La manifestazione
Abitazione devastata a San Pierino, rubati oro e un pc
Fucecchio: i ladri hanno usato i guanti per non lasciare impronte. La proprietaria: "Sono entrati dalla finestra del bagno"
FUCECCHIO. Cassetti aperti, scatole sparse in giro e una devastazione che solo un tornato potrebbe lasciare. Invece, la casa a San Pierino di Filippa Dalmazio, titolare del negozio di alimentari Le Briciole, è stata visitata da ladri che hanno rovistato ovunque, finendo per portare via un computer, un televisore e tanti oggetti in oro. «Avevamo già subito un furto nel 2014, ma non di queste dimensioni», racconta la donna. Ingenti i danni, non ancora calcolato l’ammontare della refurtiva.
Di sicuro c’è che il colpo è stato messo a segno tra le 16 e le 20 dell’altro giorno, quando Filippa è uscita per andare a lavorare in negozio. «Esco sempre a quell’ora – spiega – Quel giorno ho lasciato casa un pochino prima del solito. Poi quando sono rientrata ho avuto la spiacevolissima sorpresa». Subito è scattata la segnalazione ai carabinieri che sono intervenuti per i rilievi e per cercare elementi su cui avviare un’indagine. Le attenzioni dei militari si sono concentrate su un televisore che i ladri non sono riusciti a portare via. Hanno cercato impronte per risalire agli autori, ma i test hanno dato un responso negativo. Niente impronte, segno evidente che chi si è introdotto, forzando la finestra del bagno, nell’abitazione con ingresso indipendente, giardino e dislocazione selle stanze su un unico piano portava i guanti proprio per non lasciare tracce. Nessuno dei vicini a sentito o visto nulla di strano.
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«Alcune famiglie sono in vacanza – sottolinea Filippa – Una è ancora qui, ma è uscita al mio stesso orario». Il furto dev’essere stato messo a segno dopo appostamenti, in una zona già segnata da episodi simili. Alcuni anche recenti. «Non è possibile – dice la donna – Ormai è una piaga. Da queste parti i furti si erano fermati. Ma ultimamente sono ripresi. Vedere la casa devastata in questa maniera fa male. Senza contare l’oro che mi è stato sottratto e il computer che, al di là del valore economico, custodiva tutta la via vita. I ricordi e gli affetti, ma anche documenti molto importanti delle attività che gestisco. Oltre al negozio di alimentari anche una ditta di pellami. Avevo salvato nella memoria le ricette per la concia delle pelli, ma anche tutto quello che riguarda i dipendenti. Un disastro vero r proprio».
Dalmazio vive nell’abitazione di San Pierino col compagno e ancora non si capacita di quello che è successo. «Dopo il furto siamo stati costretti, su indicazione dei carabinieri, a dormire fuori casa –spiega ancora l’imprenditrice– Ci hanno detto che era meglio non toccare niente prima dei controlli più accurati in cerca di indizi. Ma ormai è inutile. Speriamo di dimenticare in fretta tutto questo».
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