sulle strade provinciali dell'Empolese Valdelsa dopo la caduta di decine di piante per il vento, causata da una “burrasca moderata” con raffiche fino a 67 km/h. Gozzini (Lamma): «Più danni perché l’evento è stato repentino»
EMPOLI. Le decine di alberi caduti in tutto l’Empolese fanno scattare l’allarme rosso. E ora gli enti premono sull’acceleratore per far partire l’operazione di verifica a tappeto di tutti gli alberi che “minacciano” le strade provinciali e comunali. Perché le conseguenze della “burrasca moderata di vento” che si è abbattuta sulla zona venerdì 6 ottobre, avrebbero potuto essere più tragiche. Alla fine il bilancio è di un ferito lieve (andato a sbattere con la macchina contro un platano che aveva appena invaso la carreggiata sulla Limitese), varie auto in sosta danneggiate (a Fucecchio l’episodio più eclatante), e altre piante piombate sull’asfalto in un momento in cui fortunatamente non stavano transitando pedoni o mezzi (a cominciare per esempio da piazza Gramsci e viale delle Olimpiadi a Empoli). Insomma, l’obiettivo ora è fare in fretta, in modo da eliminare il prima possibile i potenziali pericoli. A cominciare dalla Provinciale Limitese, dove è a forte rischio il futuro di una cinquantina di platani “gemelli” di quello crollato e dal vecchio tracciato della 429. Ma non solo: le verifiche riguarderanno in seguito anche altre strade.
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Paura a Limite. L’automobilista che percorreva la sp 106 si è reso conto che l’albero stava cadendo, ha fatto in tempo a frenare ma ci è andato a sbattere ed è finito all’ospedale: «A un primo esame – sottolineano dalla Città Metropolitana – la pianta presentava problemi all’interno delle radici». Quindi «in accordo col Comune – spiega Massimiliano Pescini, consigliere delegato alla viabilità – si è deciso di chiudere al transito la strada per tutto il tempo previsto dell’allerta meteo» (la protezione civile aveva i emesso un avviso di vigilanza codice giallo fino alle 6 di ieri). Una soluzione-tampone, in attesa dei controlli. Nel mese di ottobre, «come già stabilito, gli uffici competenti della Metrocittà (viabilità, ambiente, protezione civile) sono impegnati «nel monitoraggio, per valutare eventuali tagli e rimozioni di altre piante, in particolare sulla sp 106, dove sono presenti altri platani come quello caduto, sulla Srt 429, soprattutto nei pressi delle frazioni e in presenza di pini, e complessivamente nel territorio metropolitano».
Prevenzione... urgente. Il sindaco di Capraia e Limite Alessandro Giunti sottolinea che «verranno svolti tutti i controlli del caso e si procederà con quanto necessario, pensando prima di tutto a tutelare l’incolumità dei cittadini. Stavolta è andata bene ma dobbiamo fare di tutto affinché non accada di nuovo». E rivolge anche «un grazie sincero a vigili del fuoco, a carabinieri, dipendenti comunali, all’ingegnere Carlo Ferrante della Città Metropolitana e alla Vab di Limite». Insomma, parte la ricognizione e gli alberi che non convincono (in termini di sicurezza) saranno abbattuti «ma con l’impegno di piantarne altrettanti altrove», assicura Giunti, consapevole che spesso i tagli, scatenano attacchi e polemiche.
Occhio alla pianta. Intanto il suo collega Paolo Masetti, sindaco di Montelupo e delegato alla protezione civile dell’Unione dei Comuni, sottolinea che «in generale nelle nuove piantumazioni dobbiamo fare attenzione alla scelta della specie arborea: i pini, per esempio, dovrebbero scomparire dalle strade, hanno un apparato radicale orizzontale e per loro natura sono meno resistenti a certi eventi». E poi si apre anche un’altra partita: «Quella della manutenzione degli alberi privati: il Comune ha il compito di vigilare, ma di fatto è impossibile garantire un monitoraggio completo. Quindi è fondamentale il senso di responsabilità e l’attenzione da parte dei proprietari».
Ufficio ad hoc. Tuttavia stavolta i problemi maggiori sono derivati da quelli che insistono su strade pubbliche, come è accaduto in viale Gramsci a Fucecchio, dove un albero ha distrutto una macchina, danneggiandone un’altra: «Noi abbiamo un ufficio del verde – spiega l’assessora Silvia Tarabugi – che si occupa costantemente della manutenzione e di verificare lo stato di salute delle piante. Quelle che si trovano nei giardini delle scuole vengono controllati più volte l’anno, gli altri sono oggetto di verifiche programmate, con interventi di potatura mirati – o, dove necessario, di abbattimento – come è avvenuto negli ultimi mesi in viale Colombo, a San Pierino e a Galleno. Faremo una nuova verifica in viale Gramsci, ma non è detto che perché ne è caduto uno sia necessario tagliarne altri».
Il Lamma. «Non si è trattato di un evento particolarmente intenso. Però concentrato in poco più di un’ora. C’è da dire però che un fenomeno repentino come questo può causare conseguenze più gravi su un albero. È come se uno di noi viene spinto all’improvviso alle spalle». L’amministratore unico del Lamma, Bernardo Gozzini, riepiloga i dati registrati dal Consorzio tra Regione e Cnr specializzato in meteorologia e climatologia. La raffica più forte di vento da nord-est grecale/tramontana è stata registrata alle ore 20.15 nel territorio comunale di Cerreto Guidi: 67 km/h. Una velocità decisamente inferiore rispetto per esempio ai 90 km/h dell’altopiano delle Pizzorne (Lucca), che però si trova a 900 metri sul livello del mare: e anche la caratteristiche delle zone colpite influiscono sull’impatto delle raffiche, che hanno un effetto diverso in una strada stretta - dove la forza si concentra - rispetto a un’area aperta, dove invece tende a disperdersi. Secondo la scala Beaufort, che misura la forza del vento, quella che ha interessato l’Empolese si può quindi definire al massimo una “burrasca moderata” (velocità media tra 62 e 74 chilometri orari), che solitamente causa la caduta di rami; nella fascia 75-88 km/h possono verificarsi, invece, leggeri danni strutturali agli edifici (caduta di tegole o di coperchi dei camini). Sempre secondo il metodo dell’ammiraglio inglese Francis Beaufort, che nel 1805 propose un metodo per la classificazione del vento in tredici gradi (poi divenuto sistema di valutazione di validità internazionale a partire dal 1949), per provocare lo sradicamento di alberi servono raffiche comprese tra gli 89 e i 102 km/h. Insomma, di solito cadono prima le tegole rispetto agli alberi. E invece stavolta non si sono verificati particolari danni alle coperture degli edifici, mentre decine di alberi – evidentemente malati – sono piombati a terra.
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