Caos per i lavori dopo le proteste si fanno di notte
di Francesco Turchi
I commercianti si ribellano, il Comune interviene e Acque posticipa l’interruzione alle 18 di oggi
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EMPOLI. L’annuncio dei lavori fa infuriare i commercianti. L’associazione di categoria si ribella e intanto si muove anche il Comune. Dopo un frenetico giro di telefonate, il cantiere viene posticipato: l’intervento si farà di notte. Tutti contenti? No. Perché comunque il contrordine ufficiale arriva a metà pomeriggio, quando bar e ristoranti – tanto per fare un esempio – hanno già disdetto ordini e prenotazioni in vista della giornata di chiusura; o le parrucchiere hanno già cancellato tutti gli appuntamenti. Per non parlare dei dirigenti delle scuole, alle prese con tanti punti interrogativi (impensabile far andare i ragazzi a scuola con i bagni fuori uso) legati alla disinformazione. Acque finisce ancora una volta nel mirino. Come era già accaduto nell’ottobre scorso e sulla falsariga di quanto avvenuto appena due settimane fa con Enel. Insomma, i lavori sono necessari e nessuno li mette in discussione. Ma quando sono così impattanti per il centro storico di una città, è auspicabile che siano preceduti da un confronto con i soggetti coinvolti, in modo da studiare una soluzione che limiti i disagi.
Il caso. Il cantiere era previsto per oggi. Per riparare una perdita, Acque aveva annunciato che avrebbe lasciato 400 rubinetti a secco nel cuore della città, dalle ore 8.30 alle 18, con possibile rinvio – in caso di maltempo – a domani. «Durante i lavori, nelle aree antistanti le scuole in via Leonardo da Vinci, via Gaetano Fabiani e piazza XXIV luglio – aveva scritto venerdì scorso in un comunicato stampa la società che gestisce il servizio idrico – sarà allestito un servizio di fornitura sostitutiva mediante cisterna». Che però non può rappresentare una soluzione per esercizi commerciali e altri tipi di attività. I cui titolari, alla vigilia del cantiere, di buon mattino bussano alla porta di Confesercenti. Intanto da Acque – di fronte alla nostra richiesta di chiarimenti – spiegano che l’intervento deve essere effettuato, che comprendono i disagi ma che comunque le utenze “idroesigenti” dovrebbero dotarsi di strumenti (cisterna con autoclave) in grado di garantirne l’autonomia. Un po’ come esattamente due settimane fa Enel aveva puntualizzato replicando a chi protestava per il black-out, che comunque per certe attività dovrebbero munirsi di un generatore. Ma in entrambi i casi occorrono spazi e investimenti.
Il dietrofront. Alle 16.30 viene ufficializzato lo slittamento: «Acque Spa comunica che, a seguito della richiesta dell’amministrazione comunale, i lavori inizialmente previsti dalle ore 8.30 alle 18 di mercoledì (oggi, ndr), sono stati posticipati a partire dalle ore 18 sino alle ore 5 di giovedì 5 ottobre. Nel caso in cui l’intervento dovesse registrare imprevisti dovuti allo spostamento in orario notturno, proseguirà comunque fino alla sua conclusione».
Il precedente. Dunque certi lavori, come era già emerso a ottobre 2016, quando andò in scena un “balletto” simile, si possono fare anche la sera o la notte. Magari evitando polemiche, semplicemente attraverso una programmazione figlia del confronto con i diretti interessati. In quell’occasione era intervenuta direttamente la sindaca Brenda Barnini per evitare che l’intervento di collegamento a una nuova tubatura in centro causasse una sospensione dell’erogazione idrica dalle 8.30 alle 17.30, sottolineando che «è impensabile chiudere i rubinetti di giorno, considerando che il nostro centro è fortemente frequentato anche da professionisti e uffici del terziario».
E poi anche la luce... Una situazione simile si è vissuta anche lo scorso 19 settembre, stavolta per un black-out elettrico di sette ore (dalle 9 alle 16) deciso da E-distribuzione per «lavori urgenti necessari ad evitare guai peggiori». Anche in quel caso decine di attività furono costrette a rimanere chiuse. Dopo le polemiche e le proteste, Enel ha assicurato che d’ora in poi, prima di interventi importanti, farà incontri con Confesercenti e Comune proprio per individuare una soluzione condivisa. E ora anche Acque non esclude «che in futuro si possa individuare una strada condivisa per questo tipo di lavori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caso. Il cantiere era previsto per oggi. Per riparare una perdita, Acque aveva annunciato che avrebbe lasciato 400 rubinetti a secco nel cuore della città, dalle ore 8.30 alle 18, con possibile rinvio – in caso di maltempo – a domani. «Durante i lavori, nelle aree antistanti le scuole in via Leonardo da Vinci, via Gaetano Fabiani e piazza XXIV luglio – aveva scritto venerdì scorso in un comunicato stampa la società che gestisce il servizio idrico – sarà allestito un servizio di fornitura sostitutiva mediante cisterna». Che però non può rappresentare una soluzione per esercizi commerciali e altri tipi di attività. I cui titolari, alla vigilia del cantiere, di buon mattino bussano alla porta di Confesercenti. Intanto da Acque – di fronte alla nostra richiesta di chiarimenti – spiegano che l’intervento deve essere effettuato, che comprendono i disagi ma che comunque le utenze “idroesigenti” dovrebbero dotarsi di strumenti (cisterna con autoclave) in grado di garantirne l’autonomia. Un po’ come esattamente due settimane fa Enel aveva puntualizzato replicando a chi protestava per il black-out, che comunque per certe attività dovrebbero munirsi di un generatore. Ma in entrambi i casi occorrono spazi e investimenti.
Il dietrofront. Alle 16.30 viene ufficializzato lo slittamento: «Acque Spa comunica che, a seguito della richiesta dell’amministrazione comunale, i lavori inizialmente previsti dalle ore 8.30 alle 18 di mercoledì (oggi, ndr), sono stati posticipati a partire dalle ore 18 sino alle ore 5 di giovedì 5 ottobre. Nel caso in cui l’intervento dovesse registrare imprevisti dovuti allo spostamento in orario notturno, proseguirà comunque fino alla sua conclusione».
Il precedente. Dunque certi lavori, come era già emerso a ottobre 2016, quando andò in scena un “balletto” simile, si possono fare anche la sera o la notte. Magari evitando polemiche, semplicemente attraverso una programmazione figlia del confronto con i diretti interessati. In quell’occasione era intervenuta direttamente la sindaca Brenda Barnini per evitare che l’intervento di collegamento a una nuova tubatura in centro causasse una sospensione dell’erogazione idrica dalle 8.30 alle 17.30, sottolineando che «è impensabile chiudere i rubinetti di giorno, considerando che il nostro centro è fortemente frequentato anche da professionisti e uffici del terziario».
E poi anche la luce... Una situazione simile si è vissuta anche lo scorso 19 settembre, stavolta per un black-out elettrico di sette ore (dalle 9 alle 16) deciso da E-distribuzione per «lavori urgenti necessari ad evitare guai peggiori». Anche in quel caso decine di attività furono costrette a rimanere chiuse. Dopo le polemiche e le proteste, Enel ha assicurato che d’ora in poi, prima di interventi importanti, farà incontri con Confesercenti e Comune proprio per individuare una soluzione condivisa. E ora anche Acque non esclude «che in futuro si possa individuare una strada condivisa per questo tipo di lavori».
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