Il Tirreno

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a petrognano 

Semifonte, al via nuovi scavi

Archeologi utilizzerano il georadar per trovare le rovine dell’antica città  

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CERTALDO. Sull’altura di Semifonte c’è una città sommersa, un giacimento unico al mondo, ricco di testimonianze urbane di origine medievale, che aspetta di vedere la luce, di essere scoperto, conosciuto, studiato come area archeologica tra le più ambite dagli esperti di livello internazionale. Sopra c’è un monumento-simbolo, la Cappella di San Michele Arcangelo, progettata e realizzata da Santi di Tito negli ultimi anni del sedicesimo secolo, che domina la Valdelsa volgendo il suo sguardo beffardo a Firenze con una cupola che riproduce in scala 1:8 quella di Santa Maria del Fiore. Sotto ci sono le radici di una civiltà evoluta, fondata dai conti Alberti, l’ipotesi di una presenza estesa costituita da strutture, agglomerati di abitazioni e fattorie medievali, che attestano il passato glorioso e leggendario di Semifonte. Dopo oltre 40 anni dagli ultimi studi archeologici si torna ad indagare sul rapporto che intercorre tra la superficie e il sottosuolo, sulle tracce dell’identità millenaria della città-mito di Semifonte, capitolata sotto l’ira, gli inganni e i tradimenti congegnati dai fiorentini nell’aprile 1202. Conoscere e riportare alla luce la città fortificata è l’obiettivo dell’inedita stagione di ricerche, ispezioni archeologiche e analisi geofisiche di portata internazionale che prende avvio con il coinvolgimento di enti pubblici, università e il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma. Archeologi italiani e polacchi delle Università di Firenze e Varsavia, condurranno insieme nel corso della settimana le ispezioni archeologiche attraverso l’utilizzo di strumentazioni sofisticate e innovative come il georadar.



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