Sicurezza
Un museo sulla città per i 900 anni di Empoli
di Marco Pagli
L’idea del comitato scientifico per il compleanno del 2019
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EMPOLI. Una storia lunga 900 anni al centro di un ampio cartellone di iniziative che partiranno questa settimana e che proseguiranno nel prossimo anno e mezzo. È la storia di Empoli, che nel 2019 compirà i suoi primi nove secoli. Una ricorrenza che l’amministrazione comunale ha deciso di festeggiare al meglio. Per prima cosa con una pubblicazione che ripercorrerà il cammino della città, a partire dal 1119. E poi con una mostra che potrebbe portare all’allestimento di un museo cittadino permanente. A fare da cornice a tutto ciò un ciclo di incontri, dal titolo “Empoli 2019, nove secoli di storia”, già messi in programma in cui professori e studiosi analizzeranno vari aspetti della storia di Empoli dalla fondazione – o, sarebbe meglio dire, dall’incastellamento intorno alla Pieve ad opera di Pievano Rolando – ai giorni nostri.
«Si tratta di un lavoro che stiamo portando avanti da tempo – spiega la sindaca Brenda Barnini – e che ha l’ambizione di celebrare nel miglior modo possibile un traguardo importantissimo per la nostra città. Abbiamo voluto che l’anniversario diventasse un pretesto per ripercorrere una storia lunga nove secoli, puntando la lente sui vari aspetti che hanno caratterizzato questo cammino. E non lo avremmo potuto fare senza l’opera fondamentale del Comitato scientifico presieduto da Giuliano Pinto e la collaborazione di cittadini che fanno parte del Comitato organizzatore delle celebrazioni. Grazie a loro è stato costruito un programma di conferenze che partiranno questa settimana e che andranno avanti per il prossimo anno e mezzo».
Ma al centro del progetto studiato dall’amministrazione comunale e dai due comitati, che sono stati nominati un anno fa, c’è anche la produzione di materiale utile a dare continuità ad una celebrazione che altrimenti rischierebbe di rimanere relegata in un arco temporale ridotto. E così è nata l’idea di mettere nero su bianco le ricerche che sono state condotte e i contributi che emergeranno nei prossimi mesi sulla storia cittadina in una pubblicazione organica. Un’operazione mai compiuta su Empoli e il suo sviluppo da semplice castello a polo moderno e avanzato al centro della Toscana.
«Il nostro lavoro ha come obiettivo quello di ripercorrere il cammino della città dai suoi albori fino alla contemporaneità – spiega Giuliano Pinto, presidente del Comitato scientifico e tra i curatori delle conferenze insieme a Gaetano Greco e Simonetta Soldani – è un viaggio lungo e importante che ha coinvolto docenti universitari che si sono occupati della storia della Toscana, provenienti dalle Università di Firenze, Pisa e Siena, ma anche da atenei fuori Regione. E ha avuto il contributo di giovani studiosi del territorio. In questo percorso abbiamo cercato di mantenere il carattere scientifico del lavoro, la divulgazione di alto livello alla quale puntiamo, ma anche un prodotto che sia fruibile anche dagli studenti all’interno delle scuole del territorio».
Il primo risultato sarà una pubblicazione in due tomi di circa mille pagine, che i curatori contano di far uscire entro la fine del 2018. Ma l’operazione non si fermerà qui e continuerà con l’allestimento di una mostra. «Una mostra che – prosegue il professor Pinto – potrebbe rappresentare il punto di partenza per la creazione di un museo cittadino permanente, che potrebbe andare a beneficio della cittadinanza e non solo». Proprio questo potrebbe essere il lascito principale di un lavoro cominciato lo scorso anno e che si concluderà nel 2019 con le varie iniziative di celebrazione dei 900 anni di storia, affidate al comitato organizzatore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Si tratta di un lavoro che stiamo portando avanti da tempo – spiega la sindaca Brenda Barnini – e che ha l’ambizione di celebrare nel miglior modo possibile un traguardo importantissimo per la nostra città. Abbiamo voluto che l’anniversario diventasse un pretesto per ripercorrere una storia lunga nove secoli, puntando la lente sui vari aspetti che hanno caratterizzato questo cammino. E non lo avremmo potuto fare senza l’opera fondamentale del Comitato scientifico presieduto da Giuliano Pinto e la collaborazione di cittadini che fanno parte del Comitato organizzatore delle celebrazioni. Grazie a loro è stato costruito un programma di conferenze che partiranno questa settimana e che andranno avanti per il prossimo anno e mezzo».
Ma al centro del progetto studiato dall’amministrazione comunale e dai due comitati, che sono stati nominati un anno fa, c’è anche la produzione di materiale utile a dare continuità ad una celebrazione che altrimenti rischierebbe di rimanere relegata in un arco temporale ridotto. E così è nata l’idea di mettere nero su bianco le ricerche che sono state condotte e i contributi che emergeranno nei prossimi mesi sulla storia cittadina in una pubblicazione organica. Un’operazione mai compiuta su Empoli e il suo sviluppo da semplice castello a polo moderno e avanzato al centro della Toscana.
«Il nostro lavoro ha come obiettivo quello di ripercorrere il cammino della città dai suoi albori fino alla contemporaneità – spiega Giuliano Pinto, presidente del Comitato scientifico e tra i curatori delle conferenze insieme a Gaetano Greco e Simonetta Soldani – è un viaggio lungo e importante che ha coinvolto docenti universitari che si sono occupati della storia della Toscana, provenienti dalle Università di Firenze, Pisa e Siena, ma anche da atenei fuori Regione. E ha avuto il contributo di giovani studiosi del territorio. In questo percorso abbiamo cercato di mantenere il carattere scientifico del lavoro, la divulgazione di alto livello alla quale puntiamo, ma anche un prodotto che sia fruibile anche dagli studenti all’interno delle scuole del territorio».
Il primo risultato sarà una pubblicazione in due tomi di circa mille pagine, che i curatori contano di far uscire entro la fine del 2018. Ma l’operazione non si fermerà qui e continuerà con l’allestimento di una mostra. «Una mostra che – prosegue il professor Pinto – potrebbe rappresentare il punto di partenza per la creazione di un museo cittadino permanente, che potrebbe andare a beneficio della cittadinanza e non solo». Proprio questo potrebbe essere il lascito principale di un lavoro cominciato lo scorso anno e che si concluderà nel 2019 con le varie iniziative di celebrazione dei 900 anni di storia, affidate al comitato organizzatore.
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