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In arrivo 5 camere e spazi comuni nell’ex scuola

In arrivo 5 camere e spazi comuni nell’ex scuola

EMPOLI. «L’emergenza abitativa è aumentata anche a seguito della perdurante crisi economica che ha provocato l’aumento della precarietà abitativa. Emergenza abitativa, dunque, significa dare una...

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EMPOLI. «L’emergenza abitativa è aumentata anche a seguito della perdurante crisi economica che ha provocato l’aumento della precarietà abitativa. Emergenza abitativa, dunque, significa dare una risposta specifica al crescente numero di domande di contributi o soluzioni abitative alle quali non è possibile rispondere con la sola gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Ribadisco - sottolinea l’assessora Poggi - che stiamo parlando di situazioni di appunto emergenza che di solito si prolungano per periodi che vanno al massimo fino ad un anno. I cosiddetti Erp sono abitazioni costruite appositamente, con finanziamenti regionali, per essere assegnate alle famiglie o alle singole persone che, partecipando a un bando pubblico, sono entrate in una graduatoria specifica. L’assegnazione in questo caso va avanti a tempo indeterminato».

Quindi Poggi fa il punto sull’emergenza: «Il Comune, attraverso l’Unione, si è dotato di un sistema strutturato, già operativo e collaudato da quasi tre anni – spiega –. È stata istituita un’apposita commissione per l'emergenza abitativa che valuta tutte le domande di cittadini che si trovano nell’urgenza di far fronte a un imminente sfratto con l'obiettivo di dare risposte uniformi. Le possibili prestazioni consistono in contributi economici per la morosità o per la morosità incolpevole o per attivare un nuovo contratto di affitto, oppure, nei casi più gravi, nella messa a disposizione di alloggi di emergenza in assegnazione temporanea, per un periodo massimo di 6 mesi, rinnovabile di 6. È bene ribadire che mai l'emergenza abitativa porta alla concessione di una casa popolare, alla quale si accede solo e soltanto previa partecipazione ad un bando pubblico disciplinato da apposita normativa regionale, nel rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza».

Nel 2015 sono state 326 le domande giunte all’Unione da tutti i Comuni dell’Empolese Valdelsa. Sono salite a 342 nel 2016, 255 fatte da soggetti a carico dei servizi sociali, 87 da persone non seguite: per un totale di contributi erogati di 134.265,43 euro.

Il dato 2016 del Comune di Empoli vede 46.450 euro erogati a fronte di 113 domande fra cui spiccano 21 contributi per un nuovo alloggio, 11 assegnazioni di alloggio nel Comune o fuori, 19 contributi per morosità, 10 morosità incolpevole, 2 domande di ospitalità notturna, 18 invece sono state sospese in quanto non ci sono al momento i requisiti.

Nel 2017, nel solo mese di luglio, sono state riconosciute 30.000 euro per cittadini empolesi, su 45.000 euro in tutta l’Unione.

Per il cohousing a Empoli sono disponibili 18 camere divise in 5 appartamenti, a cui si aggiungono sei camere presenti nella struttura di via Verdi. «Abbiamo individuato – spiega l’assessore Poggi – nella struttura della ex scuola di Ponzano un edificio pubblico per allargare l’offerta per camere in emergenza abitativa. Si parla di almeno 5 ulteriori camere. Entro la fine di questo 2017 o inizio 2018. In ogni caso l’obiettivo del cohousing è quello di accompagnare in un percorso di autonomia tutta la famiglia».

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