Il Tirreno

Empoli

In coda per fare il bidello ma il concorso è una beffa

di Marco Pagli
In coda per fare il bidello ma il concorso è una beffa

Centinaia di domande per le supplenze presentate alle segreterie degli istituti che però non possono assumere. La Cgil: «Sostituzioni solo se oltre i 7 giorni»

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EMPOLI. Le domande sulle scrivanie delle segreterie scolastiche del circondario aumentano ogni giorno di più. Gli aspiranti collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici dell’Empolese Valdelsa sono già diverse centinaia. Persone che stanno sfruttando la riapertura triennale del concorso di terza fascia per il personale Ata e che si accontenterebbero di poter fare delle supplenze nel corso dell’anno scolastico. Solo che con ogni probabilità nessuno di loro riuscirà mai a farle. Misteri di una legislazione tutta italica che, a fronte di una strutturale necessità di personale da parte delle scuole, alimenta aspettative, produce burocrazia, mobilita risorse per poi far finire tutto in un nulla di fatto. Il motivo? La Legge finanziaria del 2015 ha fissato paletti più stringenti per la nomina di collaboratori scolastici supplenti e ha tolto la possibilità ai presidi di attingere alla graduatoria delle supplenze per sostituire gli assistenti amministrativi e tecnici (cioè coloro che lavorano nelle segreterie e nei laboratori) ammalati, infortunati o comunque impossibilitati a lavorare. Insomma, il concorso viene riaperto, ma la sua utilità sarà nulla o quasi.

«Il ministero ha aperto, con il termine del 30 ottobre prossimo, il concorso per l’inserimento e l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale Ata – spiega Paola Pisano della Flc Cgil – si tratta di un concorso che viene riproposto ogni tre anni e che serve a formare delle graduatorie, valide per collaboratori scolastici e assistenti amministrativi e tecnici, a cui i dirigenti scolastici possano attingere per le supplenze. I candidati devono presentare domanda nella scuola che indicano come capofila tra quelle a cui danno la propria disponibilità ad essere chiamati. Nella prima settimana di apertura sono già migliaia le domande presentate a livello provinciale e diverse centinaia negli istituti del circondario». Un afflusso di persone ancora più massiccio rispetto a quello registrato nel 2014, quando cioè venne aperto il concorso l’ultima volta. Segno evidente di un disagio occupazionale che cresce e che conduce un numero enorme di persone a mettersi in fila per una supplenza. Una supplenza che, peraltro, non arriverà mai.

«Purtroppo la Legge finanziaria del 2015 ha di fatto impedito a noi presidi di nominare supplenti assistenti amministrativi e assistenti tecnici – conferma Alessandro Marinelli, dirigente dell’istituto Virgilio e reggente del secondo circolo didattico di Empoli – solo per fare un esempio, in questo momento ho un amministrativo infortunato, che non può venire a lavoro, e io non possono sostituirlo». Ma la situazione non è tanto migliore per i collaboratori scolastici, che poi rappresentano la maggior parte dei candidati al concorso. Per loro, infatti, non è arrivato un divieto esplicito alla nomina, ma solo – si fa per dire – un innalzamento dei requisiti, o per meglio dire l’inserimento di un requisito che rende la nomina una possibilità remota. «In buona sostanza, i collaboratori scolastici assenti – prosegue Pisano – possono essere sostituiti dai presidi con un supplente pescato in graduatoria solo se il periodo di assenza è superiore ai 7 giorni. Questo ovviamente è un ostacolo enorme alle supplenze, dal momento che la stragrande maggioranza delle assenze hanno un periodo inferiore a sette giorni. Così i posti rimangono sistematicamente scoperti e la qualità del servizio ne risente, senza contare l’aumento del carico di lavoro per i colleghi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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