Il Tirreno

Empoli

Cade dal tetto e muore

di Lucia Aterini
Cade dal tetto e muore

La vittima, un muratore di 46 anni, stava lavorando in un capannone

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EMPOLI. Esanime, disteso a terra, ancora con le scarpe antinfortunistiche. E sopra di lui due donne che, in ginocchio su un pavimento di cemento, lo guardano e lo toccano per l’ultima volta. Accarezzano un uomo, marito e padre di tre figli, che è stato crocifisso dal suo mestiere, quello che aveva sempre fatto fin da ragazzo e in cui era considerato molto esperto. Ma ieri mattina questa professione ha fatto in modo che il suo nome venisse inserito nel lungo dell’elenco delle vittime del lavoro. Una lista che cresce in maniera inarrestabile in tutti i campi di attività. Con la complicità di una crisi, ormai decennale, che ha messo la sicurezza in secondo piano.

Guerino Elia, 46 anni, di Poggio a Caiano, che lavorava come artigiano edile, ieri mattina è caduto mentre stava riparando un tetto del capannone dove ha sede l’etichettificio Unilabel in via Sottopoggio a San Giusto, accanto a Pozzale. Ed è venuto giù da sette metri. Un’altezza che non gli ha dato scampo. La dinamica dell’infortunio è ancora in corso di accertamento e infatti nel primo pomeriggio il capannone è stato posto sotto sequestro.

L’incidente è avvenuto verso le 10. Il capannone, che non è di proprietà dell’azienda Unilabel, è stato ristrutturato di recente ed era in corso un’operazione di rimozione di parti metalliche più vecchie. Secondo una prima ricostruzione, a Guerino Elia e a un altro artigiano era stato commissionato l’ intervento sul tetto. A quanto, al momento, è stato accertato, Elia doveva rimuovere dall’interno un pezzo di copertura con l’aiuto di un ponteggio mobile.

Il muratore, però, è salito sul tetto per portare avanti questa operazione dall’esterno cercando di avvantaggiarsi sul lavoro che doveva svolgere. Sulla copertura era solo quando è caduto da un’altezza di circa sette metri perché probabilmente il tetto ha ceduto in un punto. A trovarlo, in una parte dell’azienda che è adibita a magazzino, è stato l’altro artigiano, che stava portando via alcuni pezzi metallici già rimossi. Sempre secondo una prima ricostruzione, ha sentito il rumore di qualcosa che cadeva ed è corso all’interno del capannone, nel punto in cui doveva portare il ponteggio mobile . E ha trovato Elia in terra. Nel magazzino sono arrivati poi anche alcuni dipendenti della Unilabel ed è scattata la chiamata alla centrale del 118. Guerino Elia è stato soccorso dalla Misericordia di Empoli e dall’automedica di Empoli. Ma, quando è arrivato il medico, le sue condizioni erano già gravissime. E non è stato attivato neppure l’elisoccorso per tentare un trasporto all’ospedale di Careggi a Firenze. Non ce ne era più bisogno, il muratore è morto pochi minuti dopo la caduta.

Sono intervenuti poi i carabinieri del Norm (Nucleo operativo radiomobile) della compagnia di Empoli e gli ispettori del dipartimento della sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl Toscana centro che dovranno ricostruire i motivi e la dinamica dell’infortunio. E per questo motivo nel primo pomeriggio, dopo l’arrivo del sostituto procuratore Christine Von Borries, è stata aperta un’indagine ed è stato disposto il sequestro della parte di capannone dove è avvenuto l’incidente mortale.

Guerino Elia, originario di Crotone, abitava da molti anni a Poggio a Caiano ed era socio della ditta Elfra con sede a Prato. «Ha sempre fatto il muratore - racconta il fratello Marcello Elia appoggiato al camion con cui Guerino era arrivato anche ieri mattina alla Unilabel di Pozzale - non ha mai avuto un incidente in tutti questi anni di lavoro ed è sempre stato un grande lavoratore».

«Uno competente, che non rischiava mai, più che affidabile in tutto quello che faceva», lo definisce un amico e collega, anche lui giunto in via San Donato a San Giusto per capire quello che era accaduto.

Il magistrato ha disposto l’autopsia che verrà fissata all’istituto di medicina legale di Firenze all’inizio della prossima settimana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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