Sicurezza
La diminuzione degli incidenti è falsa
I dati forniti dall'Asl, contenuti nella relazione sanitaria relativa allo scorso anno, indicano una generale diminuzione degli infortuni sul lavoro. Un dato che stupisce fino ad un certo punto gli...
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I dati forniti dall'Asl, contenuti nella relazione sanitaria relativa allo scorso anno, indicano una generale diminuzione degli infortuni sul lavoro. Un dato che stupisce fino ad un certo punto gli esperti e che sembra trovare ragione in due fenomeni. Da una parte un calo degli occupati dovuto alla crisi e dall'altra il cosidetto “presenteismo”, anch'esso un effetto della crisi che gli stessi tecnici dell'Asl spiegano così: «la tendenza dei lavoratori nei momenti di crisi economica e minacce per il posto di lavoro a rinunciare a giorni di assenza per infortuni lievi, rientrando al più presto in azienda ed evitando così di andare “in infortunio” a carico dell’Inail con conseguenti maggiori oneri per il datore». Si lavora meno, insomma, ma soprattutto le condizioni portano gli infortunati a denunciare di meno. In termini numerici il calo è stato di circa il 30% nel giro di cinque anni. Due anni fa ci sono stati 874 infortuni, rispetto ai 1.293 di cinque anni prima. Da sottolineare come dal 2010 in poi il calo è stato costante: 1.167 nel 2011, 1.001 nel 2012, 988 nel 2013 e 980 nel 2014. Da valutare, in ogni caso, il tendenziale aumento degli incidenti rilevato dall’Istat. In ogni caso, ciò che rimane alta – l'Empolese è il territorio che vanta i numeri peggiori da questo punto di vista – è la percentuale di infortuni gravi sul totale di quelli avvenuti. Si tratta di quelli che danno esito a morte, a danno permanente o ad un periodo di inabilità temporanea. E nel territorio dell'ex Asl 11 rappresentano il 35% del totale, rispetto al 33% di Prato, del 31% di Pistoia e del 29% di Firenze.
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