Il Tirreno

Empoli

oltre 50 vittime in 20 anni sulla “strada della morte” 

Pochi scontri dall’installazione degli speed-check

I falsi-autovelox (da metà 2015) si sono rivelati efficaci ma i residenti chiedono più controlli

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CASTELFIORENTINO. Sul vecchio tracciato della sr 429 (arteria ancora strategica in attesa del completamento del tracciato “bis”) si sono verificati un numero impressionante di decessi sul tratto di strada che va da Ponte a Elsa fino a Certaldo, per continuare verso Siena. Solo negli ultimi vent’anni i morti, tra scontri frontali, pedoni investiti e auto che si sono schiantate contro gli alberi, sono stati una cinquantina. Nel 1997 toccò a Manuele Vincenzi, appena 19enne, di Molin Nuovo, due anni dopo a Manuel Sperduto di Castelfiorentino. E poi, nel 2000, Pieri Luigi Mucci di Castelfiorentino e Eljon Mehilli. Simone Bagni di Certaldo morì a trentadue anni nel 2001. A distanza di pochi giorni nel 2004 lasciarono la vita sulla strada killer Andrea Lipari e Simona Cenci. Schiantandosi contro un pino perse la vita il 25enne Leonardo Baroncini. Lo stesso filo di sangue che ha strinto a sé il 34enne Leonardo Bianciardi, in una notte del dicembre 2005, il volontario della Croce Rossa Fabrizio Arfaioli e il medico dell’Asl residente a Gambassi Martin Borner, nel corso del 2006. Pochi anni dopo, nel 2012, un altro incidente all’altezza di Certaldo si portò via Paolo Fedeli, 52enne di Poggibonsi.

Nello stesso anno Stefano Magnini venne investito da un furgone mentre si trovava in sella alla sua bici. Nel marzo 2014 Ida Di Franco, 61 anni alla guida della sua auto, morì nello schianto contro un albero a Malacoda. Una delle ultime tragedie, in ordine di tempo, è quella che ha portato via Sergio Moldovan nell’ottobre del 2013. Sergio, appena 15enne, stava attraversando la strada a Fontanella dove viveva con la famiglia, quando un furgone lo investì in pieno. Ma il bilancio è decisamente migliorato a partire dal giugno 2015 quando furono installati otto speed-check (quattro a Cambiano e altrettanti a Petrazzi), tanto che nei dodici mesi successivi non si era verificato neanche un incidente nei due centri abitati (contro i sette, di cui uno mortale, dell’anno precedente) e anche in quest’ultimo periodo non si erano registrati incidenti gravi, fino a ieri, quando – sull’onda emotiva della tragedia – i castellani sono tornati a chiedere più controlli: «Soprattutto la notte, qui sfrecciano a folle velocità».

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