La manifestazione
Vaccini a rischio caos l’iter resta un rebus
di Marco Pagli
Manca l’uniformità tra enti, a giorni è prevista la decisione
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EMPOLI. L’inizio della scuola incombe, ma sul rispetto delle nuove norme in materia vaccinale non c’è omogeneità di indirizzo da parte delle amministrazioni locali. Nell’Empolese Valdelsa sono 2.500 gli studenti fino a 16 anni di età che risultano scoperti. Di questi ce ne sono una parte che non sono stati effettivamente sottoposti ai vaccini, mentre per gli altri il problema è legato alla mancata trascrizione delle vaccinazioni. A poco più di due settimane dal primo termine per la certificazione della situazione vaccinale degli studenti (il 10 settembre è stata fissata la scadenza per i bambini iscritti a nidi e scuola dell’infanzia, mentre per coloro che frequentano la scuola dell’obbligo il termine è il 31 ottobre) ancora non è chiaro quali siano le prescrizioni per le famiglie.
L’ultima circolare del ministero della Sanità, infatti, impone a queste ultime di dimostrare, attraverso la certificazione rilasciata dall’azienda sanitaria o un’autocertificazione che poi la stessa Asl dovrà verificare, l’avvenuto adempimento agli obblighi vaccinali dei figli. Tuttavia, in queste settimane nel territorio dell’Asl Toscana Centro si sta facendo strada un’altra opzione. E cioè che ad occuparsi di tutta la partita sia proprio l’azienda sanitaria di concerto con l’ufficio scolastico regionale, liberando le famiglie dall’onere della prova. In sostanza, la proposta dell’Asl – che potrebbe essere ufficializzata già dalle prossime ore – prevede che siano gli stessi uffici sanitari a incrociare le proprie banche dati con quelle dell’ufficio scolastico in modo da censire gli studenti di ogni grado che non siano coperti da vaccini e di conseguenza inviare una comunicazione specifica esclusivamente alle loro famiglie.
«Il 10 agosto scorso ad un tavolo a cui era presente l’Asl e gli undici Comuni del territorio ci venne presentata questa possibilità – spiega Claudia Heimes, assessora alla scuola del Comune di Vinci e coordinatrice del tavolo sull’infanzia della Conferenza zonale Empolese Valdelsa – Una possibilità poi precisata e delineata nei successivi incontri a livello regionale. Si tratta di una procedura semplificata relativa, intanto, a nidi e scuole dell’infanzia. In sostanza, non si chiede niente alle famiglie, ma ci pensa l’Asl ad avvertire quelle che non hanno provveduto a vaccinare i propri figli. Siamo in attesa che venga ufficializzata questa linea d’azione: dovrebbe essere questione di ore, al massimo di pochi giorni. In questo caso le amministrazioni del territorio gestito dalla Toscana Centro non dovrebbero fare niente».
Ma non manca chi sul territorio si è già mosso autonomamente. È il caso del Comune di Empoli che, all’indomani dell’ultima circolare ministeriale del 17 agosto scorso (quella in cui, come accennato, si fissavano scadenze e modalità di presentazione delle certificazioni), ha inviato una lettera alle circa 300 famiglie che hanno iscritto i propri figli ai nidi comunali e alla scuola dell’infanzia del Centro Zerosei – anch’essa a gestione comunale – riportando le prescrizioni della circolare.
La scelta dell’amministrazione empolese, nonostante possa essere superata dalla decisione dell’Asl Toscana Centro, è legittimata dal fatto che ad ogni Comune è stata lasciata libertà d’azione. Inoltre, sulla modalità proposta dall’azienda sanitaria penderebbe un vizio di privacy che ancora non è stato sciolto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ultima circolare del ministero della Sanità, infatti, impone a queste ultime di dimostrare, attraverso la certificazione rilasciata dall’azienda sanitaria o un’autocertificazione che poi la stessa Asl dovrà verificare, l’avvenuto adempimento agli obblighi vaccinali dei figli. Tuttavia, in queste settimane nel territorio dell’Asl Toscana Centro si sta facendo strada un’altra opzione. E cioè che ad occuparsi di tutta la partita sia proprio l’azienda sanitaria di concerto con l’ufficio scolastico regionale, liberando le famiglie dall’onere della prova. In sostanza, la proposta dell’Asl – che potrebbe essere ufficializzata già dalle prossime ore – prevede che siano gli stessi uffici sanitari a incrociare le proprie banche dati con quelle dell’ufficio scolastico in modo da censire gli studenti di ogni grado che non siano coperti da vaccini e di conseguenza inviare una comunicazione specifica esclusivamente alle loro famiglie.
«Il 10 agosto scorso ad un tavolo a cui era presente l’Asl e gli undici Comuni del territorio ci venne presentata questa possibilità – spiega Claudia Heimes, assessora alla scuola del Comune di Vinci e coordinatrice del tavolo sull’infanzia della Conferenza zonale Empolese Valdelsa – Una possibilità poi precisata e delineata nei successivi incontri a livello regionale. Si tratta di una procedura semplificata relativa, intanto, a nidi e scuole dell’infanzia. In sostanza, non si chiede niente alle famiglie, ma ci pensa l’Asl ad avvertire quelle che non hanno provveduto a vaccinare i propri figli. Siamo in attesa che venga ufficializzata questa linea d’azione: dovrebbe essere questione di ore, al massimo di pochi giorni. In questo caso le amministrazioni del territorio gestito dalla Toscana Centro non dovrebbero fare niente».
Ma non manca chi sul territorio si è già mosso autonomamente. È il caso del Comune di Empoli che, all’indomani dell’ultima circolare ministeriale del 17 agosto scorso (quella in cui, come accennato, si fissavano scadenze e modalità di presentazione delle certificazioni), ha inviato una lettera alle circa 300 famiglie che hanno iscritto i propri figli ai nidi comunali e alla scuola dell’infanzia del Centro Zerosei – anch’essa a gestione comunale – riportando le prescrizioni della circolare.
La scelta dell’amministrazione empolese, nonostante possa essere superata dalla decisione dell’Asl Toscana Centro, è legittimata dal fatto che ad ogni Comune è stata lasciata libertà d’azione. Inoltre, sulla modalità proposta dall’azienda sanitaria penderebbe un vizio di privacy che ancora non è stato sciolto.
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