Il Tirreno

Empoli

Case popolari devastate via a controlli anti abusi

di Francesco Turchi
Case popolari devastate via a controlli anti abusi

Diciotto alloggi vuoti, servono 150.000 euro per ripararli

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EMPOLI. A Empoli ci sono diciotto case popolari vuote e 270 famiglie in coda per averne una. Ma c’è un problema che rallenta la riassegnazione degli alloggi, una volta che sono stati liberati. Gli ex inquilini, durante la loro permanenza, li hanno danneggiati, con una serie di interventi abusivi. Magari mettendo le mani sugli impianti (che quindi non sono più a norma), spostando o abbattendo pareti, se non addirittura l’intera cucina, trasferita da una stanza all’altra.

Il risultato è che quando se ne vanno, Publicasa (che gestisce l’edilizia residenziale pubblica in tutto il circondario) si ritrova in mano le chiavi di appartamenti che necessitano di interventi decisamente onerosi. Insomma, detto in soldoni, servono almeno 150.000 euro per riparare i danni fatti da nuclei familiari che non hanno avuto il minimo rispetto del patrimonio pubblico.

Tanto per fare qualche esempio, nella “lista nera” c’è un intervento da 21.000 euro in un appartamento di 67 metri quadrati; un’altra perizia stima i lavori in 19.500 euro per appena 34 mq; in un altro caso, di 81 metri quadrati, servirà un intervento da 27.000 euro prima di consegnarla a un’altra famiglia che ne ha diritto. L’assessora comunale empolese Arianna Poggi snocciola i numeri delle perizie e annuncia la svolta: «Abbiamo concordato con Publicasa di effettuare controlli periodici nelle case popolari, proprio per verificare che siano rispettate le condizioni di sicurezza, ma anche eventuali altre violazioni. In quel caso sarà ordinato il ripristino a loro spese. In generale, sarebbe auspicabile che chi gode dell’assegnazione di una casa Erp rispettasse questo bene pubblico concesso con affitti dai 40 ai 250 euro al mese. Nella maggior parte dei casi è così, in altri no, purtroppo».

E intanto il Comune - con una variazione di bilancio - ha erogato 40.000 euro a Publicasa, impegnata a reperire i fondi (contributi regionali o risorse proprie), per effettuare gli interventi di manutenzione straordinaria il più rapidamente possibile, in modo che tutte le 560 case popolari empolesi (al di là del normale turn-over legato a decessi, cambi di residenza, sfratti ecc.) siano occupate. Anche perché c’è tanta... “coda”.

L’ultimo bando (a livello di Unione dei Comuni) risale al 2015, con la graduatoria definitiva (che non è unica, ogni ente ha la sua), approvata nell’agosto dell’anno successivo, con 290 nuclei ammessi (su 339 che avevano presentato la domanda). Ma soltanto venti di questi hanno ottenuto, al momento, l’assegnazione». A questi, nei prossimi mesi, se ne dovrebbero aggiungere altri diciotto (quando saranno completati gli interventi da 150.000 euro), ma non solo. Perché nel frattempo alcuni dei nuclei familiari in “lista d’attesa”, potrebbero trovare un altro alloggio popolare, grazie a uno dei bandi dell’Unione dei Comuni. In base alla legge regionale, infatti, se un nucleo presenta la domanda ed è già stato inserito in un’altra graduatoria, ha diritto a un punteggio più alto e quindi ha più probabilità di finire tra gli assegnatari. Una strada percorribile - per esempio - con il bando per il bando relativo ai sette appartamenti nell’ex scuola di Cambiano, nel comune di Castelfiorentino, che è scaduto proprio lo scorso 10 agosto e il cui iter che porterà alla consegna delle chiavi è in corso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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