Sicurezza
Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro al prefetto Giuffrida
La preoccupazione: «Ci sono stati troppi decessi di recente Ci vuole uno sforzo delle istituzioni». Il cordoglio del sindaco
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EMPOLI. I segretari generali di Firenze Cgil Paola Galgani, Cisl Roberto Pistonina e Uil Annalisa Nocentini chiedono un incontro urgente al prefetto di Firenze Alessio Giuffrida dopo i due infortuni sul lavoro. E affermano che «solo tramite uno sforzo congiunto con le istituzioni possiamo sperare di aggredire un fenomeno così drammatico». Numerose sono state le reazioni emerse nella giornata. «Ci vuole una task force della Regione, come quella che venne messa in piedi nel 2015 dopo i morti bruciati nel macrolotto a Prato. Ma questa volta non deve essere confinata al settore della moda e delle aziende cinesi». Queste le parole di Mario Fuso, responsabile regionale della sicurezza e prevenzione della Cgil. «Siamo di fronte ad una recrudescenza di episodi gravi e mortali che non possono lasciarci indifferenti e non devono rischiare una assuefazione lenta e passiva - spiega il sindacalista - La reazione non solo è dovuta, è necessaria perché nella nostra regione non può avanzare nuovamente l'idea che di lavoro si muore. Abbiamo bisogno di introdurre al più presto strumenti e azioni innovative che da questi episodi trovino il modo per comunicare e affermare con grande forza che si lavora in sicurezza e per affermare la qualità del lavoro. Non un lavoro purché sia, questo non è accettabile. Ci rivolgiamo perciò al mondo delle imprese e alle istituzioni, Regione Toscana in primis». «Contiamo un altro morto a poche ore di distanza dall'infortunio mortale avvenuto in provincia di Siena e a pochi giorni dal gravissimo fatto avvenuto nello stabilimento della Revet di Pontedera - aggiunge il responsabile della Camera del lavoro di Empoli Sergio Luschi - I numeri riguardanti gli infortuni sul lavoro non sono più sopportabili! Siamo stanchi di sentir parlare di “ tragica fatalità “ oppure di “ manovra errata “. Siamo stanchi di dover constatare ogni volta che l'indignazione per questi fatti dura il tempo di un comunicato stampa. Non possiamo rassegnarci a relegare il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un optional oppure un costo troppo oneroso. I temi della salute e sicurezza sul lavoro non possono essere considerati un dramma solo per le vittime e i loro cari o un problema dei servizi di prevenzione, ma coinvolgono una intera comunità».
«Nei cantieri del nostro territorio si continua a morire. È l'ennesima tragedia inaccettabile davanti alla quale tutti, nessuno escluso, devono assumersi le proprie responsabilità. Non si può morire sul lavoro!». Lo ha detto Stefano Tesi, responsabile territoriale della Filca di Firenze, commentando l'incidente mortale di Empoli. «Da anni - accusa Simona Riccio, segretario generale della Filca Toscana - chiediamo a livello nazionale l'istituzione della patente a punti, una norma premiale in grado di favorire le aziende in regola e che rispettano le norme di sicurezza, e penalizzare quelle in cui si verificano gli incidenti. La cultura della sicurezza si sviluppa attraverso la formazione, che va resa più frequente ed obbligatoria grazie ad un maggiore coinvolgimento del sistema bilaterale edile. Per garantire la legalità e la regolarità in edilizia bisogna introdurre il Durc di cantiere e di congruità».
«Notizie come questa ci colpiscono e ci amareggiano profondamente. Queste le parole del sindaco di Empoli, Brenda Barnini, esprimendo cordoglio ai familiari.«Due incidenti sul lavoro, di cui uno mortale, nella stessa città, a pochi minuti di distanza, non possono che addolorarci, ma nello stesso tempo devono interrogarci sul livello della sicurezza e sulla necessità di innalzare l’allerta e l’impegno per mettere fine a queste tragedie». Così Enrico Sostegni, consigliere regionale del Pd.
«Nei cantieri del nostro territorio si continua a morire. È l'ennesima tragedia inaccettabile davanti alla quale tutti, nessuno escluso, devono assumersi le proprie responsabilità. Non si può morire sul lavoro!». Lo ha detto Stefano Tesi, responsabile territoriale della Filca di Firenze, commentando l'incidente mortale di Empoli. «Da anni - accusa Simona Riccio, segretario generale della Filca Toscana - chiediamo a livello nazionale l'istituzione della patente a punti, una norma premiale in grado di favorire le aziende in regola e che rispettano le norme di sicurezza, e penalizzare quelle in cui si verificano gli incidenti. La cultura della sicurezza si sviluppa attraverso la formazione, che va resa più frequente ed obbligatoria grazie ad un maggiore coinvolgimento del sistema bilaterale edile. Per garantire la legalità e la regolarità in edilizia bisogna introdurre il Durc di cantiere e di congruità».
«Notizie come questa ci colpiscono e ci amareggiano profondamente. Queste le parole del sindaco di Empoli, Brenda Barnini, esprimendo cordoglio ai familiari.«Due incidenti sul lavoro, di cui uno mortale, nella stessa città, a pochi minuti di distanza, non possono che addolorarci, ma nello stesso tempo devono interrogarci sul livello della sicurezza e sulla necessità di innalzare l’allerta e l’impegno per mettere fine a queste tragedie». Così Enrico Sostegni, consigliere regionale del Pd.
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