Sicurezza
Soldi a chi apre un’attività escluse slot e scommesse
di Marco Sabia
Ecco il bando del Comune, fino a 6.000 euro a fondo perduto su tutto il territorio Privilegiate l’imprenditoria femminile e giovanile e l’innovatività del progetto
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FUCECCHIO. Il Comune di Fucecchio rilancia sui contributi alla nuove imprese, che quest’anno verranno destinati anche alle frazioni. Si tratta di 60.000 euro, di cui 40.000 per il capoluogo (con annesso centro storico) e 20. 000 per il territorio delle frazioni. «Non è così scontato che un Comune metta soldi per le attività commerciali», sottolinea il sindaco Alessio Spinelli: «È una misura che dà continuità alla nostra politica di mandato a sostegno delle attività. Poi ci sono le agevolazioni, già vigenti, sui fondi commerciali che vengono rimessi in attività: per il proprietario il primo anno c’è il dimezzamento dell’Imu. Il bando uscirà nei prossimi giorni e sarà attivo fino al 31 ottobre». Ma come verranno assegnati questi contributi? L’area di riferimento è individuata nell’intero territorio comunale. Una specifica premialità è prevista per le attività del centro storico, come delimitato dalla vigente pianificazione urbanistica. La principale novità di quest’anno è che verrà coinvolta anche la “periferia”. Qualora lo stanziamento previsto per una delle due aree non venga – in tutto o in parte – utilizzato, sarà utilizzato per implementare le risorse per l’altra area.
La tipologia dei contributi è quella del finanziamento a fondo perduto in conto capitale da concedere fino al sessanta per cento delle spese ammissibili. Il contributo erogabile, comunque, non sarà superiore ai 6.000 per ogni attività.
Per quanto riguarda i beneficiari si tratta delle microimprese, commerciali e dell’artigianato di servizio alla persona. Nel caso di imprese ancora non costituite, può presentare domanda una persona fisica, che si dovrà impegnare a iscrivere l’impresa al registro delle imprese entro trenta giorni dalla data di scadenza del bando, oltre a dover avviare l’attività entro tre mesi dalla comunicazione di ammissione al contributo, tenendo la saracinesca aperta per almeno 3 anni, pena dover rimborsare il contributo. Tuttavia il bando prevede spese ammissibili e non.
Tra quelle ammissibili si parte dall’acquisto di beni, collegati al ciclo produttivo pluriennale, ad eccezione che non siano già stati oggetto di precedenti agevolazioni.
Poi le spese per opere edilizie necessarie per l’adeguamento funzionale dell’impresa e le spese per efficientamento energetico. Non saranno soggette a contributo: le spese per l’acquisto di terreni e fabbricati; le spese di consulenza; quelle per beni di rappresentanza; l’acquisto di beni o servizi resi direttamente dal titolare; le spese per canoni leasing; le spese di manutenzione, nonché di eventuali canoni; le spese sostenute senza idonei documenti giustificabili. Poi ci sono dei criteri che aggiungono valori aggiuntivi: carenza del servizio oggetto dell’iniziativa; innovatività del progetto; imprenditoria femminile; imprenditoria giovanile (sotto i quarant’anni); microimprese con massimo cinque addetti; localizzazione nel centro storico; qualità progettuale; dimensione economica dell’investimento. Escluse dal bando sale slot e sale scommesse. «Ne abbiamo discusso con le associazioni – ha spiegato l’assessore alle attività produttive Silvia Tarabugi – che hanno espresso pareri positivi. Il bando adesso ha fatto un salto di qualità, dando punteggi aggiuntivi ad esempio a chi ha una visione commerciale articolata e strutturata di quello che ha intenzione di fare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La tipologia dei contributi è quella del finanziamento a fondo perduto in conto capitale da concedere fino al sessanta per cento delle spese ammissibili. Il contributo erogabile, comunque, non sarà superiore ai 6.000 per ogni attività.
Per quanto riguarda i beneficiari si tratta delle microimprese, commerciali e dell’artigianato di servizio alla persona. Nel caso di imprese ancora non costituite, può presentare domanda una persona fisica, che si dovrà impegnare a iscrivere l’impresa al registro delle imprese entro trenta giorni dalla data di scadenza del bando, oltre a dover avviare l’attività entro tre mesi dalla comunicazione di ammissione al contributo, tenendo la saracinesca aperta per almeno 3 anni, pena dover rimborsare il contributo. Tuttavia il bando prevede spese ammissibili e non.
Tra quelle ammissibili si parte dall’acquisto di beni, collegati al ciclo produttivo pluriennale, ad eccezione che non siano già stati oggetto di precedenti agevolazioni.
Poi le spese per opere edilizie necessarie per l’adeguamento funzionale dell’impresa e le spese per efficientamento energetico. Non saranno soggette a contributo: le spese per l’acquisto di terreni e fabbricati; le spese di consulenza; quelle per beni di rappresentanza; l’acquisto di beni o servizi resi direttamente dal titolare; le spese per canoni leasing; le spese di manutenzione, nonché di eventuali canoni; le spese sostenute senza idonei documenti giustificabili. Poi ci sono dei criteri che aggiungono valori aggiuntivi: carenza del servizio oggetto dell’iniziativa; innovatività del progetto; imprenditoria femminile; imprenditoria giovanile (sotto i quarant’anni); microimprese con massimo cinque addetti; localizzazione nel centro storico; qualità progettuale; dimensione economica dell’investimento. Escluse dal bando sale slot e sale scommesse. «Ne abbiamo discusso con le associazioni – ha spiegato l’assessore alle attività produttive Silvia Tarabugi – che hanno espresso pareri positivi. Il bando adesso ha fatto un salto di qualità, dando punteggi aggiuntivi ad esempio a chi ha una visione commerciale articolata e strutturata di quello che ha intenzione di fare».
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