Finanza
L’addio agli assicuratori-modello
Alle 16 a Livorno i funerali di Roberto e Simone Ramacciotti, empolesi d’adozione morti nell’alluvione
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EMPOLI. Si svolgeranno oggi i primi funerali di alcune delle otto vittime del violento nubifragio che si è abbattuto nella notte tra sabato e domenica scorsa su Livorno, semindando morte e distruzione. Dalla procura è stato dato il nulla osta per mettere a disposizione della famiglia i corpi dei coniugi Simone Ramacciotti e Glenda Garzelli, 37 e 35 anni, del loro figlio Filippo di 4 anni e del nonno Roberto Ramacciotti, 65 anni. Il loro funerale era stato già predisposto per il pomeriggio di ieri ma è stato rinviato a oggi, nel Duomo di Livorno, alle ore 16 (dove dalle 10 sarà aperta la camera ardente) in forma strettamente privata, ma aperta alla città, con la richiesta della famiglia «a lasciare fuori dalla chiesa telecamere e fotografi». Non ci sarà, naturalmente, la piccola Camilla, l'altra figlia della coppia, 2 anni e mezzo, salvata grazie al sacrificio del babbo e del nonno.
Roberto e Simone, soci dell’agenzia di assicurazioni Generali di via Carrucci, erano conosciutissimi a Empoli.
In particolare il primo, che era arrivato in città circa venticinque anni fa, dove si era perfettamente integrato e dove in tanti oggi lo piangono, ricordandone le grandi qualità umane e professionali, che gli avevano di portare l’agenzia (dove lavorano una quarantina di persone), al top nazionale. E Simone, arrivato a Empoli nel 2010, stava seguendo le sue orme. Sono rimasti prigionieri delle acque nel seminterrato della villa di viale Nazario Sauro a Livorno. La stessa sindaca Barnini aveva definito la tragedia «un colpo al cuore per la città. Roberto e Simone erano due punti di riferimento nella vita professionale e pubblica, non solo delle assicurazioni Generali, ma di tutta la nostra comunità».
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Roberto e Simone, soci dell’agenzia di assicurazioni Generali di via Carrucci, erano conosciutissimi a Empoli.
In particolare il primo, che era arrivato in città circa venticinque anni fa, dove si era perfettamente integrato e dove in tanti oggi lo piangono, ricordandone le grandi qualità umane e professionali, che gli avevano di portare l’agenzia (dove lavorano una quarantina di persone), al top nazionale. E Simone, arrivato a Empoli nel 2010, stava seguendo le sue orme. Sono rimasti prigionieri delle acque nel seminterrato della villa di viale Nazario Sauro a Livorno. La stessa sindaca Barnini aveva definito la tragedia «un colpo al cuore per la città. Roberto e Simone erano due punti di riferimento nella vita professionale e pubblica, non solo delle assicurazioni Generali, ma di tutta la nostra comunità».
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