Sicurezza
«Un patto per fermare i danni degli ungulati»
L’Atc tende la mano ad ambientalisti e agricoltori, nel comitato anche tre membri del circondario
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EMPOLI. Si è insediato a Firenze il Comitato di gestione dell’Atc 5 Firenze Sud, l’Ambito territoriale di caccia comprendente 23 comuni della Città metropolitana di Firenze (quelli sulla riva sinistra dell’Arno) tra i quali il capoluogo, gli undici comuni dell’Empolese Valdelsa, alcuni comuni del Chianti, della Val di Pesa e del Valdarno. Il comitato di gestione è composto da 10 membri: tre designati dalle organizzazioni professionali agricole, tre dalle associazioni venatorie, due dalle associazioni di protezione ambientale e due dal Consiglio regionale tra sindaci, assessori e consiglieri dei comuni ricadenti nel comprensorio dell’Atc.
Tre dei 10 rappresentanti provengono dall’Empolese Valdelsa. Il consiglio regionale ha infatti indicato il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli e il consigliere comunale di Montelupo Fiorentino Federico Pavese. Il terzo membro proveniente dall’Empolese Valdelsa è il fucecchiese Francesco Pozzolini, designato dall’associazione di protezione ambientale Wilderness. Nella prima assemblea, presieduta da Spinelli (in quanto consigliere anziano tra i due designati dal consiglio regionale), è stato eletto il presidente che resterà in carica, al pari dei consiglieri, per 5 anni. Dal consigliere Prosperi è stata avanzata la candidatura di Giovanni Doddoli (già sindaco di Scandicci dal 1995 al 2004) che ha riscosso consenso ottenendo otto voti su dieci (due consiglieri si sono astenuti), che guiderà per i prossimi 5 anni l’Atc 5, l’Ambito territoriale di caccia con il maggior numero di iscritti in Italia (quasi 13mila sui circa 80mila della Toscana e i 700mila a livello nazionale). «Occorre ripartire - dice il neopresidente - da un confronto più efficace tra il mondo venatorio, quello ambientalista e quello degli agricoltori per superare la mera logica dei rimborsi alle aziende che subiscono i danni. È una logica che ha e avrà sempre più difficoltà perché vede le risorse degli Atc, peraltro finanziati interamente dai cacciatori attraverso l’iscrizione, esaurirsi per ripagare i danni causati alle coltivazioni dagli ungulati. Il numero dei cacciatori è in diminuzione, mentre la popolazione degli ungulati è esplosa. Bisogna cercare altre strade per evitare o prevenire i danni alle attività economiche. Occorre tutelare gli animali nelle aree vocate come i boschi e fare opere di prevenzione in quelle non vocate. I cacciatori sono cittadini che esercitano una passione ma sono anche regolatori di una risorsa pubblica. La caccia in Italia parte dal presupposto legislativo che la selvaggina è un patrimonio dello Stato. Si tratta di un principio di civiltà ed è proprio partendo da questo che intendiamo portare avanti la nostra azione a tutela delle biodiversità e dei suoi equilibri. Per far ciò occorre guardare lo stato di salute di quegli istituti pubblici come le Zone di protezione speciale o le Zone speciali di conservazione, dove la caccia non è praticata ma dove si alleva o dove sosta, rigenerandosi, la selvaggina».
«I cacciatori si dedicano a far funzionare questi istituti pubblici per il mantenimento di un equilibrio ambientale ma a chi li gestisce deve essere data la facoltà di esercitare la lotta alle specie antagoniste che hanno ridotto in maniera drammatica la selvaggina nobile come le lepri e i fagiani. Ora definiremo uno statuto e il programma. Poi, da fine novembre, con la liquidazione dei vecchi Atc (l’attuale Atc 5 era inglobato nell’Atc Firenze-Prato), ci verranno assegnate le risorse economiche con le quali inizieremo ad attuare il programma».
Tre dei 10 rappresentanti provengono dall’Empolese Valdelsa. Il consiglio regionale ha infatti indicato il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli e il consigliere comunale di Montelupo Fiorentino Federico Pavese. Il terzo membro proveniente dall’Empolese Valdelsa è il fucecchiese Francesco Pozzolini, designato dall’associazione di protezione ambientale Wilderness. Nella prima assemblea, presieduta da Spinelli (in quanto consigliere anziano tra i due designati dal consiglio regionale), è stato eletto il presidente che resterà in carica, al pari dei consiglieri, per 5 anni. Dal consigliere Prosperi è stata avanzata la candidatura di Giovanni Doddoli (già sindaco di Scandicci dal 1995 al 2004) che ha riscosso consenso ottenendo otto voti su dieci (due consiglieri si sono astenuti), che guiderà per i prossimi 5 anni l’Atc 5, l’Ambito territoriale di caccia con il maggior numero di iscritti in Italia (quasi 13mila sui circa 80mila della Toscana e i 700mila a livello nazionale). «Occorre ripartire - dice il neopresidente - da un confronto più efficace tra il mondo venatorio, quello ambientalista e quello degli agricoltori per superare la mera logica dei rimborsi alle aziende che subiscono i danni. È una logica che ha e avrà sempre più difficoltà perché vede le risorse degli Atc, peraltro finanziati interamente dai cacciatori attraverso l’iscrizione, esaurirsi per ripagare i danni causati alle coltivazioni dagli ungulati. Il numero dei cacciatori è in diminuzione, mentre la popolazione degli ungulati è esplosa. Bisogna cercare altre strade per evitare o prevenire i danni alle attività economiche. Occorre tutelare gli animali nelle aree vocate come i boschi e fare opere di prevenzione in quelle non vocate. I cacciatori sono cittadini che esercitano una passione ma sono anche regolatori di una risorsa pubblica. La caccia in Italia parte dal presupposto legislativo che la selvaggina è un patrimonio dello Stato. Si tratta di un principio di civiltà ed è proprio partendo da questo che intendiamo portare avanti la nostra azione a tutela delle biodiversità e dei suoi equilibri. Per far ciò occorre guardare lo stato di salute di quegli istituti pubblici come le Zone di protezione speciale o le Zone speciali di conservazione, dove la caccia non è praticata ma dove si alleva o dove sosta, rigenerandosi, la selvaggina».
«I cacciatori si dedicano a far funzionare questi istituti pubblici per il mantenimento di un equilibrio ambientale ma a chi li gestisce deve essere data la facoltà di esercitare la lotta alle specie antagoniste che hanno ridotto in maniera drammatica la selvaggina nobile come le lepri e i fagiani. Ora definiremo uno statuto e il programma. Poi, da fine novembre, con la liquidazione dei vecchi Atc (l’attuale Atc 5 era inglobato nell’Atc Firenze-Prato), ci verranno assegnate le risorse economiche con le quali inizieremo ad attuare il programma».
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