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I giradischi-gioiello conquistano il mondo - Foto

Alessandro Marmugi
Il team della Gold Note di Montespertoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Il team della Gold Note di Montespertoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)

A Montespertoli il sogno di un gruppo di amici che amano la musica è diventato un’eccellenza con tredici dipendenti

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MONTESPERTOLI. Il suono delle corde di una chitarra riecheggia tra le colline di Montespertoli. Profondo, intenso, come se tra i filari di viti che riempiono la campagna qualcuno avesse organizzato un concerto acustico. No, quei suoni così vivi arrivano dai giradischi e dai diffusori della Gold Note, una piccola eccellenza, tra le prime 50 aziende al mondo nel settore, che con il suo ingegno e i suoi artigiani realizza apparecchi-gioiello per ascoltare musica.

Design, tecnologia, ricerca dei dettagli per un’azienda che grazie al duro lavoro e alle intuizioni giuste è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di tutto il globo. Il papà di questa grande famiglia è Maurizio Aterini, che quasi 30 anni fa decise di tuffarsi nel mondo della musica. Lui e un gruppo di amici con il sogno della musica hanno dato vita a un’azienda che oggi conta 13 dipendenti e che vende i suoi prodotti in tutto il mondo. Agli albori Aterini e soci producevano solo componenti elettroniche per grandi marchi mondiali, col passare degli anni però hanno deciso di puntare sui loro prodotti. Elettronica sì, con prodotti di culto come il pre phono, ma anche diffusori e soprattutto giradischi.

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Prodotti con cura dagli operai, i tecnici e gli ingegneri che in linea di montaggio assemblano con dovizia di particolari tutte le componenti. Dal piatto, al braccetto, fino alla testina. Un lavoro artigianale come ormai ce ne sono pochi, sotto l’occhio attento di Alessio Oronti che progetta e costruisce queste meravigliose creature. «Si va dal giradischi basic, che costa intorno agli 800 euro, fino al top della gamma da 50.000 euro». Si tratta del giradischi Bellagio, un cult per amanti e appassionati del genere. Dalla Valdelsa al nord Europa e oltreoceano. Oggi i mercati più importanti per Aterini e soci non sono certo in Italia. La Germania, i Paesi baltici ma soprattutto il nord America. Internazionali, sì, ma il valore aggiunto è quello di essere un’azienda praticamente a chilometri zero. La Gold Note infatti si avvale della collaborazione di molte realtà toscane per la realizzazione dei suoi prodotti e anche di qualche vicino di casa di Baccaiano. «Ci riempie di orgoglio il fatto di creare un circolo virtuoso con artigiani e produttori toscani – racconta Aterini –. Collaboriamo con aziende di Pisa, Scandicci, ma ci sono anche i nostri vicini di capannone che realizzano alcune verniciature per i prodotti e un’altra azienda di Montespertoli che ci fornisce componenti in metallo».

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E qualche volta si vola anche in Veneto per realizzare le componenti in legno studiate da designer di prim’ordine e realizzate da mastri falegnami. I giradischi della Gold Note negli anni sono entrati nei salotti di grandi musicisti, imprenditori, sono stati utilizzati nei set cinematografici e in quelli di pubblicità.


Ne ha uno in casa anche Harry Belafonte, musicista e attore americano, famoso per la sua “Matilda”. Ma la musica del Gold Note inonda anche le stanze della villa di Igor Akrapovic, il magnate sloveno, re delle marmitte per moto. «Siamo in crescita – spiega il responsabile marketing Tommaso Dolfi – il nostro magazzino ormai è stracolmo e stiamo cercando un altro capannone che sia grande almeno il doppio. Speriamo di crescere ancora e non escludiamo nuove assunzioni». Presto l’azienda volerà anche in Cina: obiettivo tornare nel mercato asiatico dove in passato sono arrivati ottimi numeri per le vendite e anche riconoscimenti.

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di Redazione web