Sicurezza
Premiato per aver fatto da scudo a un bimbo
Al giovane senegalese, che era in piazza San Carlo a Torino, il gonfalone d’argento della Regione
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FUCECCHIO. Quest'anno il gonfalone d'argento, il riconoscimento conferito dal consiglio regionale, parlerà anche fucecchiese. Tra i premiati, infatti, ci sarà anche Isak Nokho, che aveva partecipato al salvataggio del bambino cinese Kelvin, che era rimasto schiacciato nella calca di Torino; Isak, senegalese, aveva fatto scudo col suo corpo, salvando il bimbo insieme a Federico Rappazzo e Mohamed Diop. I tre, nel frattempo, sono anche diventati amici e non mancano di sentirsi, sebbene la distanza geografica sia notevole. Isak è un ragazzo che non ha mai voluto sentirsi eroe, «perchè ho fatto soltanto quello che tutti avrebbero fatto in quegli istanti«. Ma che, comunque, con quel fare scudo - insieme ad altri - contro la folla aveva permesso di proteggere e poi soccorrere Kelvin. Noi avevamo accompagnato proprio Isak all'ospedale Regina Margherita di Torino, per visitare il bambino, che allora si trovava in terapia intensiva. Qui Nokho aveva potuto incontrare la madre del bimbo e la sorella, visibilmente preoccupati. Un incontro molto sentito, dove l'iniziale imbarazzo si è ben presto sciolto. Questo fu un culmine di un viaggio nato all'improvviso verso il capoluogo piemontese, anche per soddisfare la volontà di Nokho di vedere coi suoi occhi il piccolo che aveva partecipato a salvare. Non potette farlo materialmente, perchè il bambino era ancora in terapia intensiva, anche se già stava migliorando. Così ad accoglierlo ci furono la mamma e la sorella di Kelvin. Il piccolo - di 7 anni - si è man mano ripreso e poi è tornato alla vita di tutti i giorni, quindi per lui si può parlare di lieto fine. Purtroppo quella sera - dove la Juventus perse la finale contro il Real - rappresentò la fine per una tifosa bianconera, la 38enne Erika Pioletti, morta 12 giorni dopo il caos in piazza San Carlo a Torino, in seguito ai gravissimi danni cerebrali riportati in quei frangenti.
Una serata che ha rappresentato uno spartiacque anche per tutti gli eventi pubblici dei mesi ed anni a venire, perchè da allora le norme - con la circolare del capo della polizia Carlo Gabrielli - si sono fatte molto più stringenti, per quanto riguarda uscite di sicurezza, controlli e materiali (come il vetro) da (non) introdurre in contesti del genere.
(m.s.)
Una serata che ha rappresentato uno spartiacque anche per tutti gli eventi pubblici dei mesi ed anni a venire, perchè da allora le norme - con la circolare del capo della polizia Carlo Gabrielli - si sono fatte molto più stringenti, per quanto riguarda uscite di sicurezza, controlli e materiali (come il vetro) da (non) introdurre in contesti del genere.
(m.s.)
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