Lutto
“Vigilini” volontari in piazza per spiegare la nuova viabilità
di Marco Sabia
L’assessore cancella definitivamente la segnaletica verticale della discordia e lancia l’idea di una campagna informativa per aiutare gli automobilisti
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FUCECCHIO. In piazza Vittorio Veneto a Fucecchio i cartelli in mezzo alla piazza si possono considerare ormai un lontano ricordo. L’amministrazione comunale, infatti, non ha intenzione di ripetere l’intervento che tante polemiche aveva portato nelle scorse settimane, in seguito all’installazione del cantiere per introdurre e mettere a regime le modifiche del piano del traffico. Quindi, in piazza rimarranno panchine e fioriere, oltre alla segnaletica orizzontale, quella sulla pietra: i cartelli saranno sistemati lungo i muri e non più al centro, evitando quella “selva di pali e paletti” che tanto aveva fatto discutere, spingendo l’amministrazione a fare dietrofront e a rimuoverli nel giro di un giorno.
In compenso – da settembre – partirà una campagna informativa per spiegare ai residenti e ai fruitori dell’area quello che sarà l’utilizzo della fu piazza dei Caduti. Perché l’intento – come ha spiegato l’assessore alla viabilità Alessio Sabatini – rimane quello di alleggerire il carico di traffico: «Al momento c’è un cantiere in allestimento ed entro settembre sarà tutto sistemato: ci saranno panchine e fioriere, che saranno fissate ma che potranno essere rimosse. L’idea rimane quella di avere una piazza in parte pedonale ed in parte carrabile. La segnaletica verticale sarà inserita in altro modo e cioè lungo le pareti».
E – per spiegare ai cittadini come comportarsi – verrà messa in campo una campagna informativa: «Già in passato avevamo fatto una campagna di questo tipo, lasciando degli avvisi di cortesia. Si potrebbe, grazie ai volontari dell’Auser, stazionare in piazza e spiegare alla gente cosa può fare e cosa no. Il nostro intento non è quello di fare raffiche di multe ma è anche vero che se c’è un’area pedonale quella va rispettata. Per questi motivi parleremo con le persone: le modalità le decideremo a settembre, se servisse ci potrebbe essere anche un incontro pubblico».
Detto questo Sabatini continua a ripetere che la piazza non può sopportare le 45 auto che attualmente ci sostano giornalmente: «Le auto che sono parcheggiate adesso sono troppe e per questo ci siamo mossi, perché la mole di traffico va alleggerita, semi-pedonalizzando la piazza e lasciandone una parte carrabile». Ma i residenti – da quando sono partite le modifiche – hanno puntato a più riprese il dito contro l’assenza di parcheggi.
Anche qui Sabatini butta acqua sul fuoco: «È un discorso matematico: nel borgo alto vivono 400 famiglie, che spesso non hanno un’unica macchina. Prima del nostro intervento i posti auto erano circa 140, ora sono 130, quindi è normale che non tutti trovino posto nel centro storico, lo era prima o lo è adesso. Tutti, in poche parole, nel borgo alto non ci possono parcheggiare, per un discorso aritmetico. Abbiamo, però, proposto soluzioni alternative: ad esempio abbiamo aperto un varco in del Cassero, che collega col parco Corsini: lì ci sono circa 15 posti auto, usufruibili dai residenti, così come dagli utenti del museo, dell’auditorium e della biblioteca (questo in orario di apertura)». La protesta di metà luglio era montata– più che per la nuova viabilità – per l’effetto non proprio piacevole che davano alla vista tutti quei cartelli e pali in mezzo ad una piazza dal quel punto di vista immacolata. Se si arrivava da via Martini, infatti, alcuni cartelli tappavano anche la vista dell’affresco di San Cristoforo. I residenti erano così imbufaliti che qualcuno se la prese anche con gli operai che stavano lavorando.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In compenso – da settembre – partirà una campagna informativa per spiegare ai residenti e ai fruitori dell’area quello che sarà l’utilizzo della fu piazza dei Caduti. Perché l’intento – come ha spiegato l’assessore alla viabilità Alessio Sabatini – rimane quello di alleggerire il carico di traffico: «Al momento c’è un cantiere in allestimento ed entro settembre sarà tutto sistemato: ci saranno panchine e fioriere, che saranno fissate ma che potranno essere rimosse. L’idea rimane quella di avere una piazza in parte pedonale ed in parte carrabile. La segnaletica verticale sarà inserita in altro modo e cioè lungo le pareti».
E – per spiegare ai cittadini come comportarsi – verrà messa in campo una campagna informativa: «Già in passato avevamo fatto una campagna di questo tipo, lasciando degli avvisi di cortesia. Si potrebbe, grazie ai volontari dell’Auser, stazionare in piazza e spiegare alla gente cosa può fare e cosa no. Il nostro intento non è quello di fare raffiche di multe ma è anche vero che se c’è un’area pedonale quella va rispettata. Per questi motivi parleremo con le persone: le modalità le decideremo a settembre, se servisse ci potrebbe essere anche un incontro pubblico».
Detto questo Sabatini continua a ripetere che la piazza non può sopportare le 45 auto che attualmente ci sostano giornalmente: «Le auto che sono parcheggiate adesso sono troppe e per questo ci siamo mossi, perché la mole di traffico va alleggerita, semi-pedonalizzando la piazza e lasciandone una parte carrabile». Ma i residenti – da quando sono partite le modifiche – hanno puntato a più riprese il dito contro l’assenza di parcheggi.
Anche qui Sabatini butta acqua sul fuoco: «È un discorso matematico: nel borgo alto vivono 400 famiglie, che spesso non hanno un’unica macchina. Prima del nostro intervento i posti auto erano circa 140, ora sono 130, quindi è normale che non tutti trovino posto nel centro storico, lo era prima o lo è adesso. Tutti, in poche parole, nel borgo alto non ci possono parcheggiare, per un discorso aritmetico. Abbiamo, però, proposto soluzioni alternative: ad esempio abbiamo aperto un varco in del Cassero, che collega col parco Corsini: lì ci sono circa 15 posti auto, usufruibili dai residenti, così come dagli utenti del museo, dell’auditorium e della biblioteca (questo in orario di apertura)». La protesta di metà luglio era montata– più che per la nuova viabilità – per l’effetto non proprio piacevole che davano alla vista tutti quei cartelli e pali in mezzo ad una piazza dal quel punto di vista immacolata. Se si arrivava da via Martini, infatti, alcuni cartelli tappavano anche la vista dell’affresco di San Cristoforo. I residenti erano così imbufaliti che qualcuno se la prese anche con gli operai che stavano lavorando.
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