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Empoli

Stadio: altro botta e risposta tra Ghelfi e Marchetti, Barnini cerca il disgelo

La sindaca Barnini cerca di mediare tra Claudio Marchetti e Francesco Ghelfi (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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La sindaca Barnini cerca di mediare tra Claudio Marchetti e Francesco Ghelfi (Foto Agenzia Carlo Sestini)

L’ad dell’Empoli: «Tre milioni per il nuovo impianto di atletica». Il presidente della Toscana: «Così è una struttura da allenamenti»

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EMPOLI. «Aspettavo una tua telefonata da cinque mesi». «Eccomi qua, volevo prima vedere il progetto. Che non ci piace». Si parlano, senza risparmiarsi frecciate. Ma intanto, nell’ambito dell’evento al palaexpo, c’è stato un primo faccia a faccia (dopo i botta e risposta a distanza) tra l’amministratore delegato dell’Empoli, Francesco Ghelfi e il presidente della Toscana Atletica Empoli, Claudio Marchetti. Le posizioni restano (molto) distanti, ma la sindaca Brenda Barnini, mentre ai tavoli era in corso la discussione, ha vestito i panni dell’arbitro per farli riavvicinare. Il progetto per il nuovo stadio (con il mantenimento della sola maratona – che sarà interessata da un restyling – e la ricostruzione ex-novo delle altre tre per consentire agli spettatori di essere più vicini al campo da gioco), prevede la demolizione dell’attuale pista di atletica leggera interno e la realizzazione di un nuovo impianto a Santa Maria (nel rendering sotto a destra), vicino al centro commerciale, su un terreno – già a destinazione sportiva – di proprietà anche di Unicoop.

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L’Empoli ha previsto un esborso di 3 milioni di euro (la struttura sarà poi ceduta gratuitamente al Comune), per otto corsie, oltre alle pedane per le specialità di salti e di lanci, una tribuna da quasi mille posti, parcheggi e bar. «Noi abbiamo fatto un progetto di massima – sottolinea Ghelfi – che può essere migliorabile. Ma la cifra stanziata deve rimanere quella. E comunque, senza project, la loro massima aspirazione potrà essere il rifacimento della pista all’interno del Castellani».

Insomma, ok alle modifiche, ma senza sforare il budget fissato, anche perché altrimenti rischierebbe di saltare tutto il quadro economico dell’operazione. Di tutt’altro avviso, però, Marchetti, che si fa portavoce dei suoi 397 iscritti: «È un progetto tutto da rivedere. La tribuna è troppo piccola e poco capiente: servono almeno 300-400 posti in più. Per non parlare della palestra: ne hanno prevista una da 125 metri quadrati, ma ne serve una dieci volte più grande».

Secondo il presidente dell’Atletica, il budget è insufficiente: «Ripeto il concetto già espresso in più occasioni: la nostra società non deve uscirne ridimensionata. Per un impianto all’altezza, in altre realtà toscane, sono serviti 5,5 milioni di euro. Se organizzo un campionato italiano Cadetti (under 14), arrivano 3-4.000 persone. Dove li mettiamo? È evidente che non pretendiamo che stiano tutti seduti, ma quello progettato dall’Empoli è un impianto da allenamento». Insomma, l’operazione di mediazione della sindaca si preannuncia tutt’altro che agevole.

Intanto Ghelfi difende a spada tratta il project financing: «Non si tratta di un’operazione a fini speculativi, gli spazi commerciali. Abbiamo presentato un progetto e, come dimostra l’evento di oggi, siamo pronti a confrontarci con la città, con la consapevolezza che sarà difficile accontentare tutti, anche perché in molti guarderanno il proprio orto. Ma se vogliamo continuare a fare calcio a certi livelli, lo stadio è fondamentale e il nuovo Castellani, oltre a garantire un futuro alla società di calcio, migliorerà la città di Empoli».

L’amministratore delegato detta anche un cronoprogramma di massima: «L’obiettivo della società è inaugurarlo nel 2020, in concomitanza con il centenario. Ma per riuscirci, il cantiere deve partire a primavera 2018. Poi procederemo a step, e per questo saranno necessari oltre due anni di lavori, ma non vogliamo andare a giocare altrove».
 

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