Il Tirreno

Empoli

Scuola, è già rischio-caos parte il valzer dei supplenti

di Marco Pagli
Scuola, è già rischio-caos parte il valzer dei supplenti

I dirigenti: «Organici completi ma appesi alle decine di richieste di trasferimento» Intanto Empoli si conferma polo attrattivo: venerdì prima campanella per 10.000

4 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. L’anno scolastico si apre con tante conferme e alcune novità. Un ritratto in chiaroscuro, fatto di ombre che ormai sembrano allungarsi di anno in anno e di luci che confermano Empoli come uno dei principali poli attrattivi del territorio metropolitano. Le incertezze sull’organico dei docenti rimane il tasto più dolente di questa vigilia, con il rischio di un valzer dei posti che si potrebbe protrarre fino all’inverno. Mentre sulla carenza di aule sembra che gli ultimi investimenti (su tutti l’acquisizione di un nuovo immobile per il Virgilio) e i nuovi progetti in ponte (un nuovo plesso in via Sanzio) abbiano in qualche modo tamponato l’emergenza. Tra le novità più importanti, presumibilmente dal prossimo anno, c’è sicuramente la creazione di più istituti comprensivi che andrebbero a sostituire l’attuale strutturazione per circoli didattici affiancati dalla secondaria di primo grado suddivisa in due sedi.

Rebus organici. Il problema principale, anche quest’anno, non è legato alla carenza di insegnanti. Quanto i possibili vuoti che potrebbero crearsi di qui a qualche settimana, quando cioè verranno aperte le procedure per le assegnazioni provvisorie. In sostanza, i dirigenti hanno già completato o quasi l’organico di fatto. Ma saranno sicuramente alcune decine i docenti che chiederanno di essere trasferiti. «Io ne ho già sei che mi hanno confermato di aver chiesto il trasferimento – ammette Tommaso Bertelli, dirigente del Pontormo – quando le assegnazioni saranno ufficializzate dovrò nominare dei supplenti fino all’arrivo degli aventi diritto. Presumibilmente fino a novembre-dicembre il corpo docente non sarà definitivo». Un problema che attanaglia anche gli altri istituti. «Il sostegno è la classe più carente – spiega Alessandro Marinelli, dirigente del Virgilio – perché molti sono in assegnazione ad altre regioni e sono poche le specializzazioni. Così in molti casi saremo costretti a nominare dei docenti che non sono specializzati in sostegno». Stesso discorso anche se si passa alla secondaria di primo grado: «Le principali carenze sono legate alla classe di lettere, oltre al sostegno – dice Grazia Mazzoni, dirigente della Busoni-Vanghetti – purtroppo i posti in bilico sono diversi».

Istituti comprensivi. La fusione di più ordini a creare un unico istituto potrebbe avvenire a Empoli già dal prossimo anno con il beneplacito di tutti i dirigenti, che ravvisano l’importanza del confronto tra più realtà nel complessivo mutamento dell’insegnamento. La discussione era già stata avviata, ma una sterzata forte è arrivata dalla determina della Regione che prevede il taglio dei fondi nel caso in cui non vengano attivati istituti comprensivi. A Empoli, dove i finanziamenti ammontano a 150mila euro, il rischio di perderne il 30% già da quest’anno è stato sventato perché il processo è già in corso. «Si tratta di un tema non più rinviabile – afferma la sindaca Brenda Barnini – tutti gli operatori da tempo ormai sollecitano la riflessione e anche noi abbiamo intrapreso questa strada». Uno snodo fondamentale sarà il convegno in programma oggi al Palaexpo, dalle 9 fino alle 16.30, dal titolo “Essere comprensivi”.

Fiori all’occhiello. Continua la crescita di iscritti nelle scuole empolesi: 10.363 è l’ultimo saldo con oltre la metà (5. 628) assorbiti dagli istituti superiori. «Questo ci colloca tra i principali poli di attrazione dell’area metropolitana – dichiara Barnini – ma oltre alla soddisfazione, c’è da sottolineare il grande impegno per riuscire a gestire un afflusso del genere. Anche quest’anno sono stati confermati gli sforzi in tutti i sensi con una crescita degli investimenti su molte voci». È il caso, ad esempio, dell’assistenza socio-educativa, che compensa la carenza di insegnanti di sostegno nelle scuole: i ragazzi seguiti dagli operatori comunali sono passati in due anni da 75 a 96 con una crescita della spesa da 536mila euro a 590mila euro. Stesso discorso per il trasporto scolastico che continua a servire oltre 500 studenti con un costo mensile di appena 16 euro. E poi la mensa, con i suoi oltre 400mila pasti in un anno, che “costa” oltre 2 milioni di euro, solo la metà dei quali pagati dalle famiglie. Per arrivare al progetto “Senza zaino” che quest’anno coinvolgerà 17 classi, sette in più dell’anno scorso, con un aumento degli investimenti arrivati a 31mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa