Il dolore
la polemica
Nasce un comitato a difesa dei pini: «Il Comune non deve abbatterli»
di Alessandro Marmugi
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I pini che sono già stati segnati per l’abbattimento Scoppia la polemica contro l’amministrazione che taglierà cinquanta alberi di fronte al distretto sanitario di Empoli. Ma c’è anche chi li considera un pericolo
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EMPOLI. Quei pini non vanno tagliati, piazza Ristori deve restare così com’è. L’abbattimento di 49 alberi, nello spazio a due passi dal centro previsto per il 9 ottobre, ha fatto scatenare l’indignazione dei cittadini col pollice verde contrari al drastico intervento di “disboscamento”. I pini devono essere salvati e allora ecco che un gruppo di empolesi ha creato un comitato per opporsi alla decisione del Comune e bloccare l’intervento. Il comitato, denominato per la tutela del pino e del verde urbano in Toscana nasce come raggruppamento spontaneo di cittadini, contrari agli ultimi sviluppi in materia di gestione del patrimonio arboreo in Toscana. Ma nel mirino c’è proprio la decisione emanata dagli uffici di via del Papa e maturata dopo relazione di un tecnico agronomo: gli alberi di piazza Ristori sono inclinati, indeboliti e con poca vegetazione e il clima invernale potrebbe dar loro il colpo di grazia e farli crollare. Bisogna abbatterli.
Per evitare che i pini vengano tagliati è stato creato anche un gruppo facebook che conta già una cinquantina di iscritti ma soprattutto è stata lanciata una petizione su change.org per salvare gli alberi del piccolo polmone verde adiacente a piazza Matteotti. Una petizione che nel giro di poche ore ha già catturato l’attenzione di empolesi e non solo visto che sono state raccolte circa 140 firme. «Una firma - spiegano dal comitato - avrebbe un valore ben più esteso del mero salvataggio di una singola pineta ad Empoli. Crediamo che questo genere di iniziative ricongiunga gli ideali di quanti ad Empoli, a Firenze, a Siena, a Pisa ed in altre realtà della nostra regione si sono prodigati contro lo scellerato scempio di viali alberati e parchi urbani». Il comitato, promosso da Andrea Degl’Innocenti ed Enrica Fanciullacci si è ritrovato per la prima volta ieri sera, al circolo Garibaldi di via Meucci: obiettivo decidere quali tipo di azioni intraprendere. Tra le proposte quella di chiedere consulenze tecniche alternative riguardo allo stato di salute delle piante, oppure di sollecitare il comune a rispettare la legge Bosetti, che prevede di piantare un albero per ogni nuovo nato nel comune. Tra le opzioni per provare a fermare il taglio c’è anche quella un flash mob in Comune con 49 piante da consegnare all’amministrazione. «Siamo coscienti del fatto che gli alberi siano risorse da gestire, e che l'abbattimento in qualche caso possa costituire un'azione ragionevole- continuano dal comitato -. Disapproviamo però il malcostume diffuso che vede nell'albero un orpello inutile, e non come un bene culturale, paesaggistico ed ecologico difficilmente sostituibile, che fornisce al territorio la sua identità». Chi invece sottolinea la pericolosità dei pini è Dino Bartolini, proprietario del bar Chalet Pineta. «Sono qui da anni e ultimamente molti dei pini sono caduti, anche in mezzo alla strada. Alcuni sono davvero pericolosi, si sorreggono l’uno con l’altro. Se dovesse arrivare un po’ di vento rischierebbero di crollare a terra. Purtroppo in questi anni è mancata manutenzione, adesso sono diventati dei giganti altissimi sorretti da un mucchio di radici».
Per evitare che i pini vengano tagliati è stato creato anche un gruppo facebook che conta già una cinquantina di iscritti ma soprattutto è stata lanciata una petizione su change.org per salvare gli alberi del piccolo polmone verde adiacente a piazza Matteotti. Una petizione che nel giro di poche ore ha già catturato l’attenzione di empolesi e non solo visto che sono state raccolte circa 140 firme. «Una firma - spiegano dal comitato - avrebbe un valore ben più esteso del mero salvataggio di una singola pineta ad Empoli. Crediamo che questo genere di iniziative ricongiunga gli ideali di quanti ad Empoli, a Firenze, a Siena, a Pisa ed in altre realtà della nostra regione si sono prodigati contro lo scellerato scempio di viali alberati e parchi urbani». Il comitato, promosso da Andrea Degl’Innocenti ed Enrica Fanciullacci si è ritrovato per la prima volta ieri sera, al circolo Garibaldi di via Meucci: obiettivo decidere quali tipo di azioni intraprendere. Tra le proposte quella di chiedere consulenze tecniche alternative riguardo allo stato di salute delle piante, oppure di sollecitare il comune a rispettare la legge Bosetti, che prevede di piantare un albero per ogni nuovo nato nel comune. Tra le opzioni per provare a fermare il taglio c’è anche quella un flash mob in Comune con 49 piante da consegnare all’amministrazione. «Siamo coscienti del fatto che gli alberi siano risorse da gestire, e che l'abbattimento in qualche caso possa costituire un'azione ragionevole- continuano dal comitato -. Disapproviamo però il malcostume diffuso che vede nell'albero un orpello inutile, e non come un bene culturale, paesaggistico ed ecologico difficilmente sostituibile, che fornisce al territorio la sua identità». Chi invece sottolinea la pericolosità dei pini è Dino Bartolini, proprietario del bar Chalet Pineta. «Sono qui da anni e ultimamente molti dei pini sono caduti, anche in mezzo alla strada. Alcuni sono davvero pericolosi, si sorreggono l’uno con l’altro. Se dovesse arrivare un po’ di vento rischierebbero di crollare a terra. Purtroppo in questi anni è mancata manutenzione, adesso sono diventati dei giganti altissimi sorretti da un mucchio di radici».
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