Il Tirreno

Empoli

C’è uno spiraglio per salvare il lago di Sammontana

di Alessandro Marmugi
Il lago di Sammontana (Foto agenzia Carlo Sestini)
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Il lago di Sammontana (Foto agenzia Carlo Sestini)

Montelupo: la proprietà parla dell’interesse di un privato per l’oasi. E il Comune incontrerà la Regione alla metà del mese di settembre

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MONTELUPO. Un timido raggio di sole torna a splendere sulle acque del Lago di Sammontana. Già, perché il bacino amato dai pescatori e da tutti i montelupini rischia di scomparire, ma potrebbe essere salvato. Da chi? Da un privato o dal lavoro congiunto di amministrazione comunale e Regione Toscana. Su entrambi i fronti qualcosa ha iniziato a muoversi e oltre al lavoro degli enti, c’è anche una persona che ha manifestato interesse per l’acquisizione dell’area. Insomma il destino dell’invaso ancora non è segnato.

Sono passate poche settimane da quando il lago di Sammontana è stato chiuso in attesa di conoscere quello che sarà il suo futuro. La diga che separa il bacino d’acqua dalla vallata sottostante non è mai stata collaudata e servono interventi costosissimi per rimetterla a norma. Interventi che verrebbero a costare oltre un milione di euro e che la famiglia Dzieduszycki, proprietaria dell’area, non è in grado di sostenere. Il rischio dunque è che il lago venga prosciugato e che al suo posto sia ripristinato il vecchio corso del Rio Sammontana. Ma la grande mobilitazione di queste settimane è riuscita a smuovere qualcosa. L’appello di Matteo Dzieduszycki, che si era detto disposto a regalare il lago, non è caduto nel vuoto e un privato si è fatto avanti, manifestando un interesse per l’acquisto dell’area. "Si tratta di un privato che non abita in zona – spiega Matteo Dzieduszycki – con il quale c’è stato un colloquio. Ma ancora siamo in una fase prematura per parlare di trattative".

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E qualcosa comincia a muoversi anche sul fronte pubblico. Intorno alla metà di settembre l’amministrazione comunale di Montelupo avrà un incontro con la Regione Toscana per discutere il futuro del lago "È un invaso fondamentale per questo territorio – ribadisce il sindaco Paolo Masetti – perché ha il ruolo principale di equilibrare il rischio idrogeologico, ma anche quello di essere utilizzato per l’antincendio, per il recupero delle acque. Per questo all’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, ribadiremo la nostra ferma volontà nel fare di tutto per mantenere in vita il lago. Così come lo abbiamo detto alla proprietà con cui abbiamo trovato l’unità d’intenti per raggiungere questo obiettivo. Nell’incontro a Firenze proveremo a capire se ci sono soluzioni tecniche da mettere in pratica per abbassare la cifra economica che occorre spendere inizialmente per il recupero dell’invaso".

Appare invece più remota l’idea di un acquisto, da parte della regione, dell’invaso. "Difficilmente la Regione potrà prenderlo in carico – aggiunge Masetti – considerate le difficoltà economiche a cui gli enti pubblici devono fare fronte. Però, non fare niente e far morire il lago andrebbe contro le politiche ambientali della stessa Regione. E questo ci dà speranza che una soluzione, alla fine, possa essere trovata".

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