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Empoli

Meningite, anziana colpita dal ceppo W

Meningite, anziana colpita dal ceppo W

Ricoverata a Empoli, scatta la profilassi per quindici persone 

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EMPOLI. Da queste parti, più che altrove, soltanto la parola fa tremare le gambe. Perché qui il batterio killer ha ucciso a ripetizione e ha dato il via – a suon di casi più o meno gravi, tra il 2016 e il 2016 – a una psicosi collettiva. Stavolta il ceppo C non c’entra niente. Ma la parola “meningite” è sufficiente a far rispuntare nelle menti dei cittadini quei fantasmi cacciati a fatica – con il tempo – dalla vaccinazione di massa, accompagnata da una campagna di informazione senza precedenti e dall’azzeramento (o quasi) di casi.

Ieri però l’incubo è tornato a bussare, quando dal laboratorio dell’ospedale pediatrico Meyer è arrivata la diagnosi di infezione da meningococco di tipo W che ha colpito una signora di 88 anni residente nel Regno Unito, che si trova da circa due settimane in Italia ospite dei suoi familiari.

La paziente era giunta al pronto soccorso di Empoli lo scorso 25 settembre. «I sanitari – sottolinea l’Asl Toscana centro in un comunicato stampa – hanno evidenziato un quadro di sepsi e hanno provveduto a tempestivi accertamenti diagnostici e a trattare rapidamente la signora con adeguata terapia antibiotica».

Le condizioni cliniche sono migliorate nel corso dei giorni, tanto che adesso la paziente ricoverata in reparto al San Giuseppe.

I familiari, una quindicina in totale, ed i contatti stretti sono già stati sottoposti a profilassi. Insomma, il quadro clinico non desta particolari preoccupazioni, come sottolinea Gabriele Mazzoni, responsabile del settore igiene e sanità pubblica dell’Asl Toscana Centro: «Non è escluso, considerando le tempistiche, che la malattia sia stata contratta già in Inghilterra, o durante il viaggio verso l’Italia, nel corso del quale la signora è stata a contatto con persone di tutto il mondo. Stavolta siamo anche di fronte anche a un’anziana, con difese immunitarie più basse. E comunque non ci aspettiamo altri casi di coda. Anche perché di solito le infezioni da meningococco di ceppo “W” – che, è bene sottolinearlo non ha nulla a che vedere con l’aggressività di quella “C” – sono sporadiche, si verificano in tutto il mondo e molto raramente danno vita a epidemie».

Tuttavia, come avviene sempre in questi casi, l’azienda ha ricostruito accuratamente tutti gli spostamenti della persona infetta.

L’anziana è arrivata dall’Inghilterra, è rimasta praticamente sempre in casa e non ha avuto altri contatti al di fuori dell’ambiente familiare: «Nel giro di due ore – spiega ancora Mazzoni – tutti coloro che erano stati in contatto con lei sono stati sottoposti a profilassi». Non c’è alcun rischio per chi abita nell’Empolese Valdelsa: «Anche se il batterio fosse dalle nostre parti, dobbiamo ricordare che alcuni casi di meningite “W”, “Y”, B” si sono sempre verificati: diciamo nell’ordine dei dieci/quindici all’anno in Toscana. Mi sento di poter dire – conclude il responsabile del settore igiene e sanità pubblica dell’Asl Toscana Centro – che siamo di fronte a una rondine che non farà primavera».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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