Gioco
La politica rimedia al suo errore e riporta la giustizia a Empoli
di Francesco Turchi
Inaugurato l’ufficio del giudice di pace soppresso tre anni fa La presidente del tribunale: «Ora potenziate l’organico»
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EMPOLI. La “politica” rimedia a un suo errore e riporta almeno un pezzo di giustizia a Empoli. Dopo aver deciso (da Roma) la soppressione, e aver assistito alla chiusura dei due presidi (l’altro era a Castelfiorentino) senza muovere un dito, i Comuni (dove nel frattempo sono cambiati 10 sindaci su 11) hanno lavorato insieme – con il supporto dei parlamentari di zona – raggiungendo l’obiettivo di riaprire l’ufficio del giudice di pace nell’ex tribunale di via Sanzio. Una missione compiuta a partire dallo scorso 1º aprile, quando è ripartita l’attività (e dunque non è più necessario recarsi a Firenze per sanzioni da codice della strada, recupero crediti e sinistri di valore limitato), ma il nastro tricolore è stato tagliato soltanto ieri «anche perché ce lo volevamo gustare – sottolinea la sindaca Brenda Barnini – come si fa con le cose che si raggiungono con tanta fatica».
La chiusura fu stabilita dal decreto legislativo 156/2012 (governo Monti), nell’ambito della riforma delle circoscrizioni giudiziarie e con effetto dall’aprile 2014. Ma a quella scadenza, in realtà, furono accolte ben 285 istanze delle 297 presentate dagli enti locali che si impegnavano a mantenere a loro cura e spese gli uffici nei loro territori. Tra queste non c’era Empoli, semplicemente perché i Comuni non avevano presentato la richiesta e si erano limitati a lanciare un appello, con l’allora vicesindaco empolese Carlo Pasquinucci che aveva spiegato la scelta: «Avremmo dovuto sborsare 200.000 euro all’anno: era impossibile accollarci una spesa del genere».
Ma non la pensavano allo stesso modo gli aspiranti sindaci, sempre del Pd, che erano in piena campagna elettorale: «Fin da subito – sottolinea Barnini – ci siamo messi a lavorare, insieme a Dario Parrini, Laura Cantini e Luca Lotti – per riavere il giudice di pace. E alla fine, grazie allo sforzo di tutti i Comuni (perché nel frattempo si è unito al coro anche Montespertoli, che prima gravitava su Firenze, ndr), abbiamo raggiunto l’obiettivo, mettendo a disposizione i quattro dipendenti (trasferiti dai Comuni di Empoli, Montespertoli, Vinci e Fucecchio, mentre gli altri si ripartiscono la spesa di 60.000 euro all’anno, ndr) necessari al funzionamento, con la convinzione che – come sosteneva Montesquieu – “giustizia ritardata è giustizia negata”».
In prima fila il ministro Lotti, che ammette: «Nella primavera 2014 ero sottosegretario alla presidenza del consiglio. Come governo abbiamo sempre creduto alla ratio del provvedimento di riorganizzazione dei tribunali. Talvolta quando vai a calare certi provvedimenti sui territori, non calzano bene, com’è accaduto per il giudice di pace di Empoli. Ma ci siamo messi subito a lavorare per rimediare, grazie anche agli 11 Comuni che si sono comportati come una vera... squadra di calcio. Ognuno ha fatto bene il suo ruolo» e alla fine è arrivata la vittoria. Ma ora c’è la partita di ritorno, come puntualizza il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Maria Ferri, alla luce del fatto che le competenze del giudice di pace in materia civile saranno estese dal 2021 (e dal 2025 anche per le cause in materia di condominio), «proprio con l’obiettivo di dare risposte in tempi più rapidi, attraverso presidi vicini ai cittadini». E in quest’ottica nei locali dell’ex tribunale, soppresso nel 2013, potrebbe trovare spazio, oltre allo sportello di orientamento e informazione legale per il cittadino (grazie all’impegno dell’associazione avvocati di Empoli e Valdelsa, che vi presteranno servizio gratuitamente) anche quello di prossimità, attraverso il quale potranno essere fornite agli utenti e a tutti i cittadini – con l’utilizzo di tecnologie e delle banche dati del Ministero della giustizia – informazioni sullo stato della causa o rilasciati certificati. E proprio l’accelerata tecnologica viene auspicata da Marilena Rizzo, presidente del tribunale di Firenze e coordinatrice dell’ufficio del giudice di pace di Empoli, insieme a un necessario rafforzamento dell’organico, anche in vista dell’aumento delle competenze: «Al momento la pianta organica dell’ufficio di Empoli prevede 5 giudici, ma ne abbiamo soltanto uno (la dottoressa Maria Dora Laneve, ndr). La situazione è ancora più drammatica a Firenze. Spero che il Ministero – sottolinea rivolgendosi ai rappresentanti del governo presenti in aula, insieme al deputato e segretario regionale Pd Dario Parrini – che si facciano anche i concorsi, altrimenti si trasferisce al giudice di pace anche... l’inefficienza. E poi va ampliato anche il processo civile telematico». Un aspetto, quest’ultimo, rimarcato con forza anche dal presidente dell’ordine provinciale degli avvocati Sergio Paparo: «Grazie anche al nostro impegno, a Firenze il cittadino può accedere telematicamente al fascicolo. Questo modello va esportato al giudice di pace di Empoli: rappresenterebbe un grande risparmio di tempo e risorse anche per i Comuni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La chiusura fu stabilita dal decreto legislativo 156/2012 (governo Monti), nell’ambito della riforma delle circoscrizioni giudiziarie e con effetto dall’aprile 2014. Ma a quella scadenza, in realtà, furono accolte ben 285 istanze delle 297 presentate dagli enti locali che si impegnavano a mantenere a loro cura e spese gli uffici nei loro territori. Tra queste non c’era Empoli, semplicemente perché i Comuni non avevano presentato la richiesta e si erano limitati a lanciare un appello, con l’allora vicesindaco empolese Carlo Pasquinucci che aveva spiegato la scelta: «Avremmo dovuto sborsare 200.000 euro all’anno: era impossibile accollarci una spesa del genere».
Ma non la pensavano allo stesso modo gli aspiranti sindaci, sempre del Pd, che erano in piena campagna elettorale: «Fin da subito – sottolinea Barnini – ci siamo messi a lavorare, insieme a Dario Parrini, Laura Cantini e Luca Lotti – per riavere il giudice di pace. E alla fine, grazie allo sforzo di tutti i Comuni (perché nel frattempo si è unito al coro anche Montespertoli, che prima gravitava su Firenze, ndr), abbiamo raggiunto l’obiettivo, mettendo a disposizione i quattro dipendenti (trasferiti dai Comuni di Empoli, Montespertoli, Vinci e Fucecchio, mentre gli altri si ripartiscono la spesa di 60.000 euro all’anno, ndr) necessari al funzionamento, con la convinzione che – come sosteneva Montesquieu – “giustizia ritardata è giustizia negata”».
In prima fila il ministro Lotti, che ammette: «Nella primavera 2014 ero sottosegretario alla presidenza del consiglio. Come governo abbiamo sempre creduto alla ratio del provvedimento di riorganizzazione dei tribunali. Talvolta quando vai a calare certi provvedimenti sui territori, non calzano bene, com’è accaduto per il giudice di pace di Empoli. Ma ci siamo messi subito a lavorare per rimediare, grazie anche agli 11 Comuni che si sono comportati come una vera... squadra di calcio. Ognuno ha fatto bene il suo ruolo» e alla fine è arrivata la vittoria. Ma ora c’è la partita di ritorno, come puntualizza il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Maria Ferri, alla luce del fatto che le competenze del giudice di pace in materia civile saranno estese dal 2021 (e dal 2025 anche per le cause in materia di condominio), «proprio con l’obiettivo di dare risposte in tempi più rapidi, attraverso presidi vicini ai cittadini». E in quest’ottica nei locali dell’ex tribunale, soppresso nel 2013, potrebbe trovare spazio, oltre allo sportello di orientamento e informazione legale per il cittadino (grazie all’impegno dell’associazione avvocati di Empoli e Valdelsa, che vi presteranno servizio gratuitamente) anche quello di prossimità, attraverso il quale potranno essere fornite agli utenti e a tutti i cittadini – con l’utilizzo di tecnologie e delle banche dati del Ministero della giustizia – informazioni sullo stato della causa o rilasciati certificati. E proprio l’accelerata tecnologica viene auspicata da Marilena Rizzo, presidente del tribunale di Firenze e coordinatrice dell’ufficio del giudice di pace di Empoli, insieme a un necessario rafforzamento dell’organico, anche in vista dell’aumento delle competenze: «Al momento la pianta organica dell’ufficio di Empoli prevede 5 giudici, ma ne abbiamo soltanto uno (la dottoressa Maria Dora Laneve, ndr). La situazione è ancora più drammatica a Firenze. Spero che il Ministero – sottolinea rivolgendosi ai rappresentanti del governo presenti in aula, insieme al deputato e segretario regionale Pd Dario Parrini – che si facciano anche i concorsi, altrimenti si trasferisce al giudice di pace anche... l’inefficienza. E poi va ampliato anche il processo civile telematico». Un aspetto, quest’ultimo, rimarcato con forza anche dal presidente dell’ordine provinciale degli avvocati Sergio Paparo: «Grazie anche al nostro impegno, a Firenze il cittadino può accedere telematicamente al fascicolo. Questo modello va esportato al giudice di pace di Empoli: rappresenterebbe un grande risparmio di tempo e risorse anche per i Comuni».
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