Finanza
Uccisa dal camion pirata
di Francesco Turchi
Castelfiorentino: a 19 anni travolta sulla 429 e abbandonata sull’asfalto, caccia al “killer”
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CASTELFIORENTINO. L’ha travolta e uccisa. Si è lasciato alle spalle il corpo straziato di una ragazza di diciannove anni, disteso sull’asfalto. E si è dato alla fuga, a bordo del suo mezzo pesante, in direzione di Certaldo, facendo perdere (almeno per ora) le sue tracce. Ai soccorritori arrivati in via Ciurini a Petrazzi, nel comune di Castelfiorentino, non è rimasto altro che constatare il decesso di Sara Scimmi, mentre i carabinieri hanno iniziato la caccia al “pirata”. Partendo da quella frenata lasciata sull’asfalto della 429, lunga una ventina di metri e tracciata da pneumatici che potrebbe appartenere a un camion. Ma pure dalle telecamere, anche private, della zona. E dalle testimonianze, che potrebbero fornire particolari decisivi per indirizzare le ricerche. Con l’obiettivo di individuare il conducente che ha stroncato la vita e i sogni di una ragazza castellana, reduce da una serata trascorsa insieme agli amici alla discoteca Kaleido di via Mendel.
Sono da poco passate le 3 di ieri, quando Sara esce dal locale. E si incammina da sola verso casa (distante un paio di chilometri), attraverso un’arteria conosciuta come “la strada della morte”, per la sua pericolosità, per la serie infinita di incidenti che si sono verificati negli anni, con un bilancio impressionante di morti e feriti. Con l’installazione degli speed-check la situazione è migliorata, ma la 429 resta comunque una strada dove in troppi corrono a folle velocità, soprattutto la notte.
Dopo aver camminato per circa cinquecento metri, Sara trova la morte, al civico 42 di via Ciurini, all’altezza della zona industriale Malacoda, in un tratto scarsamente illuminato.
Viene centrata in pieno da un mezzo, proprio al centro della strada. Alle 3.30 arriva la telefonata di un passante alla sala operativa del 118. Che invia sul posto l’automedica di stanza al Santa Verdiana e l’ambulanza della Misericordia di Castelfiorentino, la stessa associazione dove Sara stava facendo il servizio civile. I soccorritori trovano la ragazza senza vita: l’impatto è stato violentissimo e non le ha lasciato scampo.
La strada viene chiusa al traffico per ore, per permettere ai carabinieri della compagnia di Empoli di effettuare i rilievi.
Sull’asfalto, ai bordi delle carreggiate, sugli oggetti personali della vittima: la borsetta, un braccialetto e poco altro. La giovane non ha documenti con sé e al suo nome gli inquirenti sono arrivati soltanto nella tarda mattinata di ieri, anche per via della segnalazione dei familiari sul mancato rientro a casa di Sara.
Ma c’è un altro aspetto che rende complicate le indagini avviate per il reato di omicidio stradale colposo e fuga del conducente: nel punto in cui la giovane è stata travolta e, più in generale, in tutto il tratto passato al setaccio, non sarebbero stati trovati resti o pezzi di nessun mezzo. Niente vetri o parti di carrozzeria.
E questo, se da una parte è un altro indizio che porta a pensare che l’impatto abbia coinvolto un mezzo pesante (compatibile anche con le lesioni riportate dalla ragazza), dall’altra sicuramente non facilita il lavoro dei militari guidati dal capitano Giorgio Guerrini. Che, fin dalle prime ore, hanno battuto a tappeto tutta la zona, a caccia di immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, che potrebbero dare una svolta alle indagini.
Ma molte attività artigianali ieri sono rimaste chiuse, e quindi questo tipo di accertamento riprenderà nella giornata di domani.
La prima speranza era riposta negli occhi elettronici che vigilano sul distributore di carburanti Aquila, che si trova proprio poche centinaia di metri prima del luogo dell’incidente, sempre sulla 429. Ma dai filmati visionati finora non sono emersi elementi particolari: i dispositivi sono puntati verso la stazione di servizio e inquadrano soltanto marginalmente la strada regionale.
Così come non sono emersi particolari indizi dalle testimonianze raccolte sul posto – tra passanti e residenti – e tra gli amici della vittima, alcuni dei quali erano con lei in discoteca e che si sono precipitati sul posto una volta che si è diffusa la notizia che c’era stato un gravissimo incidente in via Ciurini.
I giovani hanno confermato ai carabinieri che la ragazza ha lasciato il locale da sola e si è diretta a piedi verso casa, che si trova in via Monte Olivo, a circa due chilometri di distanza dalla discoteca Kaleido dove Sara aveva partecipato, insieme a centinaia di giovani della zona, alla festa organizzata dal locale per salutare l’estate.
Ma la serata di divertimento è stata spazzata via da una tragedia immensa: una ragazza uccisa a soli diciannove anni (li aveva compiuti lo scorso 8 gennaio) e abbandonata sull’asfalto e il suo “killer” sparito nel nulla, almeno per ora.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono da poco passate le 3 di ieri, quando Sara esce dal locale. E si incammina da sola verso casa (distante un paio di chilometri), attraverso un’arteria conosciuta come “la strada della morte”, per la sua pericolosità, per la serie infinita di incidenti che si sono verificati negli anni, con un bilancio impressionante di morti e feriti. Con l’installazione degli speed-check la situazione è migliorata, ma la 429 resta comunque una strada dove in troppi corrono a folle velocità, soprattutto la notte.
Dopo aver camminato per circa cinquecento metri, Sara trova la morte, al civico 42 di via Ciurini, all’altezza della zona industriale Malacoda, in un tratto scarsamente illuminato.
Viene centrata in pieno da un mezzo, proprio al centro della strada. Alle 3.30 arriva la telefonata di un passante alla sala operativa del 118. Che invia sul posto l’automedica di stanza al Santa Verdiana e l’ambulanza della Misericordia di Castelfiorentino, la stessa associazione dove Sara stava facendo il servizio civile. I soccorritori trovano la ragazza senza vita: l’impatto è stato violentissimo e non le ha lasciato scampo.
La strada viene chiusa al traffico per ore, per permettere ai carabinieri della compagnia di Empoli di effettuare i rilievi.
Sull’asfalto, ai bordi delle carreggiate, sugli oggetti personali della vittima: la borsetta, un braccialetto e poco altro. La giovane non ha documenti con sé e al suo nome gli inquirenti sono arrivati soltanto nella tarda mattinata di ieri, anche per via della segnalazione dei familiari sul mancato rientro a casa di Sara.
Ma c’è un altro aspetto che rende complicate le indagini avviate per il reato di omicidio stradale colposo e fuga del conducente: nel punto in cui la giovane è stata travolta e, più in generale, in tutto il tratto passato al setaccio, non sarebbero stati trovati resti o pezzi di nessun mezzo. Niente vetri o parti di carrozzeria.
E questo, se da una parte è un altro indizio che porta a pensare che l’impatto abbia coinvolto un mezzo pesante (compatibile anche con le lesioni riportate dalla ragazza), dall’altra sicuramente non facilita il lavoro dei militari guidati dal capitano Giorgio Guerrini. Che, fin dalle prime ore, hanno battuto a tappeto tutta la zona, a caccia di immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, che potrebbero dare una svolta alle indagini.
Ma molte attività artigianali ieri sono rimaste chiuse, e quindi questo tipo di accertamento riprenderà nella giornata di domani.
La prima speranza era riposta negli occhi elettronici che vigilano sul distributore di carburanti Aquila, che si trova proprio poche centinaia di metri prima del luogo dell’incidente, sempre sulla 429. Ma dai filmati visionati finora non sono emersi elementi particolari: i dispositivi sono puntati verso la stazione di servizio e inquadrano soltanto marginalmente la strada regionale.
Così come non sono emersi particolari indizi dalle testimonianze raccolte sul posto – tra passanti e residenti – e tra gli amici della vittima, alcuni dei quali erano con lei in discoteca e che si sono precipitati sul posto una volta che si è diffusa la notizia che c’era stato un gravissimo incidente in via Ciurini.
I giovani hanno confermato ai carabinieri che la ragazza ha lasciato il locale da sola e si è diretta a piedi verso casa, che si trova in via Monte Olivo, a circa due chilometri di distanza dalla discoteca Kaleido dove Sara aveva partecipato, insieme a centinaia di giovani della zona, alla festa organizzata dal locale per salutare l’estate.
Ma la serata di divertimento è stata spazzata via da una tragedia immensa: una ragazza uccisa a soli diciannove anni (li aveva compiuti lo scorso 8 gennaio) e abbandonata sull’asfalto e il suo “killer” sparito nel nulla, almeno per ora.
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