EMPOLI. "Hanno violato la privacy dei nostri bambini: è inaccettabile. Siamo stati contattati telefonicamente da personale della scuola che non avrebbe dovuto conoscere certi dati". Con la prima campanella esplode il caso-vaccini, complice un quadro normativo non del tutto chiaro. La protesta, nel caso specifico, arriva dai genitori di due bimbi che frequentano una scuola dell’infanzia del secondo circolo didattico di Empoli.
"Il Garante ha autorizzato il passaggio dei dati dalla scuola all’Asl per la verifica delle vaccinazioni obbligatorie effettuate, ma non si è ancora espresso sul passaggio inverso. E invece – racconta un genitore che fa parte del Cliva (Comitato per la libertà di scelta vaccinale) – sono stato chiamato dalla segreteria della scuola, e mi è stato detto che mio figlio non è in regola con le vaccinazioni. Perché questa persona deve sapere una cosa del genere? Il rischio è che ne siano a conoscenza anche insegnanti e le altre mamme, con la conseguenza che il mio bambino potrebbe essere messo in un angolo dagli amichetti e trattato come un “untore”. Alla prima telefonata, ho spiegato che ho fatto richiesta all’Asl – e ho in mano la ricevuta della raccomandata – di seguire un percorso informativo, in modo da approfondire l’argomento e poi prendere una decisione. E mi è stato risposto che allora era tutto ok. Poi mi hanno richiamato dicendomi che la dirigenza vuole tassativamente l’autocertificazione firmata".
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La “mossa” di proporsi per seguire un percorso informativo sui vaccini da parte dei genitori è seguita da decine di famiglie del circondario, come conferma Paolo Filidei, responsabile prevenzione malattie infettive dell’ex Asl 11: "È vero, abbiamo ricevuto molte richieste, anche se l’accordo siglato da Regione, Anci e Ufficio regionale scolastico non prevedrebbe questa procedura, ma spetterebbe all’Asl contattare le famiglie i cui figli rientrano nella lista degli approfondimenti vaccinali da richiedere. E, oltre tutto, anche la normativa non è chiarissima su questo aspetto". Da sottolineare che nell’Empolese e nel Valdarno sono 2.600 gli under 16 col quadro vaccinale da approfondire.
Sulla vicenda interviene direttamente anche il comitato Cliva, che conta oltre 2.300 iscritti: "È accaduto quello che non doveva accadere: questa scuola, come altre, ha bypassato il Garante, dando in pasto le informazioni sullo stato di salute dei bambini a troppa gente. Dobbiamo ricordarci che talvolta i bimbi non sono vaccinati non per scelta dei genitori, ma a causa di patologie. O semplicemente l’irregolarità deriva da un richiamo mancante".
Ma il dirigente del circolo didattico, Alessandro Marinelli, respinge le accuse: "Non mi piacciono le strumentalizzazioni. Le leggi non le faccio io. Ci sono delle disposizioni che valgono per tutti. Ognuno agisca con la propria coscienza, se questi genitori non portano la documentazione richiesta, si assumeranno le proprie responsabilità e io farò la segnalazione all’Asl. Tutto qui. Non ci saranno conseguenze sui bambini, che, ovviamente, potranno frequentare regolarmente la scuola. Però mi preme sottolineare che le telefonate vengono effettuate da personale autorizzato".