Proteste
Arrestato 5 volte, ma per il giudice non è pericoloso
Da anni minaccia, picchia e molesta in centro. E pure dopo l’ultimo show torna subito in libertà
EMPOLI. In 1.300 giorni ha collezionato cinque arresti e trenta denunce. Perché picchia, molesta e offende commercianti, clienti, passanti e forze dell’ordine. Martedì, per l’ennesima volta, è stato protagonista di uno dei suoi “show” nel cuore della città, in via Ridolfi, al termine del quale è finito in manette per la violazione degli obblighi previsti dal regime di sorveglianza speciale e per minacce aggravate a pubblico ufficiale. Ieri mattina, Franco Persia, 47 anni, è comparso davanti al giudice Rosa Valotta, che ha convalidato l’arresto, ma lo ha rimesso in libertà, non ritenendo sussistenti le esigenze cautelari, non accogliendo la richiesta di custodia in carcere della pm Beatrice Simona Giusti.
Ciak, si gira. Martedì pomeriggio Persia è stato protagonista di uno dei suoi tanti show, in via Ridolfi, uno dei suoi “set” preferiti (dove appena tre giorni prima aveva incassato la trentesima denuncia da un commerciante). Intorno alle 16 inizia a importunare i clienti di un locale, e (dopo aver bevuto una serie di caffè corretti e una buona dose di vino) a rivolgere alla barista pesanti commenti a sfondo sessuale. La donna chiama prima il 112 (ma lui si volatilizza prima dell’arrivo dei carabinieri) e poi (quando torna) il 113. Nel frattempo passa anche una macchina della polizia municipale dell’Unione: convinto che stiano cercando lui, apre lo sportello e sale a bordo, con il vigile che – ignaro di quanto stesse accadendo –– lo invita a scendere. Arrivano gli agenti del commissariato di piazza Gramsci e chiedono a Persia di esibire la carta di permanenza, dove sono specificate tutti i vincoli da rispettare per un sorvegliato speciale: in questo caso l’obbligo di restare in casa dalle 20 alle 8, di non frequentare pregiudicati, ma neanche bar e ristoranti. Ma lui non ce l’ha. Non solo: ha anche un atteggiamento minaccioso nei confronto degli agenti, che chiedono rinforzi. Viene invitato ad allontanarsi e lui se la prende un po’con tutti. Anche con la macchina della polizia, alla quale assesta una serie di colpo sul cofano.
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La reazione. Ma sulla sua strada trova anche chi lo “convince” a girare alla larga. La scena – come tutto il resto dello show – viene ripresa dalle telecamere dell’impianto di sorveglianza del Comune. Si tratta di un cliente di un bar, seduto al tavolino fuori dal locale insieme alla moglie. Il quarantasettenne lo offende, lui – che poi si scoprirà essere un ex campione di ju jitsu – si alza in piedi, si toglie il giubbotto e affronta Persia. Che, di fronte a un uomo di stazza considerevole, si allontana, seppur continuando a inveire contro di lui. Va in casa, prende una bottiglia (vuota) e torna in strada con un atteggiamento minaccioso. Ma nel frattempo sono arrivati i rinforzi e così desiste, e la getta nel cestino. Viene portato in commissariato e lì si scaglia pure contro i poliziotti, offendendoli pesantemente. Così viene arrestato per violazione plurime delle prescrizioni e minacce aggravate a pubblico ufficiale.
I precedenti. Quello di martedì è l’ultimo di una serie sterminata di episodi che hanno visto protagonista in negativo il quarantasettenne da quando – a febbraio 2014 – uscì dal carcere. Poco dopo gli venne notificata la sorveglianza speciale, poi aggiornata con l’obbligo di soggiorno nei comuni di Empoli e Vinci, che da allora è stata violata decine di volte, con conseguenti denunce, alle quali se ne sono aggiunte altre, presentate da cittadini minacciati o aggrediti, come quella della coppia di fidanzati presi a pugni nell’aprile scorso in via Del Papa, senza motivo. O meglio, dopo essere stati offesi perché alle 21.30 erano ancora in giro, invece di essere a letto. A tutto questo si aggiungono gli episodi di molestie che non sono sfociati in denunce, ma che avevano portato commercianti e associazioni di categoria a chiedere a gran voce un giro di vite nei confronti di quel manipolo di sbandati che tiene in ostaggio il “giro” dello shopping. Con la sindaca Brenda Barnini che ha poi convocato un incontro (avvenuto pochi giorni fa) con le forze dell’ordine per cercare trovare una soluzione a un problema (per la città) che sembrava potesse essere risolto, martedì scorso, con il quinto arresto. Ma non è stato così. Perché nella direttissima che si è tenuta ieri mattina in tribunale a Firenze, la giudice ha convalidato l’arresto, ma ha rimesso in libertà Persia, in attesa del processo, limitandosi a confermare la sorveglianza speciale, nonostante finora la misura si sia dimostrata inefficace.
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